Ancora neve a Torino

DSCN2867

Cade, lentamente, ancora una volta, annunciata, in questa coda invernale. Neve come inchiostro, utile a disegnare, percorsi e scenari, sogni. Neve per giocare. Farne “palle” da rigirare dopo, averle “sparate”, ad alcuni “faccioni” esibiti nei maxi manifesti politici affissi lungo i corsi della nostra città. Speriamo in molti si ricordino dei tagli alla scuola, che un Paese che non investe in formazione e ricerca è un Paese che lentamente muore. Di governanti che hanno permesso 150 mila tagli in tre anni nella scuola con personale ridotto, multitasking…privi di contratto, con contratti a tempo determinato……..

Godiamoci questi scampoli di neve e guardiamone i disegni, forse di innamorati, in ritardo su San Valentino. Godiamoci queste frecce che di tanto in tanto vengono scagliate…..e vengono raccolte. Cuori in cielo, cuori sulla sabbia, cuori sulla neve….

 

“Quando tracci un cuore sulla neve, o sulla sabbia, ritagli un piccolo spazio nell’apparente informità della materia. La neve, la sabbia, distese monocromatiche,sconfinate. E tu con il dito a circoscrivere un cuore, a dare forma, parole, un nome alle cose. Far visita ad una grande città può cambiare la prospettiva. Potresti prendere atto di essere anonimo in mezzo a tutta quella gente che schizza per le strade, ognuno con la sua vita, più o meno misera, mi verrebbe da dire, cercando di evitare con i piedi bancarelle improvvisate per disperazione. Oggetti, forse smarriti, forse rubati, forse venduti a malincuore e gettati, anche quelli, nell’anonimato. Giusto l’usura conferiva loro un passato, il riverbero di una identità. Noi, parlavamo. Tracciavamo cuori sulle macerie di una storia che, tutto sommato, un senso ancora ce l’aveva. E riuscivamo anche a ridere di gusto. Azzardavamo momenti di discussione seria e costruttiva e poi ci rifugiavamo nella ironica complicità, non meno costruttiva. Azzardavamo ancora, ancora ci salvava una battuta, un’imitazione. Uno sguardo, una mano che prende l’altra. Ciò che internet non trasmette.

Un angelo mi riportò indietro scoccando la sua “freccia rossa”, che nel cielo disegnava un cuore. Un arcobaleno, come quello che mandò Dio quando fece pace con l’umanità, dopo il diluvio universale. Tornata “nel piccolo mondo antico”, piovevano lacrime.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...