Comunicazione “murale”

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Da un po’ di tempo pongo l’attenzione a forme di comunicazione particolari, tradizionali, per alcuni versi, che rimandano a vernice e colla (i famosi attacchini) e quindi non da nativi digitali…Osservo con attenzione facciate di case, palazzi, muri e scritte con spry e vernice di mani anonime…….frasi che si appoggiano a vite reali. Sfoghi, esternazioni varie di sentimenti repressi, messaggi, passioni, delusioni, confronti…. Insomma, una sorta di diario pubblico. Via Bligny, Via Milano, via Palazzo di Città…messaggi, disegni…

La fotografia a sinistra, ad esempio, ritrae un disegno murale della nostra città, e non si comprende bene se il cuore venga lasciato andare al suo destino o  cestinato, miseramente, per disperazione…..

Nella fotografia a destra, poi…un manifesto incollato sui muri cittadini.

Penso a Charles Baudelaire e una sua poesia: “Avremo letti pervasi da profumi leggeri/e divani profondi come tombe/ e su mensole poggiati, fiori strani, e per noi sbocciati sotto ridenti cieli”.. . ….

ripenso anche a Spinoza, al suo ordine, le sue leggi necessarie (e quelli di molti), allo spirito di autoconservazione, alla geometria delle emozioni… “se tutto avviene necessariamente“……se tutto avviene necessariamente….

Sfoglio una storia d’amore………”storia d’amore e comunismo”. Da una settimana la cercavo. O forse piu’. Cercavo una pulsione del cuore, un viaggio anche spericolato dentro le caverne intime della passione. Il turbamento costante di una vita non vissuta ma solo pensata. L’attesa febbrile di lei…Il maremoto procurato dagli incontri mancati. E poi l’emozione nel ritrovarsi…un lungo silenzio. Solo occhi che si cercano…”. Chissà cosa direbbe Spinoza davanti davanti al libro” Emma. Diario d’amore di un comunista al confino”, Gianfranco Porta, Donzelli, (memoriale di Giulio Turchi)….anzi, davanti al passo:…”Lui la prega di riprendere tutta intera la sua libertà, la vita con lui era un punto interrogativo…Lei lo ringrazia per l’offerta, che respinge tra le lacrime…La loro storia era stata interrotta quando forse doveva ancora cominciare”.

Sciopero mensa

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Ormai, lentamente, quasi tutte le categorie volgono verso lo sciopero…Oggi, nelle scuole, vigeva lo “sciopero mensa”. Sciopero, ultima resistenza a disposizione dei lavoratori.

Lavoratori e bambini, un richiamo alla realtà del profondo Sud italiano, Taranto.

Una giornata particolare, con gli stessi orari, ma, con connotati diversi. Lo stile, già in mattinata, era da gita fuori porta. Mamme e papà affacendati nel porgere, a noi, adulti, sacchi e sacchetti contenenti pranzo e merande. Come sempre in alcuni casi, i cestini sono ri-dimensionati,  razionati da politiche famigliari stile austerity, (in verità, fortunatamente, pochi). Bambini, come sempre, pronti ad affrontare ogni novità con entusiasmo e allegria.

Un’occasione unica per vedere cibi esotici, di lontana provenienza, pensavo da ieri, con molta curiosità nel sentire, anticipatamente,  profumi e alimenti a me sconosciuti. E invece……panini, pizze e snack a volontà posizionati su quei carrelli che in altri giorni sono utilizzati per smistare primi, secondi, contorni, distinti, quotidianamente e rigorosamente, per sezione. Oggi, nessun piatto, nessun bicchiere, nessuna posata, nessun alimento fumante e  cuoche alle prese con fornelli e suddivisione fra diete, osservanti, musulmani. Tutto al sacco. Rigorosamente nominativo. Quello che i bambini hanno mostrato, pero’, è un forte senso di solidarietà e di cooperazione. Politiche redistributive.  Porzioni che andavano e venivano, e, soprattutto, andavano dove non ve ne erano o ve ne erano poche. Porzioni conservate, non terminate, da riportare a casa: “Per la mamma”. Questa volta, da loro, abbiamo imparato noi adulti. A scuola, nell’anno di pinocchio, ma non a casa di pinocchio.

