Settimana europea dell’ambiente (mobilità)

Settimana europea dell’ambiente. Bus e tram, gratis, per oggi. Solo per oggi. Dopo aver aumentato i biglietti  e “razionalizzato” le corse, ovvero, ridotte, perchè oggi, razionalizzare, vuol dire, ridurre, vuol dire estendere le mansioni del lavoratore con identica retribuzione di anni or sono (anche quando il lavoratore non è competente, non è infermiere e si pretende che lo si faccia, non è giardiniere, e si pretende che lo si svolga e così via. Già da anni, in molti, “padroni” e dirigenti vari hanno anticipato le sortite degli ultimi giorni: “bisogna lavorare di piu”…Forse bisognerebbe analizzare i dati mettendosi dalla parte dei lavoratori, che hanno già dato, e parecchio: i consumi pro-capite si sono ridotti in maniera esponenziale, causa reddito individuale ridotto o inesistente, (cifre paragonabili a quelle del 1997), spesa ridotta delle famiglie, disoccupazione in aumento, paragonabile ad una grande città, dal 2011 ad oggi…. servizi tagliati… Giornata europea dell’ambiente, oggi…. dopo una lunghissima “galoppata” di motori e non di cavalli che ha portato ad avere 1,4 automobili per ogni patentato, dopo aver inquinato il piu’ possibile…eccoci oggi ad usufruire dei mezzi pubblici, gratis.  A Torino. Intanto, previsioni nere per il mercato dell’auto. Domani possibile faccia a faccia Fornero-Fassino, a Torino.  Ad agosto, solo tante vendite di km zero. Per il momento, restiamo in attesa della fatidica data, del trenta ottobre, giornata in cui si saprà forse qualcosa in piu’ sul destino di tanti lavoratori, da anni ormai, decimati e allo stremo. Solo oggi mezzi gratis? Si.  E così, dopo due pesi e due misure, dopo le storture e i paradossi, scopriamo che proprio oggi, la mobilità, forzata,  l’ha dovuta subire una bellissima gattina, Lucy, insieme ai numerosi fratellini e la mamma………Colti di sorpresa, ingannati da una mano d’uomo che li ha riposti in cassettine e portati in seguito al gattile. Sembrava di rileggere alcune pagine de La Storia, di Elsa Morante. Dopo che una mano generosa ha portato per giorni e giorni latte e crocchette, a mamma gatta e gattini, accudendoli e donando loro quel po’ di affetto umano, altre mani d’uomo, invece, li hanno colti di sorpresa, quei poveri mici, con l’inganno, pur di portarli via………Altre crocchette offerte a tradimento, pur di portarli via, perchè davano fastidio a qualcuno, e quando qualcosa o qualcuno da fastidio, si vorrebbe non vederlo, eliminarlo dalla propria vista, non cosiderarlo, spegnere ogni voce di dissenso. L’inganno umano…..ecco la brutta bestia. Un plauso a chi, invece, quotidianamente se ne era presa cura. Fortunatamente, non tutte le mani d’uomo sanno d’inganno.

4 pensieri riguardo “Settimana europea dell’ambiente (mobilità)”

  1. Si, vero…Avete notizie di “Fabbrica italia”? Due anni fa un signore col pullover ci ha vinto un referendum a Mirafiori….Ora invece il progetto chiude. E se lo avesse perso il referendum??

