Un orizzonte da riprendersi

 Pioggia copiosa su Torino. Nuvole all’orizzonte. Orizzonti foschi. Clima incerto in una stagione caratterizzata da incertezza di prospettive. Incertezza, inafferrabilità di cio’ che si trova al fondo dell’esperienza quotidiana. Un “non so che”, nella società in cui ci muoviamo, siamo immersi, viviamo “come tanti granelli all’interno di una clessidra. (il dossier Eurisko definisce la società italiana una clessidra sbilanciata verso il basso). Sbilanciata verso il basso dove “stagnano” tantissimi granellini con minori dotazioni economiche e socioculturali. Che “clima.” Freddo, pioggia, tempesta. “Climi di consumo“, che ci consumano. Questa la radiografia esposta dal dossier , oltre a “campionare” gli atteggiamenti degli italiani verso il governo Monti. I tantissimi “granellini” con minore dotazione economica li si trova ormai nei centri di volontariato e distribuzione “pacchi” per i piu’ bisognosi. Luoghi di distrubuzione  pieni. Tutta la settimana. Giovedì, domenica, sera…ci si negano molte cose, dalla pizza al libro. Per fortuna esiste il volontariato. Ma non quello che “guida il governo”. La diffusione della povertà è visibile ovunque. Anche nei punti prestito-libri. Proprio nelle biblioteche è percebile un’inversione di tendenza:  la gente non compra piu libri e i prestiti tra e da una biblioteca e l’altra funzionano maggiormente. Segno che anche il costo del biglietto del tram, pari ad un euro e cinquanta,  incide nel bilancio dei lettori. Si preferisce aspettare, qualche giorno il libro, poterselo trovare nella biblioteca piu’ vicino casa e conservare così quell’euro e cinquanta, magari per l’acquisto del pane.   Anche studiare diventa un lusso. Difatti numerosi studenti universitari e no si rivolgono ai famosi lavoretti, come baby sitter, dog sitter, commessi. Tantissime, pare circa 5 mila, le domande per un posto part-time, (solo la domenica), arrivate ad  un noto supermarket che aveva messo in palio  un centinaio di posti come commessi. Cosa non causano le liberalizzazioni. Dove è andato a finire il giorno “da santificare”alla festa? e la coesione familiare? Eppure, “siamo alla canna del gas”… Studenti assunti “solo la domenica”, per un guadagno di trecento o quattrocento euro. Studenti. Per mantenersi gli studi. O la camera, il cui costo in molte città italiane rasenta quella cifra. Quando lo studio doveva essere un diritto per tutti. E invece, rimane per alcuni che “vogliono tutto”, anche privi di merito. entre altri, “fortunati” che riescono a completare gli studi in università private. Magari all’estero. Studi intervallati  da una gita e l’altra, sul Lago di Garda. Per le troppe fatiche. Per la moltitudine, lavoretti, per i costi inaccessibili. Stagisti, partite iva, precari. Il qui e ora, ci ricordava un quotidiano, è il nostro orizzonte.  Ma noi lo vogliamo, lo reclamiamo un orizzonte. E un orizzonte pare esserci, (almeno in un settore, quello ferroviario) dopo le lotte in corso da alcuni mesi, in alcune città italian,e per il ripristino treni notte. Pare, ad esempio, che la tratta Torino-Lecce verrà ripristinata. Chi aveva effettuato quella scellerata scelta ora si ricrede. La “richiesta” esiste. Quei treni non dovevano e non devono essere tagliati. Appena Italo entra in campo, ci si accorge che……….gli sghei non ci sono.  Ma il ripristino di quella, quelle tratte non dovrà essere solo per il periodo estivo. La protesta deve continuare…non puo’ essere un ripristino incompiuto..

“Un lampo…poi la notte!-O fuggitiva beltà/per il cui sguardo all’improvviso sono rinato, /non potro’ vederti che nell’eternità?/ In un altro luogo, ben lontano di qui, e troppo tardi, mai forse!/ Perché ignoro dove fuggi, e tu non sai dove io vado”. (Baudelaire, in I fiori del male).

2 pensieri su “Un orizzonte da riprendersi”

  1. Bellissima poesia di Baudelaire. Come vedi, ben si addice alla situazione che hai descritto, segno che quel “mal di vivere” non si è ancora risolto nonostante la storia sia andata “avanti”. Lo stesso malessere ci impedisce di trovare goia e bellezza entro il nostro orizzonte, spingendoci a cercare forme di evasione da un realtà svuotata di senso e significato. Forse prima di discutere su qualsivoglia riforma economica dovremmo ripartire dal concetto di dignità umana, perchè non c’è sviluppo senza una filosofia dello sviluppo che dia valore alla vita e un senso di appartenenza alla collettività, un senso della storia che ci faccia apprendere dal passato e progettare per il futuro, non solo il nostro futuro. Allargare gli orizzonti insomma, per non essere sempre costretti a rinunciare a quella “fuggitiva beltà” che sono i nostri sogni.

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  2. La citazione di Baudlaire è la cosa su cui mi sono soffermato di più. All’alba di un nuovo giorno e di una nuova settimana conciliano perfettamente i nostri desideri. Speriamo fioriscano i nostri desideri…

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