Aria fredda natalizia, domenicale

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Prima domenica con negozi aperti. Domani, come sempre, sapremo i numeri: cosa, quanto, chi, tendenze.  Chi è stato “sequestrato” e sottratto agli affetti famigliari per una giornata dedita “alla forza per spostamento” (lavoro).  Una domenica un po’ borghese e un po’ no, nelle vie centrali. Occhi. Dentro le vetrine e dentro di sè.  Ogni cosa, pare essere, occhi. Il Derby cittadino, la Juve,il Toro,  il TFF appena concluso, la tredicesima, l’Imu, le primarie… pensieri e parole. “Prendiamoci un caffè“, è il ritmo che rimbalza. (ricordo un caffè da blog, filosofando diversamente…). Altri discutono di lavoro e delle modifiche dell’articolo 18 e delle firme che si raccolgono per un referendum che abroghi la nuova normativa. “Torniamo all’antico e sarà davvero un progresso”. Concordo.

Nelle vie laterali, file di persone alla ricerca di una panchina o un appiglio qualsiasi, con sacchi, sacchetti, buste varie: il loro mondo racchiuso tutto li dentro. Cose necessarie, utili. E “occhio” a non perdere nulla,  per non perdersi poi.  Altre, decisamente vuote. Specchio del loro sé.  Ma sono loro. Sacchetti. La loro stanza.  Cittadini  di ritorno dalle mense , quelle poche, aperte. Vie centrali e laterali, che non si incontrano, in una città che ha fretta. Occhi scintillanti del benessere da una parte, occhi  del vivere male che incontrano il mal di vivere dall’altra. Occhi tristi e pensierosi. Ma anche innamorati. Della vita. Comunque sia, La diseguaglianza non è produttiva, anzi, “La disuguaglianza è produttiva: falso!”  (titolo del saggio di Marco Revelli), troppi eccessi del liberismo. (vedere lunedì pomeriggio, Centro Gobetti, con Luciano Gallino, seminario sul tema).

In altra via, defilata, un paio di vecchiette, scialle sulle spalle, sbocconcellano un pezzo di pane. Hanno del latte in mano. Tra pochi istanti lo porgeranno a qualche gatto che si raduna nei pressi. Regaleranno qualche carezza e riceveranno qualche fusa, un miagolio di ringraziamento. Le vecchiette si stringono ancor piu’ nel loro scialle e socchiudono gli occhi, pronte per un riavvitamento dei pensieri, un viaggio a ritroso nella loro memoria. La memoria. “Memoria che va fatta riposare, deve trovare pace, non puo’ bruciare per sempre” .

(nella foto, via Garibaldi)

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