Il terremoto, un mese dopo

Fantasia a briglie sciolte. “Pallone” nei cieli della nostra città. Torino. Alcuni giorni or sono.  Spirito e ottimismo rianimati da due calci al pallone. Italia in festa. “Po-po-po-po”, coro rispolverato dai cassetti del 2006. Germania. Oggi cantanto in Polonia e nelle piazze italiane.

Il treno lentamente entra in stazione, a Modena, giusto un mese dopo il secondo terremoto, strappando, in quei pressi, vite di chi era intento al lavoro. Quel lavoro che non è piu’ “considerato un diritto”, quel lavoro tutelato dall’articolo 18, considerato da alcuni “palla al piede” per le aziende. E forse in tanti  non realizzano come nei discorsi comuni anche le persone sono entrate nel novero delle  “palle al piede”.  Ben prima che lo chiedesse “l’Europeo”. Prima il profitto, poi…….

Ma torniamo a noi… Scosto lentamente la carta da pacco, quella gialla, che avvolgeva un  libro, carta buona ora per scribacchiare qualche saluto, prima di ripartire, o, una lista della spesa, insomma, un promemoria, e,  mi sporgo dal finestrino. A riflettere. “Non si deve dimenticare“. Al mio fianco, qualcuno legge il libro preferito, La Storia, di Elsa Morante…  ..”Uno scandalo che dura da diecimila anni“. Chissà, forse chi legge è un medico, o un futuro medico. Magari è intento a cambiare alcune cose. Cerco di rileggerne alcuni pass, i sottolineati…….”L’anno scolastico era alla fine, pero’ ai maestri restavano varie incombenze  da svolgere anche dopo la chiusura delle classi”….quasi una combinazione, quel passo relativo alla chiusura delle scuole, col “collegato lavoro; un amore a scadenza; ” l’anno scolastico volge al termine”, con la sua appendice di maturità, in sintesi, fine contratto lavoro per tantissimi…….. Come volevasi dimostrare:  anche le persone sono “palle al piede: l’importante è non sforare i vincoli imposti”. Ma da chi? L’Europa è nel pallone. Italia compresa. Provo a  rileggere, del libro, alcuni passi…”In conclusione, malgrado le solite manieracce bisbetiche della dottoressa, Ida uscì dalla visita col cuore aperto alla speranza”….a matita c’era scritto “hai nascosto queste cose ai dotti e ai savi e le hai rivelate ai piccoli……..perché così a te piacque.”(Luca)….La speranza…

Mi risiedo, dopo aver rialzato il finestrino. La lettura del libro continua….alla ricerca dell’ “Ombra”, (non solo come riparo dal sole, ma anche secondo Jung) in maniera da leggerlo piu velocemente e tra ombra e ( “croce”), come esperienza individuale, contrapposta al tu devi…Speriamo riesca a cambiare molte cose …”Ognuno deve portare la propria croce, il proprio problema individuale, la propria difficoltà e sofferenza individuale. Un problema è reale solo in quanto è a te che si presenta, solo in quanto sei tu che ti fai carico della tua vita”.

2 pensieri riguardo “Il terremoto, un mese dopo”

  1. Modena…sono più di 4 anni che non transito più da quella via. In quattro anni sono cambiati tanti modi di pensare e son cambiato pure io. La distanza dalla città di Modena è davvero breve…le piazze e le persone che ho conosciuto le ricordo tutte. Oggi chissà se quei ragazzi ci sono ancora. Nel mio cuore ci sono rimasti e io nel loro, chissà? La notte sta scendendo…o come direi io è già scesa. Il mio orologio segna l’una e un quarto. La mia notte è ancora lunga, visto che la mia terra trema…trema sempre. Se non la sentissi tremare vuol dire che sarei fermo ad aspettare qualcuno e invece sto camminando per andare lontano. Spero vivamente che le porte di qualche studio (in cui ho già lavorato) presto mi dicano…Ritorni per lavorare finalmente con noi?
    Per uno che ha imparato tutto da autodidatta sarebbe una grande vincita. In parte lo già realizzata perché sto lavorando per conto mio.

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  2. Il mio pensiero, in queste giornate di calore, così forte, non puo’ che essere rivolto a quelle popolazioni, sistemate in tende, dove piu’ forte e intensa è la percezione del calore.
    Per quanto riguarda gli altri, non possiamo sapere se i nostri incontri hanno prodotto e producono ricordi ad altronza, l’unica cosa di cui siamo certe è che la nostra personalità è una sommatoria delle persone incontrate e conosciute. E la fortuna sta nell’essersi incontrati e conosciuti. Pensa come sarebbe triste il contrario……..non essersi mai conosciuti.

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