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Al termine di questo corso, una piazza ottogonale. Tram, vecchi, arancioni, sferragliano, carichi  di quel “carico umano” e di ortaggi, e frutta,raccolti in sacchetti o vecchi fogli di giornale. “Spesa” di modeste quantità, a dire il vero. Profumi e odori provenienti da ogni dove. Il mio occhio, l’iride, cerca di catturare quante piu’ cose possibili. Fra qualche ora, da qui, passeranno i “raccoglitori”. Ormai non si butta piu’ nulla. Non solo i consumi, calano, ma anche le rimanenze di fine mercato, di quando si “ricoverano” le bancarelle, prima che passino i macchinari del comune a fare “pulizia” anche di quei poveri alimenti caduti, “usurati”, invendibili, destinati al “macero” fino a qualche tempo fa,  utile, oggi,  per far sbarcare il lunario alle nuove povertà.  Forme autentiche di solidarietà passano da qui. Chi intercetta qualche mela, ancora buona, la scambierà con chi avrà raccolto qualche pomodoro o qualche pezzo di verdura.  Il consumo di pasta annuale per ciasun italiano, in media, è di 26 kili. Forse. Per pochi. Aumentano coloro che si portano il pasto sul luogo di lavoro, il caro vecchio “baracchino”, di quando gli operai, c’erano. Come il lavoro. C’era. Così come aumentano coloro che non pranzano affatto, o chi si limita ad un frutto, yogurt. Anche in alcune mense delle scuole, il cibo sembra non bastare mai. Non perchè sia poco. Probabilmente perchè l’apporto calorico, i pasti, a casa di alcuni bambini sono davvero limitati.Vedere i bambini che patiscono è un’angoscia. Drammi. Altro dramma, quello del lavoro. Le cronache ci “regalano” dati davvero allarmanti, sia per i disoccupati, sia per i precari, sia per i part-time involontari, sia la disoccupazione giovanile…………….ormai davvero alle stelle. Saracinesche abbassate, indice di negozi che chiudono. Tra questi, qualche fotocopisteria. Una delle tante. Ragazzi, ragazze che cercano di risparmiare e far risparmiare qualche soldino alle proprie famiglie non potendosi comprare testi universitari e davvero cercare di rendere fattivo questo diritto allo studio. Una ragazza al vedere la saracinesca chiusa si dispera. Situazione critica che si aggiunge alla crisi lavorativa che attraversa la famiglia. Racconta la propria disperazione. Raccolgo. Davanti a noi una Chiesa, un Duomo. La speranza. Anche quando il mondo è davvero nelle mani di pochi.

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