Slow Food-Terra Madre…

Luna piena. Freddo intenso. Fermate della metropolitana torinese “invase” da turisti e non, come non avveniva da tempo. Chi sale, chi scende. Sacchetti in mano e profumi del mondo.  I piu’ vari. Fermata Terra Madre, Fermata Slow Food. Pala Oval. Torino. Contadini, agricoltori, allevatori da ogni parte del mondo. Vestiti colorati, belli, a vedersi. Visi di ogni tipo.  A me piace pensare alle origini di questo movimento, di questa Onu di coltivatori, allevatori, agricoltori. Cento stati, lingue differenti.  Sembra un’olimpiade del gusto.  Mi piace pensare al mio interesse per gli inizi di questa iniziativa, partita da Bra. Il mio lavoro di ricercatore, storico-sociologico, tra montagne di carte bollate e documenti, fra ricordi dei protagonisti di quel periodo, registrati  nel fumo di tante sigarette. Altrui. Giornate di neve, di pioggia e primaverili. Blocchi, matite, penne.  Mi piace smentire chi, alcuni giorni or sono ha dato del “choosy” a chi è “schizzinoso” nell’accettare un lavoro, e rispondere con ore interminabili, trascorse negli archivi, nella lettura di interrogazioni, interpellanze di archivi comunali. Leggere, interpretare, formarsi un quadro storico alla luce di quei documenti. Come erano le scuole? Come erano le infrastrutture? Il lavoro? La condizione del lavoratore? Ore di interviste a chi negli anni di nascita del movimento, all’epoca  ragazzo, ragazza, maturando, o studente, studentessa universitario, universitaria, ha contribuito a quello che oggi viene preso d’assalto: il salone del gusto, targato Slow Food e Terra Madre.  Tutto è partito da Bra, questa cittadina a pochi chilometri da Torino, in provincia di Cuneo.

Un lavoro enorme, a coronamento di un ciclo di studi universitari e post. (Carlo Petrini e iniziative culturali, attraverso l’attività politica e interviste di concittadini e compagni di scuola e di militanza. E ancora ringraziamenti ai Professori Giovanni Carpinelli e Sergio Dalmasso). Questo si dimostra. E’ chi lavora con lei, Signora Ministro, che non riesce a stabilizzare lavoratori della scuola neanche dopo anni di precariato; lavoratori che operano in condizioni davvero drammatiche, “compressi” dai tagli operati dal suo predecessore. Lavoratori che senza considerarsi schizzinosi continuano il proprio operato al servizio della collettività.

Fotografia di un quadro negli uffici Slow Food, e fotografia di un documento relativo all’attività politica di Carlo Petrini, militante e consigliere comunale in forza al Pdup.

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