Ps: la riunione per la stabilizzazione programmata per oggi, ha prodotto, ancora una volta, un nulla di fatto. Per rimanere in tema, siamo al 30 novembre…promesse non mantenute. Questione di…naso. Ma, col caldo, ad agosto, e col freddo, la bugia è servita, e quindi, una scrollata di spalle e via, alla prossima falsificazione della realtà. Messaggi che non somigliano a nulla del reale.  In teoria, per la maggior parte delle persone che mentono, l’attività non costa nulla. Sovente, neanche un pizzico di vergogna. Gli esseri umani, sono davvero gli unici a confezionarle. Talmente grosse  poi…In realtà per Konrad Lorenz, anche i gatti mentono,  ma  la loro bugia non rasenta minimamente quella prodotta da quella  umana e dalla sua complessità, e, soprattutto, senza mai raggiungere i suoi effetti, i suoi guasti; bugie reiterate, senza vergogna.

Paradossi

Piove copiosamente su Torino, ormai da diverse ore. Piove di tutto, anche lacrime. Grida di disperazione, di chi cerca lavoro, seguendo nuove modalità, post-it lungo le vie della città, di chi il lavoro lo ha perso entrando così a far parte di quel quasi 12% di disoccupati a livello nazionale. Lavoro. Proprio all’insegna del lavoro era iniziato il Tff. Con una sedia vuota. Nonostante fosse previsto l’arrivo del “regista”. Sono rimaste solo le proteste. Gli echi delle proteste. Chissà…

Post-it. E  pensare che alcuni anni orsono con quei post-it si svolgeva attività e militanza politica. Pochi anni che sembrano altra era. Domenica in tre milioni si sono messi in coda per le primarie.

Tempo-scuola. Il barometro nonlo  indica buono. Anzi. Pioggia come doccia gelata. Sul corpo. Paradossi. Dopo aver subito spallate in ogni settore: scuola, sanità (sei manovre come una scure su quest’ultima negli ultimi cinque anni e la possibilità che non sia piu un servizio universale, con un sistema per ricchi ed uno per poveri!) e molto altro…Domani, forse, per quanto riguarda il mondo del continuo sprofondamento senza ritorno, quello della scuola, un incontro a Roma…sindacati convocati: chissà che non si muova qualcosa…”Nubifragi” permettendo. Emergenze e metafore, strane coppie, ma sempre bene accoppiate, in questo periodo.

Continua a piovere. Il rumore della pioggia, in una scuola “privata” dalle sue grondaie, e dei suoi lavoratori produce uno strano rumore, un effetto particolare. Rischia di fare…acqua, da tutte le parti. Metafore. 

Rumore, che invita alla riflessione. Io. Noi. La chimica. Un  rumore, quello  della pioggia, diverso dalla bellissima musica che ascolta una coppia, “La giostra” (Negramaro)…forse sulla giostra han posto le loro emozioni, da frontiera, mentre la coppia è sugli abissi. Ma non importa. Ora ballano. Per la frontiera, come confine o luogo morale tra consentito e illecito ci sarà tempo…Nessuna riflessione. Pero’ la musica è bella, la canzone anche. Bellissima.

Osservo alcune fotografie di una scuola marchigiana, la Martin Luther King, a Maiolati Spontini, costruita con materiali ecocompatibili. Che differenza.

Un pensiero a Taranto e ai suoi operai.

Paradossi a Torino……parole e pensieri

Ancora con i pensieri volti alla lettura, in una città sotto la pioggia battente, osservo le contraddizioni, i paradossi…Una bicicletta con  una scala al seguito per il ciclista, per poterla “chiudere” con il lucchetto e possibilemente evitare il furto…..un passaggio pedonale “chiuso” da una griglia e pericoloso, in corso Principe Oddone, per l’arrivo di bus e macchine….Pensieri volti altrove, lontano da qui…….pensieri volti a…” Mi ricordai d’un tratto”, mi disse piu’ tardi “che io, pazza, crudele, avevo potuto scacciare te, mio amico, mio fratello mio salvatore! E quando ti vidi, povero, offeso da me, seduto lì, sulla mia scala, quando compresi che non avevi voluto andartene, e che eri rimasto lì aspettando che ti richiamassi, oh Dio se sapessi, quello che provai allora! Fu come se mi avessero trafitto il cuore con il coltello…”(Umiliati e offesi)…………….

