Salento. Giornata di gran caldo

DSCN3277DSCN3279Caldo infernale per tutta la giornata………

i libri sulla spiaggia “lievitano”. E non solo.  Molte coppie preferiscono “bersi” un buon libro sdraiati sul canotto, coccolati dalle onde, una nenia che riporta a stadi fanciulleschi. Lettura a coro alterno. Dopo letti di giorno, letti di notte, ora, letti sul letto del…mare. Il libro, in queste ultimissime ore, pare essere l’unico prodotto  soggetto ad  inflazione continua. Fortunatamente. Mi colpisce una lettrice “armata” di matita, intenta a sottolineare alcuni passi della biografia di Steve Jobs. Quali punti starà sottolineando? Anzi, quali passi starà “lardellando”? E’ davvero bello vedere come in alcuni luoghi (che non immagineresti), la lettura dei libri lieviti in maniera così esorbitante. Il bello della lettura è il trasporto. E “bersi” un libro, sotto un ombrellone, con questo caldo, ci sta, come paragone. Un buon libro, da bersi tutto d’un fiato, idrata. La sua lettura è certamente salvifica. Ma in quale luogo migliore di questo dovrebbe, potrebbe, trasportarci “la bevuta” tutta d’un fiato di un libro? Potenza di questo mare, che inevitabilmente mi riporta a “Mari del Sud”, la bellissima poesia di Cesare Pavese. Da questa ex mini duna, ormai “levigata” dal tempo e dall’uomo, una infinitesima parte di quella che potrebbe sembrare la collina di Moncucco (citato appunto da Pavese ne “I mari del sud”), con le sue memorie del tempo che scorre, dei temi riportanti le illusioni, speranze, del bambino  che si fa uomo,  (di quando da quassù, quando era una duna vera e ci si poteva giocare) osservo e penso a quanto si sia ristretto per cause economiche il tempo trascorso su questo lembo di spiaggia, facente parte del piu’ ampio Salento, che dopo Rimini e Riccione pare essere la zona piu’ richiesta e piu’ “battuta” per le fatidiche “11 notti” di vacanza, in media, che gli italiani si accingono o si accingeranno (o già trascorse)  a trascorrere. Nonostante la crisi, resta comunque una delle zone piu’ richieste.  Sempre le statistiche ci dicono che la media spesa da ciascun italiano per queste vacanze sarà all’incirca 650 euro. Naturalmente tantissimi gli italiani che le trascorrono a casa, complice anche quei “3600 euro” che mancano nelle tasche degli italiani dal momento in cui è cominciata la crisi.

Sulla spiaggia, oltre alle grida di gioia dei bimbi festanti, intenti ai giochi piu’ antichi (senza dover consultare telefonicamente “la fata dei giochi”), spopolano come sempre le carte da gioco, le bocce e i racchettoni (anche se piu’ “cafonal”).

Altri sono intenti a programmare la serata, tra una sagra e l’altra, cercando quel posto particolare dove il cibo da strada è piu’ buono ed economico, o quel posto dove rustici e calzoni  sono i migliori. Altri ancora vorrebbero spingersi fino a Gallipoli, alla ricerca dei “pasticciottini”, che si discostano un pochino da quelli classici: le varianti sono molte, dal pasticciotto al pistacchio, alle mandorle, al limone, al pistacchio e molto altro. Altri ancora aspettano la sagra del pesce fritto, di Tore Lapillo, altri vorrebbero provare la sagra della pittula, mentre altri ancora vorrebbero recarsi in un posto particolare a gustare la “massa” un particolare tipo di pasta fatta in casa, a strisce,  di grano duro, normalmente preparato e gustato il giorno di San Giuseppe. Peccato che i profumi, gli odori e i sapori non si possano registrare e farli “leggere”, pardon, sentire.

E tra una chiacchiera e l’altra, un bagno refrigerante. Cercando di stare a mollo il piu’ possibile.

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