Toret 2. I love 2 toret meglio che one

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Guardare, osservare il mondo, dietro queste grate…..gli alberi di Natale, nelle case, nelle piazze, nelle strade di Torino, cominciano a prendere forma, in questa giornata fredda, ma senza neve. Insomma, freddo polare, da Nord a Sud. Anzi, pare che nevichi in tutta Italia, eccezion fatta per Torino. E gelo anche sui Colli, anzi, sul Colle. E il gelo porta con sè una questione: cade o non cade? Questione di stabilità e di bilanciamenti. Intanto, un imperativo, anzi tre,  su tutti: risparmiare, ridurre, rimandare… storia di un precario. No, non è il titolo di un libro, ma sono  250 mila visi, di questi, 135 mila nella scuola. Con poche copeche nelle tasche. In ginocchio, in tantissimi. Una stangata che ci piega. Da 400 euro a 700 euro, il conto salato, in piu’, da pagare, con una spesa “natalizia” in forte calo.

Dalle grate, o meglio, “dalle fessure che sempre piu’ numerose iniziano a incrinare la superfice levigata dell’ordine formale, sembrano occhieggiare-minacciosi-i riflessi di una sorta di potere impalpabile, astratto e impersonale, ma tuttavia feroce”.   Troppi demoni sulle nostre strade. Questi sono I demoni del potere. (Marco Revelli). Ha ragione l’amico storico, sociolog, sulle nostre strade, in questi giorni, “un incrocio, tra la piazza, il teatro, il tribunale”.

Mi consolo osservando due toret. Che belli che sono. Pare che si parlino e che si intendano, alla perfezione, all’unisono. 

Uno dei due, sembra dire all’altro: “Se non fosse tardi vi suonerei il terzo concerto di Beethoven. Lo sto suonando in questo periodo e trovo che esprima tutti questi sentimenti…proprio come li sento io ora. Almeno mi pare. Ma sarà per un’altra volta; ora dobbiamo parlare”.

oppure, due toret che simboleggiano un incontro….Natas’ja e Gavrila. La prima…”quasi che al posto del cuore avesse una pietra, e i suoi sentimenti si fossero inariditi e fossero morti una volta per tutte. Conduceva per lo piu’ una vita appartata, leggeva e perfino studiava, amava la musica.” Il secondo, “l’amava da tempo con tutta la forza della passione, e naturalmente avrebbe dato metà della propria vita anche solo per la speranza di guadagnarsi le sue simpatie”. (l’Idiota di Dostoevskij)…

Ma sotto i fiori, si nasconde un serpente….

continuarono così la loro conversazione, musicandola. Andando d’amore e d’accordo. Uno davanti all’altro. Rispettosamente. Mai sovrapponendosi. Con gli stessi ritmi. Potere della musica. Linguaggio internazionale.

Vogliamo il pane, ma ache che ci regalino le rose.

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