Francesco, una carota… al “merito”…questione di fiducia

Giornata di sciopero, per la scuola, sinonimo, quest’ultima, da un po’ di anni, di tagli e spese da ridurre. Senza controllo, a piu’ non posso. Il cuore della società che viene colpito, ferito, mortalmente. Così come feriti senza considerazione i suoi  lavoratori. E chissà per colpa di chi, senza stipendio, ora, almeno per una parte dei lavoratori precari. Illusi, a fine agosto,  di poter essere stabilizzati. “Una, dieci, cento carote”, a Francesco. Dopo il bastone. Una carota al cuore della testa.  E pazienza per i cinquanta euro. Li sommiamo agli altri. Non sono persi.  Vero “Francesco mediatore”? Non sono persi. Quando è l’idea che conta, quindi,  occupati delle cose che contano.  La richiesta di oggi, anzi, le richieste, stabilizzazione, piu’ soldi perchè molteplici sono le mansioni svolte dai lavoratori, e piu’ scuola. Davvero ve ne è bisogno. Forse ci sarebbe meno ipocrisia, meno opportunismo. La scuola non è un’azienda.

Bella giornata, a Torino. In compagnia di Juri Bossuto a parlare anche del suo libro.

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