Presentazione al salone del libro di Torino del volume Arruzza – Storia vera di un vero artista

Riporto di seguito la recensione, trovata nel web, di un libro che mi ha incuriosito. Infatti, mentre ero al salone del libro di Torino, passando vicino allo stand della regione Calabria, e attratto dalla alta presenza di pubblico che assisteva alla presentazione di un volume, mi sono soffermato ad assistere a parte di essa, e essere stimolato a comprare il libro. Libro gradevole, autentico, scorrevole, vero che insegna – con i valori autentici che il protagonista ha nel suo carattere impressi – attraverso le varie vicissitudini della vita, come il perseverare e l’inseguire i sogni a volte paga.
Così come è successo a Mike Arruzza, considerato oggi dalla critica il più grande pittore contemporaneo della Calabria, e forse oltre la calabria.

 

Calabria e vibonese, delle eccellenze, protagonisti al XXV Salone internazionale del libro, al Lingotto Fiere di Torino – spazio espositivo della Regione Calabria -, dove, sabato scorso (12 maggio 2012) è stato presentato il volume “Arruzza – Storia vera di un vero artista“, opera prima del giornalista Pietro Comito, pubblicato da “Città del Sole Edizioni”, tra i 23 editori calabresi presenti alla manifestazione. In uno stand regionale curato dal direttore di “Bottega editoriale” Fulvio Mazza e dal responsabile del Sistema bibliotecario regionale Gilberto Floriani, si è registrata la partecipazione dell’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, del patron di Città del Sole Edizioni Franco Arcidiaco, dell’autore Pietro Comito e di Mike Arruzza, affermato pittore dasaese, dall’inconfondibile tratto che richiama lo stile di Caravaggio e Mattia Preti, tra i più importanti contemporanei, protagonista del libro-biografia ispirato alla sua vita. Dopo l’introduzione di Gilberto Floriani, parola a Franco Arcidiaco, che ha definito il libro “un’opera che offre molti esempi della Calabria migliore, quella fatta di arte, cultura e valore che, a causa dei fatti di cronaca e sangue, viene spesso ignorata. E, tanto il maestro Arruzza, artista di livello nazionale ed internazionale, quanto l’autore, giornalista che seguo e stimo da anni per sua la professionalità, costituiscono 2 tra le espressioni più positive della nostra terra“. La pubblicazione è stata molto apprezzata dall’assessore Caligiuri che, raccontata la conoscenza casuale, anni fa, del maestro Arruzza, ne ha esaltato l’alto livello di “artista che rende onore a questa terra“, ringraziando “Pietro Comito, per aver voluto raccontare la stessa terra e “Città del Sole”, esempio virtuoso, in un contesto nel quale si sfornano troppi libri, molti dei quali, in verità, si potrebbero evitare“. All’autore il dettaglio dell’opera, identificata come “una biografia romanzata che, avendo sullo sfondo il dipanarsi di tutto il ‘900, narra la storia di un pittore di calibro, offrendo ai lettori un racconto autentico, fatto di sacrificio, riscatto, sogni inseguiti, infranti e realizzati, delineando la figura umana di un’importante personalità che anche il grande pubblico mi auguro impari a conoscere“. Scritto con tecnica scorrevole e fruibile a tutti, il Mike Arruzza a sin. Pietro Comito a destravolume racconta la vita dell’artista sin dalla nascita, in una modesta abitazione di Dasà, piccolo centro segnato dall’emigrazione che spettò anche al padre di Mike, eroe della Grande guerra, andato a cercar fortuna negli Usa. Infanzia vissuta in un contesto lontano dalla modernità, Mike studiò a Roma, prima di emigrare a Milano, dove si cimentò in vari campi: attore comparsa, aspirante cantautore, discografico, garzone in un’argenteria. Fino alla scoperta del suo straordinario talento di pittore ed al ritorno nella propria terra. Il tutto contenuto in una storia carica di emozioni e ricordi, che attraversa un secolo intero, i suoi pregi e le sue contraddizioni: le 2 guerre, l’ondata migratoria, i favolosi anni ’60, gli usi ed i costumi di una terra che, dopo tanto peregrinare, l’ha richiamato a sé. Commosso, anche per la presenza di alcuni compaesani residenti a Torino, Mike Arruzza a stento è riuscito “a descrivere la gioia per aver ricevuto quest’omaggio e per essere nella prestigiosa vetrina del Salone internazionale del libro. Questo momento mi lascia un’impronta profonda dentro, come quella che mi sforzo da anni di imprimere in ogni mia opera“. Insomma, “storia da leggere – la chiosa di Arcidiaco – che racconta un frammento della migliore Calabria“.

Valerio Colaci

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