Torino: capitale del libro

DSCN3116

Ehiiiii!” che cielo, sopra Torino. Un amico sostiene che era da novembre che non si vedeva un maggio così. Pioggia novembrina. Un’astronave verde  sembra appena atterrata in Piazza Castello. Persone con ombrelli,  incuranti di questo diluvio, diretti verso la metropolitana, destinazione Salone del libro. E collegare, là, quello che si sa. E quello che si sa, con quello che si fa.  Con tanto cuore. Ehiiii! Ma Fonzie, è  davvero al salone del libro? O in qualche ricordo di ex adolescente. Un mare di gente a ciondolare tra gli stand. Guardare, osservare e ciondolare. E ciondolare, stanca. Alzare gli occhi al cielo e pensare che, basta poco, per avere quel cielo con noi, nel cuore. Nella settimana del libro, del salone, “dove osano le idee”, nonostante l’editoria accusi il colpo e la coda per accedere al salone, (dicono e scrivono sia chilometrica), mi appresto a concludere il bellissimo libro, vincente, nel finale, “Pronti a tutte le partenze” (per tutti i protagonisti,  come per tutte le persone che sanno puntare i piedi).
“Perché dolore è piu dolor, se tace” (Pascoli). Ma le lotte, il senso del sacrificio, contestualizzati nel libro, alla lunga, pagano. Ed è bello, consolatorio, come una carezza ricevuta da bambino, averne  terminato la lettura sapendo che, nello stesso istante, altri, metalmeccanici, portano in piazza, e la gridano,  la propria disperazione, la rabbia, il senso di di giustizia, un posto di lavoro, dopo anni di “spremiture” gratis a vantaggio della finanza. Manifestazione,quella di Roma, della Fiom, svolta anche per me, anche in mio nome. Lottare.   L’importante è “non sentirsi come una tartaruga girata sul dorso”. Inevitabile non pensare a quanto faticoso sia  trovare il giusto posto, o il posto giusto. E trovare la forza e la speranza di incidere nella situazione e modificarla. “…chi era stato ad abbattermi  fino a diventare estraneo a me stesso, a togliermi il lavoro, la speranza che domani sapro’ come guadagnarmi da vivere, a togliermi dalla testa la convinzione che pur nel precariato la mia situazione migliorerà? Chi era stato? E quanta colpa avevo io per averglielo lasciato fare? Non mi sapevo rispondere. Sapevo solo di voler tornare a casa” (“Pronti a tutte le partenze”, Marco Balzano, Sellerio editore).
 
Milano, un appartamento, condiviso, da quattro persone provenienti da mondi diversi, in cerca di un posto, nel lavoro, nella società, negli affetti. Tutti precari, tempo determinato. Professori, muratori, camerieri. Perchè, si sa, due camerieri “in nero posso tenerli”, sostiene il titolare di uno dei quattro. Ma non andiamo troppo lontano, se nella scuola, luogo di azzaremento delle differenze, per gli studenti, ci si dimentica dei lavoratori. “Two is meglio che one”, sarebbe lo slogan che si addice meglio. Due precari, meglio di un fisso. E ripenso a come quest’anno, davvero, scandalosamente non sia partita una che una assunzione da parte del Ministero dell’istruzione, che davvero, “distrugge” ogni possibile partenza. Ma torniamo al libro, “Pronti a tutte le partenze”  al significato del suo titolo e al suo contenuto.Partenze, trolley sempre pronti. Per lavoro, per bisogno, per un dottorato, in un altro Paese, diverso dall’Italia, che ha poco da offrire, se non contratti a termine, a chiamata, dalle scuole. In un Paese dove la disoccupazione giovanile viaggia verso il 40%  e dove per i precari ammalarsi è diventato davvero un lusso. Stando ben attenti a non ammalarsi, altrimenti, son dolori. Chi è a conoscenza ad esempio che un insegnante chimato come supplente, da una scuola, nel caso si dovesse ammalare è pagato al 50%? NOn è forse un pricipio lesivo della dignità? Discriminazione? Chi ha firmato questa clausola? Non erano già sufficienti quelle esistenti che limitavano già di molto?  Partenze, per un gesto di solidarietà nei confronti di chi lotta da un’impalcatura gridando: “Assunzione, assunzione”. E la storia  pare ricordare la lotta dei ferrovieri della Centrale di Milano. Gesto di amicizia, quello di partire, e dire “sono con te”; gesto di solidarietà che merita certamente un viaggio aereo per essere uniti nella lotta. E dopo la testimonianza, il ritorno. Solidarietà, amicizia, sentimento, empatia. Qualcosa che lega i protagonsiti che hanno scritto un pezzo della propria esistenza condividendo lo stesso appartemento e sperimentando nuovi ruoli: pulizia, spesa, cucinare…il muratore, come il cameriere, il professore. La precarietà. E i valori sono piu’ forti. Si viaggia per loro e con loro. Partenze, in solitudine, un aereo, un treno, magari, con la luce di stazioni che ci passano velocemente accanto, che ci impediscono di prendere sonno, o solo per la voglia di rimanere svegli, stringeno al petto valori, per non farceli rubare.  Tanta fatica ma anche tanta voglia di vivere. E la voglia di cambiare, anche quando non si ha molto. Ma se si ha un cielo in tasca, e nel cuore, vuol dire che si ha davvero tutto. E pensare così ad un altro ritorno. Con un biglietto in tasca, diverso da quello aereo. Uno di quei biglietti che puo’ cambiare la vita. Con il ruolo in tasca. E l’amore, questa volta, quello vero, da vivere.
 
La lettura del libro, e del suo epilogo finale. A volte basta poco, un biglietto, per avere il cielo nel cuore.  E ricordarsi di qualcuno, quando lo ritroviamo tra le pieghe di una giacca, di una tasca, nel cuore. Magari col ricordo di Tiziano Terzani. ” E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell’aria. Allora ogni tanto, se vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla, ma non con il linguaggio delle parole, ci si parla con i silenzi.”
 
La lettura del libro, che è uno spaccato di questa Italia, arriva ancora una volta nel momento in cui, per la disperazione, per la crisi, e per la crisi di non farcela, molti si lasciano andare. Un pensiero a tutte queste persone e ai loro famigliari.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...