Chi l’ha visto, il contratto?

Due pesi e due misure. Come sempre. A chi si bea di aver predisposto tutto per l’ottimo avvio dell’anno scolastico, assegnando le chiavi degli istituti ai vincitori del concorso da Dirigente Scolastico, vorrei ricordare, che, “le pedine” (a cominciare dal calderone Ata) che questi ultimi muovono, sono prive a tutt’oggi di un contratto, fra i lavoratori e la scuola. “Chi l’ha visto il contratto?” Qualcuno dorme. Chi? Possibile che ipocritamente parlino, ai piani alti, di livello di diritti, di democrazia del sapere e nel sapere, di coinvolgimento di tutti i lavoratori al fine di motivarli in base alle loro competenze, conoscenze, attitudini, nella collocazione del posto lavorativo e poi, gli stessi concetti non siano applicati ai diritti del lavoratore a ricevere quanto gli spetta per il suo lavoro, a partire dal suo contratto?  (non afferma forse così la Costituzione? o magari, terminati i concorsi ci si dimentica?). Quanti sono  quelli che non hanno ancora il contratto con la scuola perchè precari? Perchè qualcuno all’atto del conferimento delle nomine ha dato dei numeri sulla stabilizziazione dei precari, sul passaggio in ruolo e invece nulla di tutto cio’ sta ancora avvenendo? Qualcuno, sindacati, politici, potrebber ricordare ai piani alti, al Miur, che la scuola non sono solo i Presidi che, anche freschi di nomina, muovono le loro pedine,  e che per il momento le muovono non avendo somministrato  un contratto di lavoro, (magari per “responsabilità” altrui, magari “l’Europa che lo chiede”. Ma l’ispettorato del lavoro non dice nulla?),  e quindi privandole di  denaro alla fine del mese e quindi non garanti sulla sussistenza derivante dal corrispettivo del proprio lavoro? Già, perchè gli euro dei lavoratori della scuola, non sono “i soli” 43 mila euro lordi l’anno, come tutti i quotidiani si sono mossi a sbandierare  giorno della stipula del contratto tra Ministero e Presidi, con tanto di “battito di mani”, ma molto, tantissimo di meno. Questa è una brutta, bruttissima storia, che ogni anno si ripete, con ritardi enormi sull’accreditamento dello stipendio, ma quest’anno risulta essere ancora piu grave. “La scuola è cambiata”, continuano a sostenere, quasi tutti, per giustificare mansioni che rasento il tutto e il di piu’ pur di coprire i tagli del personale. Vedo ogni anno personale della scuola trasformarsi in “infermieri, oss, barellieri…badanti, giardinieri”…di tutto…con una formazione direi allegra, mentre si dovrebbe tenere conto delle sensibilità di chi ci lavora che non sono date una volta per tutte, ma dinamiche, che si evolvono, nel bene e nel male…e solo gli stipendi, continuano ad essere quelli di una volta. Forse il concetto di democrazia e coinvolgimento del personale era bellissimo chiederlo e ascoltarlo durante le commissioni d’esame, dei Dirigenti Scolastici. Poi, tradurlo in pratica, risulta essere  già un tantino piu’ difficile. Si, facile consegnare tablet ai ragazzini di prima media, prima superiore……. (tra l’altro, l’assegnazione dei tablet avviene attingendo ai fondi europeri del programma Formez) un po’ difficile prendersi cura dei lavoratori. Non ci siamo. Chi ha visto i tecnici? Forse come sostiene l’amico Daniele, stritolati dai tre anni di tagli, compressi prima dal basso, con la mobilità verso l’alto dei piu’ “bassi”, tra gli Ata, e poi, dall’alto, degli inidonei.  Chi sa quale fine hanno fatto i cosiddetti “inidonei”? E se non si sblocca la loro situazione, quella degli altri resterà tale e quale a quella degli anni precedenti? Possibile che si continuino a fare nomine  con articolo 40, fino a che l’avente diritto non si presenta? Chi stabilisce tempi e modalità? E se non viene stabilito “il quando” verranno conferite le nomine? Penso che i piani alti dovrebbero essere piu’ seri. Non si puo’ continuamente giocare con la pelle delle persone. Assolutamente. Non ci siamo. La scuola non è piu’ quella di una volta, “il Miur quest’anno ce l’ha messa tutta a farsi trovare al traguardo in condizioni meno difficile del passato…” e così, due pesi e due misure, “utenti” col tablet e lavoratori che ricordano anni andati, con funzioni che non dovrebbero espletare (oltre che essere attualmente nè carne nè pesce, illusi da una stabilizzazione che non avviene. E’ la scuola del futuro, bellezza, con precari, statali, da cinque, sei, sette anni………… .. Complimenti.

 Tanto per cominciare, bisognerebbe tenere fuori dal patto di stabilità istruzione e sanità…Situazione creata dall’abdicazione dellla plitica ai mercati, con più disuguaglianza, piu disoccupati, più precari, e meno protezione sociale. E tanti multitasking nella scuola………

3 pensieri riguardo “Chi l’ha visto, il contratto?”

  1. A tempo idoneo, è arrivato il contratto. il 24 settembre…..Ora, a tempo idoneo, arriverà lo stipendio….a tempo idoneo.
    A tempo idoneo, i ticket del ministero arriveranno……….anticipati pero’, dai lavoratori, a tempo giusto.

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