Un caffè “barocco”

Un caffè “barocco”Lecce, Quarta caffe',14 8 2015 fotoBorrelli Romano a 14 8 2015 Lecce.foto Borrelli RomanoLecce…….nelle vicinanze dellanfiteatro, così bello, situato nella centralissima Piazza Sant’ Oronzo, costruito in età Augustea (I e II secolo dopo Cristo). L’anfiteatro poteva contenere fino a 25.000 spettatori…………Moltissimi le costruzioni degne di interesse, in particolare,  un angioletto, incastonato sotto un arco, a sinistra…L’angioletto pare che dica che ciascuno di noi, da solo è inadeguato, ma che insieme, possiamo fare tante cose.  E’ stupendo. Talmente bello che oggi ci pensero’ su tutto il giorno, per le strade di Lecce, e non solo.  Incantevole. Bellissime  le case…..In senso inverso, verso lo Jonio, ma anche verso l’Adriatico, tantissime le persone in cerca di spiaggia, desiderosi di restare in costume per il bagno di ferragosto. Ma moltissimi i turisti che, cartina alla mano, hanno deciso di “scoprire” la città.

Le piogge di ieri, (e anche una tromba d’aria) hanno lasciato il posto ad una discreta giornataa. Assolata. Afosa. Numerose le auto verso luoghi di mare.

Cielo di tanto in tanto coperto, nebbia ormai diradata e caldo in crescendo.

Ferragosto, giu’ al Nord

Ferragosto di nebbia…paesaggio insolito…….Scirocco?……..che spettacolo! Un mare da amare……..anche così, confuso, agitato………a tratti mosso.

Cinque tende, grandi e canadesi. Gente che dorme sui materassini. Chi corre e chi monta ombrelloni, come al solito. Chi piazza sedie per “occupare” il posto macchina a qualche figlio che, bontà sua, dorme ancora beatamente senza altre preoccupazioni. Chi legge un libro, “L’amore ai tempi di intenet”  e chi invece lo legge “ai tempi nostri”…Chi scruta l’orizzonte sperando di vedere spuntare qualcosa …..o Speranza, magari, con la maiuscola… ci si legano meglio  i nostri desideri.

Di  questa giornata, ricordo gli editoriale di Curzi….erano belle le sue analisi, i  ricordi delle giornate andate, come questa, di altri ferragosti, magari piu’ poveri. E sembrava di veder prendere corpo, materlializzarsi tutte quelle parole impresse su carta, prender forma, in persone che si recavano verso la stazione metro Ostiense, per il trenino, con gli ombrelloni, anni addietro…o altri, in altre città, magari nei pressi di Torino, in riva al Sangone, il “mare dei poveri”, con le loro borse frigo………o chi in montagna, o al mare……….e un ricordo sempre a pensionati e quanti non potevano permettersi neanche questa giornata….sempre con un occhio alla riprese, ai cancelli di Mirafiori, il primo di settembre………Come li raccontava, come distribuiva le parole, sui suoi editoriali,  pareva che quei ricordi si animassero e da un momento all’altro prendessero vita, con le 127 e le 128, con i portapacchi pieni… E il suo augurio poi, era sempre un toccasana. Una Speranza, per il lavoro, l’amore…