Se consideri le attese,anzi, se “consideri le colpe” dopo, molto tempo dopo, scopri che ogni giorno passato, consumato nell’attesa, su quelle scale, ogni giorno, ogni momento sarà stato il tuo compleanno, anche se quel giorno…….ti parrà (apparentemente) introdotto nel dimenticatoio, pronto a versare lacrime copiose, forse insieme a tantissime  margherite,  che come le rose, non avevamo colto, ai raggi di sole unici, che non riuscimmo a farci penetrare nei pori della pelle,  alla bandiera esposta in riva al mare, a segnalarci il pericolo, al miele nel latte……..No. Non sarà stato invano….E allora, tra poche ore…sarà ….un buon compleanno. E tra qualche tempo, senza paradossi.

E’ stupendo girare e rigirare tra gli scaffali dei libri esposti, in qualsiasi libreria e affondare nei ricordi e nella fantasia…scegliere qualche libro, pensando a tutta “la persona e il sacro”, cui vorremmo regalarli, presto…

Miserie umane

Poco da dire. Le luci si spengono, il sipario cala, miseramente. Restano alcune pagine di Pascal, e la miseria umana, grande.  Immensa…..Pensieri…

Altre pagine, quelle di Simone Weil, La persona e il sacro. Ascoltare qualcuno significa mettersi al suo posto mentre parla….Alcune volte funziona, altre no, e resta la miseria………ancora una volta.

E forse, alla fine del viaggio, dei viaggi, dei risvegli e del risveglio non resta che ricordare Kakfa: “Non è il sogno ma la vita intera ad essere l’incubo…” E che incubo…poi, un lungo tuffo tra le pieghe e le pagine dei classici russi, di Dostoevskij, “Umiliati e offesi“, e si vorrebbe si materializzassero personaggi, alcuni, almeno, (femminili, che grandi, capaci di una generosità e un accollarsi su di loro molto) e che prendessero corpo e vita, per smentire che la vita puo’ essere davvero un sogno ad occhi aperti…”Perchè anch’essa mi vuol bene …mi confesso’ di aver cominciato ad amarmi; non vede mai nessuno, e io le ero piaciuto da tempo; mi aveva notato specialmente perchè attorno non si vedeva altro che menzogna e astuzia, mentre io le ero parso un uomo sincero e onesto…”…”come sei stata ingiusta affermando che io sono di quelli che all’indomani del matrimonio si stancano di amare…” (forse anche prima, a volte le miserie umane…i ladri di sentimento sono sempre esistiti, così come i Giuda: a volte per 40 denari, altre volte gratis…)…ma il punto è che…”Non hai capito tutto. Sii felice con chi vuoi. Non posso pretendere che il tuo cuore mi dia piu’ di quanto puo’ darmi”…..

E invece, per altri, che mentono sapendo di mentire…  allora, forse, ribaltiamo un pensiero…”non perdonare loro perchè sanno quello che fanno”, replicando così alla frase di Madame de Steal   pronunciata da una ragazza al suo compagno, poco distanti da me, con poca convinzione,  (pensando forse ad un  mondo privo di regole) : “Chi tutto conosce tutto perdona“…, quindi, perdona, se mi vuoi bene. Penso fra me: “che sventura”….ma Nelly, tra le pieghe del capolavoro Umiliati e Offesi concede risposta: “Digli  anche ho letto da poco il Vangelo. Esso dice: perdonate ai vostri nemici…”, poi, cosa farà Nelly, non lo scrivero’…raccontero’ soltanto che era l’idolo di casa, che era una bambina e che mai si sarebbe aspettata di trovare tanta bontà, di incontrare tanto amore, e io avevo visto con gioia il suo cuoricino inasprito raddolcirsi, e la sua anima aprirsi a tutti. Rispondeva, ora, con un ardore morboso all’affetto di cui era circondata, così diverso da tutto quanto era stato il suo passato e da quello che aveva sviluppato in lei l’icredulità, l’ira, l’ostinazione”.

