E che “Capperi”… pero’

Tornare alle “radici”, schiena curva, intenti nella raccolta di capperi. Poco distante, la raccolta dei pomodori. Cassette piene e vuote in ogni dove.  Stanchezza rinfrancata dall’ombra di olivi secolari. Teste chine, braccia intente nella raccolta di qualcosa che inevitabilmente finirà al Nord, o, in qualche industria di conserva. Chissà quanto saranno retribuite queste giornate. Dialetti e lingue di ogni dove, contraddistinguono questo faticoso lavoro.

Storie di fatiche quotidiana e di illusioni che si rafforzano nei pensieri,  nella ricerca privata, nei sentimenti, lato versante affettivo.

Capperi dai “gambi” tagliati e messi sotto sale. Assorbiti come pensieri, diminuiti di volume. Dimensione ridotta.  Come  pensieri, solo quelli piu’ importanti restano ad accompagnarci.

Riprendo il libro Ternitti, di Desiati……una storia sociale, anche di queste zone. Sotto l’ombra di un olivo.

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