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  2. Con questa voliamo più alto di Ministero e Mirafiori, pur senza perderli di vista, rimangono sempre nel cono visivo del nostro occhio d’aquila. A luglio un ministro capace, fra l’altro di commuoversi, pubblica sulla G.U. una legge che dice che il lavoratore licenziato per giustificato motivo oggettivo, se vince la causa, non viene riassunto (invece in passato, dal 1970 al 30 giugno 2012 veniva riassunto). La legge viene approvata anche da quegli allegroni che festeggiano, comiziano, degustano (preparando peraltro leccornie quali pizze, bomboloni e carne alla griglia) a piazza D’Armi. Nel comiziare non mettono in evidenza (mi sembra) quest’aspetto delle innnovazioni legislative. Il 30 agosto leggo su Metro che a Roma due ingegneri vengono licenziati da una ditta che produce chiavette per portatili grazie alla nuova formulazione della legge. L’altro giorno consorte mia mi riferisce che con lo stesso meccanismo sono licenziati 40 operai di una ditta che produce tubi ad Orbassano (bhe, questa non la credo integralmente, gli operai saranno 20…le donne, specie se mogli, esagerano e piangono sempre, ehehe).
    Ma il meccanismo infernale è scattato! Sarà un autunno nero.
    Il mondo del lavoro, come la società italiana, diventerà una lotta all’arma bianca. I pochi schiacceranno i molti. Ma in tv sto vedendo una persona che mi richiama tanti ricordi di battaglie (giuste) della mia infanzia. La mente vola a cortili pieni di bambini, di 9-12 anni, che giocano e fraternizzano…perchè è così. Ma arrivano sempre i bulli, che vogliono prendere pallone e figurine…perchè è così. Iniziano liti, urla, risse, il clima è angosciante, se i bimbi fraterni perdono pallone e figurine perdono tutto. Nel momento più buio della lotta (di solito verso le 5 del pomeriggio) arriva il deus ex machina, il vendicatore degli afflitti. E’ quasi sempre un 14-15enne, attraversa il cortile con degli attrezzi da lavoro, sporco e stanco perchè sta rientrando col padre, piccolo artigiano, col quale va ad aiutare a sbarcare il lunario. è un Tonino. Deve salire a casa, dove ci sono fratellini più piccoli, a fare anche i compiti. Ma il giustiziere è una pasta d’uomo (è uomo a 15 anni, la fatica, il lavoro e la famiglia lo fanno maturare), non riesce, nemmeno stavolta, a rimanere insensibile al grido di dolore dei vessati. Interviene per l’ennesima volta. I vessati lo conoscono “Tonino, Tonino, arriva Tonino, Tonino difendici tu”. Tonino è un nome da giusto. Interviene prontamente, incalza i prepotenti, è tutto un fascio di nervi, le mani e gli avambracci sono intarsiati di ferro filato, lo sguardo è una condanna inesorabili per i cattivi. Parla deciso e veloce, non ha voglia di perdere tempo, di cedere un centimetro ai cattivi. Tonino è temibile, lo fa per la giustizia. I cattivi fanno i cattivi per carattere, per avere più figurine, oppure perchè…è così. PRATICAMENTE NON HANNO UNA MOTIVAZIONE VALIDA. Ma con Tonino non si passa, lo ha sempre dimostrato in passato. Tonino ha ormai sventato il loro piano, i cattivi se ne vanno con la coda fra le gambe, tanto a casa hanno pile di figurine. Tonino riceve i complimenti dei bimbi, è il loro mito. Ma Tonino è stanco, non si ferma a giocare, non reclama nemmeno una figurina, deve imparare la lezione per domani (e magari alle 7 la mamma lo manda anche in bottega a comprare l’ultimo ingradiente per la cena). I bambini contentissimi, la favola si è conclusa col lieto fine. Ma c’è un problema, la favola finisce e i bambini devono crescere. Sono diventati uomini? Oppure aspettano il deus ex machina che li salvi? I bambini devono sapere che per salvarsi devono guardarsi in faccia ed aiutarsi l’un l’altro, il tempo delle favole è finito.
    Ma un Tonino c’è sempre. E’ un Tonino che ricorda molto l’altro Tonino, ha cambiato tanti lavori, è un fascio di nervi, brama la giustizia, parla come mangia. Ma questo Tonino da solo non ce la può fare, ha bisogno di uomini non più bambini.
    Tonino ha intanto trovato altri amici, è andato a Roma ed ha depositato un’atto importante presso un’Ufficio importante. l’Ufficio importante prenderà una decisione importante. Ma se la decisione importante sarà quella sperata da Romano e Guidovox, la storia proseguirà. In una delle prossime estati ci sarà un cortile polveroso, dove si urlerà e si lotterà. Ma allora Tonino non potrà fare più niente. Ai bimbi sarà data una penna al posto delle figurine. Se questi bimbi saranno divenati uomini si guarderanno in faccia e, con la penna, decideranno il loro destino. Il cortile vedrà una battaglia di firme su pezzi di carta. Ma sempre battaglia sarà. E noi saremo li, a vedere come finisce. E ci sarà sempre Romano, pronto col suo computer e con la sua penna, a sbarrare il cammino all’ingiustizia…
    Ci vedremo l’anno prossimo, nei cortili e nelle scuole..e dovunque si insedierà un seggio!