Già, riprendendo tra le mani Simone Wail, “La sventura è un meccanismo che stritola l’anima, l’uomo che vi rimane  catturato è come un operaio ghermito dai denti di una macchina“.

Ecco, oggi mi andava un viaggio nella lettura, dopo il risveglio da un incubo. Basta treni notturni o veloci dove freddo e realtà dissimulate al tuo arrivo ti colgono e alla tua ripartenza  ti avvolgono come nebbie, in ogni stagione, consumandoti lentamente……Meraviglia  della varietà ed estensione delle passioni umane. E’ tempo di lettura. Intanto, Isadora è tornata a casa, felice e contenta, dopo un cinema o chissà cosa. L’importante era percorrere un giro immenso… tra sogno, finzione e poca realtà.  I gatti godono di ottima salute, così ci dicono e documentano da Fano, e il libro di poesie del  filosofo   non si sa è stato pubblicato o meno. Forse continua ad ascoltare la canzone di Battisti, mutando orario, a suo piacere. Il treno delle 7.10….o forse era la Pausini……….colpa delle nebbie novembrine. Forse non conosce Arpino, insieme alla ragazza sopra: “La vita o è stile o è errore”. Loro hanno scelto la seconda. E come sostiene Dostoevskij, “sono ben accoppiati”…ma per ritornare all conclusione del bellissimo romanzo…

Al termine del viaggio, Natasa mi guardo’ a lungo con uno sguardo bizarro. Mi disse: “Non era che un sogno!”

“Che cosa?” le chiesi?

“Tutto tutto”, rispose, “Tutto quello che è avvenuto durante questo anno. Perché ho spezzato la tua felicità?”

E nei suoi occhi lessi: “Avremmo potuto essere per sempre felici, insieme!”.

Si gira pagina.

Tempo di lettura

Sempre tempo di lettura, con qualsiasi tempo e umore. A Cuneo, Scrittorincittà, una iniziativa dal 15 al 18 novembre, iniziando con Leopardi… Patria, l’Italia (nella foto a destra la famosa biblioteca di Recanati, dove i tre fratelli Leopardi erano soliti passare intere giornate a studiare sotto occhi attenti di precettori, superati poi dallo stesso Giacomo.

A  Milano, BookCity, tre giorni di incontri con autori e letture pubbliche… e ancora a  Genova, l’iniziativa “L’altra metà del libro”, a Palazzo Ducale. A Torino, infine,  Tesissime. Nelle vetrine di alcuni negozi del centro, infatti, sono esposte tesi universitarie (inerenti il capoluogo) discusse anni addietro…tempo di leggere il passato per pensare il presente. Libri come occhi, che parlano, raccontano, spiegano, se aperti sinceramente. Vetrine luccicanti, stile periodo natalizio, addobbate da “fiaccole” del sapere, che illuminano e accendono di passione. Libri come pupilli, anzi, come le pupille con le quali si puo’ e si deve interagire. Letture, storie autentiche, altre romanzate in chi le scruta, leggendone i titoli. Tesi, anzi, tesissime, come innamorati che non tradiscono e non feriscono. Arricchiscono, inducono a ridere, altre volte piangere, in alcuni casi ci gelano, con i loro dati e cifre. Ancora ci  ricordano costumi e tradizioni di un tempo, di  società andate, di sentimenti, lealtà, fedeltà, amore. Riprendendo Leopardi  (nel definire la nostra incompatibilità con gli slanci, i dolori, le speranze .. ricollegandosi ad esperienze di altre nazioni)  si muore anche da vivi. Personalmente, la mancanza di slanci, di condivisione del dolore, di sacrifici, il rifugio nella speranza, nell’attesa, lunga o, e, dolce, mi inducono a pensare a sofferenze da torcicollo emotivo che ci portano continuamente ad osservare sempre in direzione della stessa finestra, quella ormai semi chiusa, incapaci così di nuovi  slanci e  aperture…questione di romanticismo, forse di idealismo, lealtà, coerenza. Sentimenti.  Bellissime queste vetrine, così “sorridenti” che una volta tanto mostrano gustosi e invitanti prodotti culturali, unici. Autentiche dolcezze. Discutibili. Una volta sola. Per diventare “Dottori”.

