Votazioni sotto la neve. A Torino

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Seggi aperti alle otto. Il primo. Dopo aver fatto una veloce ricognizione in altre sezioni. La neve accompagnerà le operazioni di voto.  Alcuni già pronti, certificato e documento di identità in  una mano, ombrello nell’altra, appena fuori dalla porta di una scuola. Giornali sotto il braccio. Tutto regolare nell’allestimento dei seggi. Niente cellulare, durante il voto. Al voto d’inverno, per la prima volta nella storia della Repubblica, votazioni in pieno inverno.  Finalmente porte aperte e seggi aperti. In attesa di aprire le urne, domani, lunedi, alle quindici.

Giornata di lavoro, insomma, non solo per presidenti di seggio e scrutatori e rappresentanti di lista, ma anche per gli “spargisale”.

Ieri, la disperazione di molti, senza lavoro, ad offrirsi nelle varie sezioni per un posto da scrutatore. Amarezza. Tanta, in questa domenica di fine febbraio.

Librerie aperte, prima e dopo le elezioni. Giornata elettorale e anche di lettura. Non esiste solo lo spread sostiene Marco Revelli, e difatti vi è anche la cultura. Le occasioni per aprire la mente sono tante. Leggere bene, come afferma Bajani porta anche ad eleggere bene.

Mi interessa, me ne accolgo, mi responsabilizzo, sulla scorta di quanto accaduto in questi ultimi anni. Affinchè non accada mai piu, posso fare qualcosa. Col mio voto. Con la mia testa.

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