In ricordo di Peppino Impastato

 A Torino, domattina, “pioveranno” libri. Da annusare, sfogliare, comprare, leggere. Per il venticinquesimo anno consecutivo. Con il “Salone del libro” e  il Salone Off, ovvero, il coinvolgimento delle circoscrizioni della nostra città da parte del salone.  E “crescono” anche bancarelle, nei pressi della centralissima Piazza Statuto. Un momento,  di sosta, durante il mio viaggio e noto come  l’ acqua della fontana, non limpidissima, per la verità….rassomigli sempre piu’ ad uno…. specchio. Bellissimo scenario, in cui si confonde tutto: archeologia, psicologia, medicina: tutte con un intento comune: scavare. Una sorta di “viaggio”. Interiore. Con grande sorpresa, ecco staccarsi da una roccia una bellissima tartaruga. Intenta a nuotare,  viaggiare. Anche lei.  Lentamente.  In quel momento ricordo quanto scritto ieri: “Anche un viaggio di mille miglia comincia con un solo passo”. Quindi, lentamente, senza fretta. Con dedizione, passione, pazienza. Verso se stessi, verso gli altri. Con la consapevolezza che si puo’ cambiare. Si puo’ credere. Proprio la vitalità di questa bellissima tartaruga “infrange” ogni tipo di  specchio….ah! la scena finale di Orson Welles: a centinaia, ognuno dei quali riflette un’immagine diversa.  Ci si vede poco piacenti o o poco capaci, o non all’altezza, ma sono immagini che non riflettono la realtà. La realtà è altra.  Non è la scena finale della signora di Shangai, con Rita H. circondata da centinai di specchi, ognuno dei quali riflette un’immagine diversa. Deformata. Da altri. Per debolezze, nostre. Per questo occorre un accento diverso. Nel prendere in mano la propria vita.

A Torino, intanto, continuano le prove orali per chi vuol provare l'”assalto alla scuola“, come dirigente scolastico.

In Italia, intanto, si ricordano, tutti, di  Aldo Moro, in pochi di Peppino Impastato. Nel trentaquattresimo anniversario della morte. Peppino, sequestrato e ucciso dalla mafia.  “Peppino, è vivo e lotta insieme a noi”.

Caro Simone, il ricordo di Peppino, del suo coraggio, amore e sensibilità devono farci riflettere che bisogna credere in una democrazia segnata dalla giustizia e dalla sovranità popolare. Oggi, nove maggio, piangiamo le loro morti, di Moro e di Peppino.

Impegnamoci, in politica, nell’amicizia o nell’amore. Crediamoci. Davvero.

3 pensieri riguardo “In ricordo di Peppino Impastato”

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