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  3. Ringrazio Guidovox, che mi ha permesso, in un momento di solitudine, di riannodare i fili della memoria e ritornare a quella nottata trascorsa davanti i cancelli di <mirafiori, quasi due anni or sono. "chi te lo fa fare", mi sentivo spesso ripetere. <una voglia di lotta, contro ogni ingiustizia, anche se non usufruivo della mensa, mai, avrei pensato di lasciare una persona, un lavoratore, che cenasse o pranzasse dopo una giornata di lavoro, all'ultima mezz'ora. mai avrei lasciato solo un lavoratore che avrebbe visto il diritto negato alla retribuzione il primo, primi giorni di malattia. <una società in technicolor che contrasta con un'altra che ci riporta indietro di cento anni, ai padroni delle ferriere. <ho lottato, perchè quella lotta mi riguardava, anche se l'ambito di lavoro non era il mio. E lotto, mi informo, apro strade, sto alle calcagne affiinche non ci si riempia ipocritamente di belle parole, appicciare etichette alle cose senza chiamarle con il loro nome e cognome. E' ora di dire basta, davvero. <hanno ridotto la scuola ai minimi termini, manca tutto e quel poco è costretto a fare di tutto. E' il caso della presenza dei diversamente abili nellla scuola. Ci si ammanta del termine integrazione. <bene, d'accordo. integriamo. <ma puo' esserci integrazione solo nel momento in cui iscrivo i ragazzi e non mi preoccupo se mancano le attrezzature, il sollevatore, lo scivolo per farli entrare, il PERSONALE PREPARATO, PROFESSSIONALMENTE, CHE NON DEVE ESSERE QUELLO PRESENTE NELLE SCUOLE con qualche ora di formazione. MINISTRO DELL'ISTRUZIONE, DIRIGENTI, voi fareste "toccare", sollevare da una persona qualunque vostro figlio su una sedia a rotelle, con un busto, impossibilitato a muoversi<' Fareste partecipare persone qualsiasi all'operazione di catetere?<' …potrei continuare….vi dico solo, obbligate le ASl a far venire il personale competente, preparato, trovate i soldi per le oss…..solo cosi sarete realmente credibili, nel momento in cui affermate che credete davvero in una scuola con l'integrazione….potrei continuare……..le Asl sostengono che <"non possono"…..Non possono???ma stiamo scherzando? Dirigenti, Ministro, dite che non potete neanche voi,.. "cedere"una unità dall'istruzione all'assistenza a scuola perchè la Signora Maria Stella ha già effettuato in tre anni 150 mila tagli……..Penso che penna e tasti di pc servano, ma nella misura in cui, concretamente, si faccia informazione, si discuta, con la gente, che a volte, nono si puo' dire si a chi sostiene "i soldi sono terminati". Diciamo, lasciamo fuori dal patto di stabilità sanità e istruzione, senno', Ministro e Dirigenti, mettetevi anche voi, fate volontariato, date il buon esempio, lasciate i vostri posti, le vostre poltrone e cominciate a fare assistenza anche voi …….Visto che non volete trovare risorse, scendete nelle infermerie, cambiate i bambini, aiutateli anche voi nelle loro esisgenze fisiologiche….ecc. ecc. Oggi, dopo 17 giorni, forse, forse, si parla di contratto. Forse. Forse……continuiamo a inchiestare…..continuiamo a dire le cose che non vanno…..ma basta, per favore stare zitti. basta.
    per quanto riguarda il referendum, LA FIOM AVEVA ED HA TUTTe LE RAGIONI E IO REINTEGREREI LA FIOM IN FABBRICA. Ma nella vita, bisogna imparare a chiedere scusa, e il maglioncino blu, e gli altri che lo hanno appoggiato, ancora non ne sono capaci.

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