Viaggiando viaggiando…si viene e si va

“….si viene e si va……”viaggiando viaggiando, non si termina mai di viaggiare……..

Albert Camus sosteneve che “viaggiare è un’occasione per affrontare una nuova prova spiriturale. Il piacere ci allontanta da noi stessi. Il viaggio, invece,  che è come unsa scienza piu grande e grave, ci riporta a noi stessi.”

Evidentemente il luogo in cui siamo immersi non è sufficiente, non ci basta.  Si viaggia perchè ci  muove una speranza, una utopia. Talvolta viaggiamo, e scopriamo di non essere arrivati mai.  Ma solo col viaggio impariamo a conoscere meglio noi stessi, le nostre patologie e i nostri nodi. Solo col viaggio, impariamo tutto cio’. E a volte, un viaggio tanto pensato, programmato, voluto, si rivela una delusione. E non si torna “sotto braccio” come avevi pensato. E qualcuno o qualcosa ti dice: “Torna indietro”….e invece….Torni con te stesso….

tra caldo micidiale, treni costosi, e problemi di sempre…..Si avvicina la notte delle stelle cadenti, San Lorenzo. Tutti con lo sguardo in cielo, a vedere le “lacrime di San Lorenzo” ed esprimere un desiderio. Il Santo, secondo la tradizione, fu arso vivo, sulla graticola,   e le  lacrime, del santo, trovarono e trovano, ogni anno, finalmente pace  sulla terra.  Fra qualche giorno, una “marea” di gente, resterà o tornerà sulla sabbia e tra canti e balli, “pizze” cotte in casa, mozzarelle, frittate, friselle con acqua di mare e pomodorini con olio, sale, capperi,  e taralli che piacciono tanto “su al Nord”, passeranno di mano in mano, tra gente sconosciuta. Sarà qui l’ombelico del mondo. E pare che San Lorenzo ascolti gli uomini e i loro desideri….regalando “miracoli”….anche se………..

A proposito di giornate d’agosto, un pensiero, da parte mia,  andrà sicuramente all’incendio scoppiato l’otto agosto 1956 nella miniera di Marcinelle, Belgio, a 975 metri sotto terra, dove morirono 262 minatori (136 erano immigrati italiani). Consiglio la lettura del libro “La Catastrofa”, di Paolo Di Stefano, Sellerio Editore.( Ricordo l’accordo dello Stato italiano, (indifferente verso cittadini italiani costretti ad emigrare) col Belgio nel 1946 per ricevere tonnellate di carbone (da 2500 o 5.000 ogni mille minatori)  che consentirono un altro “miracolo”, quello “economico”).

Un altro anno è passato. Afa in città e non solo. Solite cicale a cantare, con 40 gradi, spiagge sempre piu’ ridotte da stabilimenti balneari, e quelle libere da cartolina e da ricordo. Un altro chiosco ha “deturpato” un  pezzo di spiaggia, dove una bellissima duna ricordava tempi andati. Chiosco ancora da inaugurare, e intanto un bel pezzo di spiaggia è stato sottratto alla libera fruizione dei cittadini.  Piante di capperi che crescono nei terreni piu’ accidentati fanno pensare alle difficoltà della vita e evenutali soluzioni………Ulivi secolari: che bellezza. Viti e fichi d’india: che incanto. Autobotti che vanno su e giu, verso qualche cisterna da riempire’: per alcuni versi la storia si è fermata. Code alle fontane: come una volta, mangiando quei taralli, tanto conosciuti nel centro Italia e al Nord.  Biciclette “28”, con una busta di nylon legata al manubrio: visi invecchiati alla ricerca di qualche verdura. Prezzi alle stelle, per una classe media ridotta a sopravvivere; nessuna novità. Un altro anno è passato….pochi chilometri da qui, un mare da amare……Salento, “lu mare, lu sule, lu ientu”.

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