La scomparsa della classe media.

Certo da quassu’,  Torino è una bellissima città. Poi, un po’ come per ogni cosa, vista dal di dentro, la situazione è un pochino diversa.

Piazza Solferino riprende la sua bellezza naturale, originaria, dopo aver “eliminato” i gianduiotti “olimpici”, e così, la nuova Porta Susa, imponente e maestosa stazione, che prende ogni giorno forma e si avvia, speriamo, ad essere ultimata.  Un appunto: speriamo non faccia la fine di un’altra ben nota stazione, del centro Italia: quasi vuota. La spina tre è diventata un giardino, un paradiso, dopo la fine della produzione industriale in quel sito: c’era una volta l’acciaio;in quei  pressi un lunghissimo tunnel unisce due lati della nostra città, e, intorno, come anello, tanti centri commerciali. Ma chi compra? Con quali soldi, dato che la produzione manufatturiera è in calo?

E proprio nei pressi di queste zone che si scopre la vera realtà: l’agenzia delle entrate, così “frequentata” in questi giorni, i su “cartelle” appena arrivate, gli uffici Inps,  per la richiesta disoccupazione, e, una zona  quasi adiacente dove molti, “strangolati” da una pessima situazione economica, si impegnano l’ oro di famiglia. Proprio qui, in quest’ultimo posto, si incontra la sofferenza. Emarginati, ultimi, che come  impegnano ricordi di una vita.

Il quinto anno di crisi ecnomica non lascia sul lastrico le persone ma le “asfalta” anche. E pensare di rimettere a posto i conti proponendo di ridurre le ferie di una settimana, o ridurre di valore i buoni pasto, o posticipare il pagamento delle tredicesime a gennaio, anzicchè a dicembre, e gli statali, “risultano” in eccedenza. E poi, mobilità, a go-go.  Politiche che mi paiono veramente assurde. Intanto i veri problemi rimangono sul tappeto: la precarietà la vogliamo risolvere oppure no?  Qui si tagliano i posti letto, negli Usa, mi pare siano andati in direzione opposta. Forse la Spina tre è diventata un bel giardino, un bel paradiso, che ci permette di guardare avanti, ma nei principi, pare di essere tornati all’epoca delle ferriere.

E insieme a tanta civiltà che si sbiadisce, scopriamo anche l’effetto lattina: la scomparsa della classe media. E insieme alla scomparsa della classe media, anche quel poco che ci farebbe star meglio. “Non ho tempo”, “passa dopo”, “Non ora”, “Prima ci sono io”, “stressano” e appiattiscono forme di resistenza e solidarietà che potrebbero esser utili. Per provare a dare soluzioni. Un’ultimo pensiero a chi si appresta a sostenere gli ultimi esami, tra calura estiva, ansia, cervicale “da studio” e stress……..

“Conoscere non è mai abbastanza. Bisogna mettere in pratica cio’ che sappiamo. Nemmeno volere è abbastanza, bisogna fare”….”Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poterla fare, incomincia adesso. L’audacia ha in sè genio, potere, magia”.  Ne hai. Abbastanza. (Goethe). Buon esame, magari, prima, un po’ di latte e… miele.

 

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