Miserie umane

Poco da dire. Le luci si spengono, il sipario cala, miseramente. Restano alcune pagine di Pascal, e la miseria umana, grande.  Immensa…..Pensieri…

Altre pagine, quelle di Simone Weil, La persona e il sacro. Ascoltare qualcuno significa mettersi al suo posto mentre parla….Alcune volte funziona, altre no, e resta la miseria………ancora una volta.

E forse, alla fine del viaggio, dei viaggi, dei risvegli e del risveglio non resta che ricordare Kakfa: “Non è il sogno ma la vita intera ad essere l’incubo…” E che incubo…poi, un lungo tuffo tra le pieghe e le pagine dei classici russi, di Dostoevskij, “Umiliati e offesi“, e si vorrebbe si materializzassero personaggi, alcuni, almeno, (femminili, che grandi, capaci di una generosità e un accollarsi su di loro molto) e che prendessero corpo e vita, per smentire che la vita puo’ essere davvero un sogno ad occhi aperti…”Perchè anch’essa mi vuol bene …mi confesso’ di aver cominciato ad amarmi; non vede mai nessuno, e io le ero piaciuto da tempo; mi aveva notato specialmente perchè attorno non si vedeva altro che menzogna e astuzia, mentre io le ero parso un uomo sincero e onesto…”…”come sei stata ingiusta affermando che io sono di quelli che all’indomani del matrimonio si stancano di amare…” (forse anche prima, a volte le miserie umane…i ladri di sentimento sono sempre esistiti, così come i Giuda: a volte per 40 denari, altre volte gratis…)…ma il punto è che…”Non hai capito tutto. Sii felice con chi vuoi. Non posso pretendere che il tuo cuore mi dia piu’ di quanto puo’ darmi”…..

E invece, per altri, che mentono sapendo di mentire…  allora, forse, ribaltiamo un pensiero…”non perdonare loro perchè sanno quello che fanno”, replicando così alla frase di Madame de Steal   pronunciata da una ragazza al suo compagno, poco distanti da me, con poca convinzione,  (pensando forse ad un  mondo privo di regole) : “Chi tutto conosce tutto perdona“…, quindi, perdona, se mi vuoi bene. Penso fra me: “che sventura”….ma Nelly, tra le pieghe del capolavoro Umiliati e Offesi concede risposta: “Digli  anche ho letto da poco il Vangelo. Esso dice: perdonate ai vostri nemici…”, poi, cosa farà Nelly, non lo scrivero’…raccontero’ soltanto che era l’idolo di casa, che era una bambina e che mai si sarebbe aspettata di trovare tanta bontà, di incontrare tanto amore, e io avevo visto con gioia il suo cuoricino inasprito raddolcirsi, e la sua anima aprirsi a tutti. Rispondeva, ora, con un ardore morboso all’affetto di cui era circondata, così diverso da tutto quanto era stato il suo passato e da quello che aveva sviluppato in lei l’icredulità, l’ira, l’ostinazione”.

Già, riprendendo tra le mani Simone Wail, “La sventura è un meccanismo che stritola l’anima, l’uomo che vi rimane  catturato è come un operaio ghermito dai denti di una macchina“.

Ecco, oggi mi andava un viaggio nella lettura, dopo il risveglio da un incubo. Basta treni notturni o veloci dove freddo e realtà dissimulate al tuo arrivo ti colgono e alla tua ripartenza  ti avvolgono come nebbie, in ogni stagione, consumandoti lentamente……Meraviglia  della varietà ed estensione delle passioni umane. E’ tempo di lettura. Intanto, Isadora è tornata a casa, felice e contenta, dopo un cinema o chissà cosa. L’importante era percorrere un giro immenso… tra sogno, finzione e poca realtà.  I gatti godono di ottima salute, così ci dicono e documentano da Fano, e il libro di poesie del  filosofo   non si sa è stato pubblicato o meno. Forse continua ad ascoltare la canzone di Battisti, mutando orario, a suo piacere. Il treno delle 7.10….o forse era la Pausini……….colpa delle nebbie novembrine. Forse non conosce Arpino, insieme alla ragazza sopra: “La vita o è stile o è errore”. Loro hanno scelto la seconda. E come sostiene Dostoevskij, “sono ben accoppiati”…ma per ritornare all conclusione del bellissimo romanzo…

Al termine del viaggio, Natasa mi guardo’ a lungo con uno sguardo bizarro. Mi disse: “Non era che un sogno!”

“Che cosa?” le chiesi?

“Tutto tutto”, rispose, “Tutto quello che è avvenuto durante questo anno. Perché ho spezzato la tua felicità?”

E nei suoi occhi lessi: “Avremmo potuto essere per sempre felici, insieme!”.

Si gira pagina.

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