Quante emozioni, con i libri. Un amore lungo (Giovanni Mariotti), anche se “il tempo è un dio breve” (Mariapia Veladiano)

Landini, uomo dell’anno. Landini al governo

Non si conoscono con esattezza i numeri, dei presenti alla manifestazione, a Torino,  se quindicimila o ventimila o cinquemila. Poco importa.  Come nella vita, di molte cose non si conosce mai la verità. La coerenza e il rispetto non sono per tutti. Chi ha partecipato allo sciopero, al corteo, alla manifestazione,  puo’ chiudere la giornata con la coscienza a posto. Sereno, tranquillo, per aver dato voce ad un malessere. Il Paese reale scende in piazza. Il Paese reale, quello che è stanco di esser preso in giro, che continuamente spera che domani…. domani….La scuola, ad esempio.

La scuola 2.0 arriva. Dove e in quanti istituti non è dato sapere. O forse si, forte dei 77 mila tablet distribuiti, in edifici vetusti, del novecento, o anche prima. Edifici che richiedono manutenzione “urgente e necessaria”, come i requisiti per un decreto legge (vero, nuovi dirigenti scolastici, che chissà quante volte vi è stata posta questa domanda). Forse dove si passa il badge e l’insegnante rileva le presenze (o le assenze) utilizzando registro e rete, non sono molti, anzi, pochissimi, mentre sono tantissimi gli istituti dove manca personale e questo non è qualificato per le nuove domande che una società fortemente mutata impongono. A cosa servono i cinque nuovi spazi se manca il personale per i tagli subiti? Quando è che torna al cento il lavoratore (con la sua dignità?)…E andare a scuola in infrastrutture colabrodo, o con suppellettili, strumenti idonei per i lavoratori  che ricordano l’800?

Era una giornata di fine agosto. In tantissimi eravamo alle nomine. A tantissimi fu detto “quest’anno si stabilizzeranno circa duecento persone”. Il periodo degli annunci su Intenet lasciavano intravedere spiragli di speranza…Le riunioni sembravano dovessero mettere a posto ogni cosa………….Ma, quest’anno quando? Siamo al 15 novembre….e ancora non si è mosso nulla. Eppure ogni giorno pretendono, (dalla catenda di comando), lavorativamente parlando, da una persona, mansioni  che fino a poco tempo espletavano in due. Ridicoli. Ma venite a dare un’occhiata, come si lavora… I Presidi  (Dirigenti scolastici) freschi vincitori di concorso, e “anziani” che si apprestano ad affrontare una “gita”a Genova, in visita al salone dell’educazione “ABCD” lo hanno stipulato il loro contratto, giusto? Noi?  UMILIATI E OFFESI!!! E ora,signori, alzate il vostro grido a tutela dei vostri lavoratori. Ho aderito allo sciopero, ma voglio, esigo sapere perchè non si stabilizza come promesso. Possibile che La Stampa, La Repubblica  non sappiano dare voce, intervistare uno che è uno, del giro dei governanti, politici, che sappia dare una risposta senza infingimenti? Possibile che nessuno dei governanti si domandi cosa voglia dire vivere ogni giorno con la speranza che il giorno dopo qualcosa è davvero mutato rispetto alla condizione di precarietà? Forse,ascoltando un l’intervento di un manifestante in piazza Castello, qualcosa poteva indurre a riflettere, a ritroso:  “La prossima volta so cosa votare: Alì Babà, almeno i ladroni erano solo quaranta e non così tanti”. Ladri di futuro, di sentimenti, di fatiche quotidiane… di posti di lavoro non stabilizzati  e da stabilizzare! A conclusione della giornata, un ricordo,   in particolare, e un lungo applauso  vanno a Maurizio Landini e agli operai Fiom.

