Pioggia in Salento

DSCN3311DSCN3318Finalmente un po’ di refrigerio. L’aria fresca e la pioggia hanno raggiunto finalmente anche il Sud, il Salento, già di prima mattina. Il vento, con la sua “voce” ne ha anticipato l’arrivo e il danzare di minuscole goccioline, mai stanche nel loro rincorrersi, ha accompagnato per ore le faccende domestiche dei molti privati del sole e di una giornata balneare. Gocce all’ingiù, di giorno, nasi  e occhi all’insù questa notte che verrà, facendo a gara tra chi ne avrà viste di piu’. Quindi, caccia aperta. Alle stelle, ovviamente. A proposito di stelle, inevitabile che automaticamente parta nei ricordi un motivetto: “E le stelle stanno in cielo, mentre i sogni, non lo so, so solo che son pochi, quelli che si avverano”. Quel po’ di strada che mi accompagna al mare dischiude una meraviglia dopo l’altra. Rondinelle, fiori, fichi e fichi d’india e ogni altro bene della terra.

Non solo a pochi passi  da qui, il mare diventa Terra Madre, precisamente a Torre Guaceto, dove sotto la stessa insegna si raccoglieranno la Piazza dei Sapori e dei Saperi delle Comunità del Cibo e dei  Presìdi Slow Food. Anche qui, infatti,  il mare rimanda a qualcosa di bello, puro. Qualcosa di armonioso. Fin dal mattino, un gruppo di rondinelle svolazzava e cinguettava sopra le nostre case, forse festanti per l’annunciato arrivo dell’acqua. Camminare sulla  riva di  questo mare, quando la spiaggia è davvero un velluto, dopo una pioggia copiosa, aspettata, è davvero come stare in paradiso. Alcuni cani corrono liberamente, coppie che a turno scrivono il proprio nome sulla sabbia, sperando illusoriamente che inciderlo prima che la schiuma cancelli definitivamente quell’inchiostro fittizio possa essere di buon auspicio, (tanto, inciderlo nei cuori o inciderlo sulla sabbia per poi “fermarlo” nel tempo con una foto, ha piu’ o meno lo stesso significato). Coppie che divisi dalla distanza e dagli abissi marini, provano a legarsi e pensarsi utilizzando lo stesso mezzo: saltare ogni barriera per provare ad esserci. “Istantaneamente”. Sempre, comunque.  Seduto su questo tappeto di velluto rileggo alcune pagine di un bellissimo libro, dove sta scritto: “L’amore per il mare, è anche amore per la morte….ma questo sentimento nasce perché il mare ci fa intravvedere per qualche momento quella persuasione, quell’appagamento, quella pienezza che vorremmo avere sempre”. Mi spingo ad osservare il fondale, di questo mare bellissimo, immaginando che da là sotto  possano uscire da un momento all’altro creature benevole in nostra, mia, salvezza, con la speranza che proprio in quel fondale si siano andati a nascondere i buoni sentimenti, le buone intenzioni, e ogni cosa dai sapori e dai saperi buoni. Cose di una volta. Cose di un tempo, direbbero molti. Da un momento all’altro, chissà quando, ne sono certo, uscirà una variopinta farfalla. E non solo. Con un’apertura alare enorme. Approfitto di questa fresca giornata per gustare della ricotta fresca, accompagnata da fichi.  Buonissimi.

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