Panchina

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Cartacce  e fogli di giornale lungo la strada, come ostacoli frapposti nel mio cammino.Coriandoli, di carnevale e di vita.  Un giornale di alcuni giorni fa…Gina Lagorio e Gradara. Un pezzo di passato e un pezzo di quello che poteva essere. La seconda. Gina Lagorio, la prima. Gli inizi di una storia da scrivere e da raccontare. Il canto V per la seconda, ovvero Paolo e Francesca: “Esser baciato da cotanto amante”. Altri coriandoli. Quanti. Tanti.  La prima, nata nel parallelepipedo e dipanata negli odori misti di un tempo, cuoio, pelli e …cibo. Regina di cuoi, e non solo. Regina di buona cucina. Slow.  Gradara: me ne hanno parlato così tanto, ma sempre inafferabile, un mistero sempre avvolto, su quel luogo e non solo. Un treno chiamato desiderio. Che si desidera, si aspetta, si idealizza. Poi… Il “parallelepipedo” “vomita e ingoia” a ritmo continuo studenti di tutte le età, in attesa di qualche lezione.  Entrare in Facoltà e sapere che la Laurea non è piu’ un sogno; il numero degli iscritti risulta drasticamente ridotto. Anche se non in Piemonte. Prospettive? Bho? Dall’altra parte della strada un altro cartellone, che non è quello degli appelli,  mi restituisce il menu mensile dei film appena proiettati. Si poteva. Ma non si è voluto, come sostiene una coppia all’uscita del film. Per troppa superficialità ed egoismo. “I Miserabili”, “L’amore mancato”, “Un treno chiamato desiderio”,  “Quando non si ascolta”…quanti film…Quanta musica….”parole, parole, parole”…Piu’ avanti, le luci di una trattoria, “da Daniele, sempre aperto”, invitano a gustare ” fumosi” piatti di pastasciutta, mascherati, come gli avventori. Certo che si vende proprio di tutto. Bugie comprese, h 24. In tema di Carnevale, anche questo, h 24, 365 giorni. Operazione sorriso inclusa e musica di violino incorporata, così, tanto per fare della filosofia spicciola e mascherarla con poesie d’amore, magari volume di prossima uscita.  Prossima uscita, 650 km. Tutto il tempo per rimettere in ordine. Le luci della collina torinese  sullo sfondo aiutano a pensare che per quest’anno la neve non ci sarà. Nessuna giunta correrà il rischio di qualche interrogazione o di qualche crisi o rimpasto. Niente fiocchi, neanche tardivamente, come avvenne in occasione delle Olimpiadi invernali, nel 2006. Nessuna coperta di neve sulle panchine. Nessun gelo siberiano. Incomprensioni che gelano per mancanza  di sensibilità, pero’, si. Nessuna voglia, in giro, di rileggere la storia. O di leggerla. Corsi e ricorsi storici. Schemi uguali e ripetuti. Provo a rileggere L’Agnese va a morire, di Renata Vigano’. Storia di un medico mancato, per motivi fondati. Vorrei sederm e rileggerlo.  Altra panchina desta, interesse. Istituto della Resistenza, a Torino, in corso Valdocco.

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