Lecce, Piazza Sant’Oronzo

Tutta Piazza Sant’Oronzo…”pizzicata”…chi pizzica e chi viene pizzicato…Residenti e turisti…in un mese d’agosto mai così caldo….Un mese d’agosto che accomuna due personaggi, uno della musica, l’altro della letteratura.  Elvis e Bukoswki……Di quest’ultimo la celebre frase che a tanti amici, geni e filosofi, o filosofi e geni e tanti altri ancora suona così bene…Il guaio è che certi geni li fanno uscire dalla lampada, e poi a rientrare non ci pensano piu…….fanno i loro bisogni allargandosi…“Volevo buttare via il governo ma ho buttato via soltanto la moglie di qualcuno”.

In spiaggia, tra Porto Cesareo e Torre Lapillo processione di barche…….bellissimo spettacolo. Davvero.

Bimbi che giocano, racchette come al solito, come se la spiaggia fosse un campo da tennis, e adulti che giocano a tirare la corda, fino a spezzarla. Nel gioco una ragazza si lamenta che “ha perso tutto, oggi”. Forse non oggi,  forse l’avrà tirata anche lei troppo, insieme a quei monelli, la corda. Forse ha giocato troppo pensando che il gioco sia infinito. La filosofia non ha mai contribuito a cambiare gli eventi. ….Pessimismo della ragione….ottimismo della volontà…Geni maligni anche loro, quei monelli, che tiravano la corda con lei…….

Caldissimo, in questo spicchio di “tacco”. Caldo torrido.  Mattina presto a Porto Cesareo……come al solito barche che arrivano, con gente che corre sul lungo mare. Profumo di pasticciotti e caffè. Gente, a frotte, che si riversa sulle spiagge.

“Tutti scoprono, piu o meno presto nella loro vita, che la felicità perfetta non è realizzabile, ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche una infelicità perfetta. I momenti che si oppongono alla realizzazione di entrambi i due stati-limite sono della stessa natura: conseguono dalla nostra considerazione umana, che è nemica di ogni infinito. Vi si oppone la nostra sempre insufficienza conoscenza del futuro; e questo si chiama, in un caso, speranza, e nell’altro, incertezza del domani….” (tratto da Se questo è un uomo, Primo Levi).