Un Paese che non brilla e non fa scuola

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Ciascuno di noi si sceglie e scegliendosi, sceglie anche per tutti gli uomini. Nulla puo’ essere bene per noi senza esserlo per tutti. Chi ha scelto, deciso anni di precariato di stato? Ancora oggi, nulla, nessuna parola sulla stabilizzazione dei precari scuola,  nonostante le promesse, nonostante gli incontri ormai reiterati, gli impegni del Ministero. Vi è  sempre qualcosa che manca. Cosa manca? Chi gioca con la pelle delle persone?  Chi suscita attese? Chi speranze senza vergogna che durano anni? Nella ex settima potenza mondiale, la “vetrina” non luccica, anzi. Guardandandola bene, al suo interno, si possono notare oltre ai tagli nella scuola pubblica (ma non dovevano partire ora le assunzioni? le risorse risparmiate tagliando, non dovevano essere reinvestite? e come mai, allora, attori politici, ministeriali, mef, che si interrogano, videochattano senza parlare chiaramente, direttamente alla parte interessata?) senza senso,  le condizioni di chi in essa ci lavora (classi senza via di uscita di sicurezza con  lettini  che pesano all’inverosimile, nelle scuole materne,  così ravvicinati che non esiste  neanche lo spazio per muoversi, altri (lettini),  che girano continuamente, cambiando ogni giorno possessore e “fruitore”; scuole che se rubano le grondaie resti senza per mesi, insegnante di sostegno a ore, magari su due bambini, e al pomeriggio, il disabile, a carico di qualche operatore, probabilmente senza preparazione, ingegnandosi, adattandosi, alla meno peggio; scuole che se si rompe l’ascensore, il bimbo sulla carrozzina lo si sposta da un locale della scuola all’esterno sulla forza delle proprie braccia…carta igienica, sapone, portati da casa………e la lana di vetro nelle controsoffittature? e la prospettiva del trasferimento temporaneo di alcune scuole per quel motivo? mentre qualcuno batte le mani ai pochi tablet che hanno raggiunto qualche classe di qualche scuola…nessuno alza la voce nel dire, nonostante una sanzione, precari da sette, dieci anni: vergogna, di Stato. Un tempo, a ridosso delle politiche, qualcuno azzardava nell’accontentare, nel far finta di concedere qualche…”prebenda”…ora neanche il giusto. Schiacciati da una certa politica sorda che non vuol rispondere. Ad ora, nonostante le attese e gli incotri nessuna immissione in ruolo.

Impegno etico e responsabilità…..continuo la lettura della poesia Termopili, di kavafis e Anguilla, di Montale.  Trasmettono capacità di trasmettere resistenza alle avversità e alle ingiustizie.

(Nella foto, il Comune di Torino)

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