Scuola chiusa per sciopero.

Manca ormai tutto………nelle scuole, anche i prodotti per la pulizia. Oggi manca tutto il personale, almeno in una scuola, anche quello precario, che da anni le politiche governative continuano a sfruttare e spremere mascherando con i tagli il mantenimento del servizio. Silenziosamente, “umiliati e offesi”. L’alternativa tra scuola e sicurezza, per tutti, faccia riflettere. Il taglio delle province porti tutti a riflettere su chi graverà la sicurezza delle scuole. I presidi, o dirigenti scolastici, comincino ad alzare la voce, a tutela dei propri lavoratori.

 La scuola ha ritrovato un Cuore grande così…….Tacciano le campanelle d’entrata, e d’uscita.  Un altro mondo, diverso da questo, è possibile. Ho provato un immenso piacere a vedere il portone della scuola chiuso. Troppo facile farsi belli davanti ad un popolo intero, pensando di garantire il servizio penalizzando i lavoratori, estendendone le funzioni e tagliando il personale.

“Voglio uno sciopero grande, che raggiunga anche l’amore. Uno sciopero dove nasca il silenzio per udire i passi del tiranno che se ne vanno”.

Siopero. No alle politiche d’austerità a senso unico

Torino. Ore 9.30. Piazza Vittorio. Un grido si alza verso verso il cielo, pulito come poche altre volte, e la collina davanti: “No alle politche d’austerità”, solo ed esclusivamente a senso unico, nella giornata di sciopero indetta anche dalla Cgil e dalla Ces, la Confederazione del sindacato europeo. Il lavoro si muove. Anche se strangolato. Come i lavoratori. Strangolati e prosciugati del giusto per vivere. Lavoro. Quello che “La Repubblica italiana è fondata sul lavoro”, e che manca.  Quel poco, che vi è ancora, composto da “invisibili” che continuamente, quotidianamente vengono  penalizzati. Si  parla, si scrive, si descrive lo stato dell’economia attuale e di quello che verrà, nel nostro Paese, in” mare agitato, tempestoso”, come descritto da una relazione europea. E in fuutro,  altri duecentomila posti di lavoro  si perderanno con una disoccupazione che toccherà l’11 per cento. Per non parlare poi delle condizioni di lavoro, in molti siti, da ferriere anni cinquanta…nonostante le arroganze e gli inganni, di promesse non mantenute. Bene i vigili del fuoco, applauditissimi, al loro passaggio. Un segnale importante, la loro presenza, in un Paese dove la cultura muore, lentamente. Il corteo si dirige verso Piazza Castello, dove nei pressi, un banchetto della Federazione della sinistra  raccoglie firme pro referndum ripristino articolo 18, e, nello stesso tempo,  in altra zona di Torino, poco distante, in via Pietro Micca, zona Miur, un altro corteo si muove, quello del mondo della scuola….gli studenti,gli insegnanti, i precari della scuola, sindacato di base, collettivi autonomi, centri sociali,  per dire no a Francesco, e al suo profumo di inganno (tablet e ancora precari nonostante …), che non piace, che porta sempre addosso. Si puo’ essere geni e mediatori quanto si vuole, e “medagliati” con curriculum da lista della spesa, ma sono i valori che contano…Si puo’ ricevere un applauso per un tablet sapendo che miglia di precari son ancora impallinati?

Un pensiero ai venticinquemila in mobilità e a coloro che hanno perso il lavoro.

Intanto si registrano scontri in alcune città.

Luci d’Artista

Cielo grigio su Torino…..temporale in vista?…in ogni caso……..luci in cielo, Luci d’artista………

Le Porte Palatine, a ridosso del grande mercato, Porta Palazzo, sovrastato, nel corso della settimana, da una grande mongolfiera….passeggiare sotto le Porte equivale ad andare a spasso nel tempo……Piu’ romantiche le figure poste quest’anno in via Pietro Micca……….uomo e donna in un volo d’altri tempi……….che paiono sospinti dagli zampilli della fontana di Piazza Castello…