Scuola: musica finita

DSCN3144Il sole è entrato prepotentemente nelle nostre case, sulle nostre vie. Tutto ci parla di un’estate ormai prossima. Anche i pantaloncini corti e i ragazzi con la sola biro come corredo scolastico. L’ultima campanella per gli studenti è in dirittura d’arrivo. La musica sta per terminare. Un, due, tre, tutti a ballare. O a partire. Tempo di vacanze, tempo di partenze. Per chi potrà. Due stazioni ferroviarie. Pensieri. Bianco, sospensione. Bianco, come un foglio sul quale disegnare qualcosa, del nostro futuro. Sospensione, come tempo sospeso, vuoto. Tempo per sé stessi. Riflessioni. Già si prenotano le ultime fontane, tempo permettendo.  Per molti, il momento di adeguare la propria mente alla macchina da presa, come realmente è,  e provare a riprendere il giro di tutte le stanze del passato, riconsiderando così,  ad una ad una le scelte passate. Ogni scelta, esclude un’altra. “Se consideri le colpe”.  O se non le consideri. In ogni caso, la parola che risuona, è crisi, che porta con sé la fine di tante cose. Lungo la via centrale, una bicicletta dai tempi andati. Belllissima. Eppure ricorda, tanto per cambiare, la polarizzazione della nostra società. La moltitudine dei poveri, e, dall’altra, i ricchi. Un tema che non passa mai di moda. Meravigliarsi che il mondo va in rovina? Forse, sicuramente, invecchia, diceva Agostino. Sempre allo stesso modo. Poco distante da qui, ma molto distante dal saper vivere, uno pseudo-scrittore, cui è stata grattata la lampada, e non ne vuol sapere piu’ di rientrare, al pari di molti politici, è intento, con una bici simile a quella dai tempi andati, in uno “spericolato” giro di …Ma oggi, è così. Una canzone in sottofondo, “Parole, parole, parole…” nel mondo “bla, bla, bla”.

Altra musica, molto piu dolce, arriva dai violini di alcuni bambini, intenti a mettere in atto quanto hanno provato e riprovato durante un intero anno scolastico. Una scuola dove la “musica è lingua di tutti”, una scuola dove i colori hanno la meglio. Pazienza, dedizione, passione, a fare da cornice in un percorso che dura da febbraio. E tanta “democrazia partecipativa”, per i futuri musicisti.

Una piccola nota: bene e lodevole l’iniziativa, soprattutto in una circoscrizione così difficile. Ora si puo’ tornare a metter al centro le difficili condizioni di lavoro nelle scuole? La scuola deve fare scuola, ma senza dare lustro a chi vi lavora, pero’ si rischia di fare poca strada. Lo Stato deve continuare e ritornare ad immettere risorse e assumere personale. Far ricadere molto, quasi tutto, mantenendo e implementando le iniziative, i laboratori, le uscite, pensando di restare fermi ai tagli del tandem Berlusconi-Gelmini è davvero poco generoso e rispettoso della dignità dei lavoratori della scuola. Tempi da catene di montaggio. E’ ora di far emergere le contraddizioni di una scuola che davvero garantisce quel poco “spremendo” i lavoratori, quei pochi rimasti. Non è un segno di civiltà far ricadere il tutto sulle spalle dei lavoratori che continuano a percepire uno stipendio che non ne rispetta la dignità di persona. Mettere al centro il lavoratore come persona, forse è ora. Forse è ora di “inchiestare” e di lottare.

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