Pasqua e Pasquetta, con tanta cura

 Le sorprese dell’uovo di Pasqua sono state nell’ordine: clima infausto, maglioni, cappotti. Ma anche una copertina rossa, utile nelle giornate uggiose come quella odierna e un “coccoloso orsacchiotto arancione“. Tornando ai giorni di vacanza appena trascori, la cronaca fotografa turisti intenti a” villeggiare” a ridosso del mare. Turisti che han potuto facilmente “cogliere l’attimo” e cristallizzarlo, nel tempo,” gitanti” in grado di   esibirsi in numerosi clic da cartolina; “clic” stupefacenti, magari da “condividere su facebook” per poter dire ai sempre connessi, ” io sono stato qui”.  Che mare! Tante e alte erano le onde, stile Oceano. Un paesaggio particolare, che entusiasma, che induce all’ascolto e al “deserto”, almeno per qualche istante. Possibilmente silenzio non imposto,  ma sentito. Un’apertura all’attenzione.  Pensiero che ci proietta a riflettere su  Simone Weil  la quale credeva che la capacità di prestare attenzione fosse cruciale per ogni interazione autenticamente umana.  Un panorama, quello della fotografia,  da far “sospendere il pensiero”…e poi riempirlo, di cura, cure, attenzione. Con una canzone di Battiato in lontananza. Di sottofondo. “La cura.” Alcuni, mi dicono, sono riusciti ad osservare,  una tromba d’aria, in mare, e  che, continua chi ha visto,  ” la temperatura, nel giro di due giorni è scesa di dodici gradi”.   Quindi, complice il tempo,  le due tavole di queste festività,  Pasqua e Pasquetta che risultano  premiate sono state nell’ordine, la tavola  dei ristoranti e quella da surf. Uno spettacolo unico. In alcune zone dell’entroterra del centro Nord si è addirittura riaffacciata la neve. Come non ne fosse caduta già a sufficienza. Per i turisti che hanno scelto il treno come mezzo di spostamento, bhe,  forse si potevano migliorare e rendere piu’ efficienti i sempre piu “sonnacchiosi e ciondolsi treni“, soprattutto nella dorsale adriatica, quella che da Bologna giunge fino a Lecce. Ma, ormai, pare che i tagli abbiano preso il sopravvento. A discapito di “pendolaria”. Treni regionali ridotti e poco funzionanti come il treno regionale 2018 Milano Centrale-Torino Porta Nuova di oggi, martedi, arrivo previsto intorno alle 17.00 e arrivato con 50 minuti di ritardo, causa porte mal funzionanti. Encomiabile il lavoro svolto dal personale trenitalia che cerca come puo’ di arginare i numerosi problemi e condurre comunque a destinazione i numerosi viaggiatori.  Questo si, da dire e ridire e premiare.  Ma il materiale, signori miei! Altra annotazione. Vero’ è che nel centro di Bologna “non si perde neanche un bambino”, ma facile è perdersi nei sottopassi della stazione. Ulteriore annotazione. Possibile che si debba pagare un euro per accedere, mediante appositi tornelli stile metropolitana, ai serivizi? Un euro?!!! Inoltre, non mi pare esistano fontanelle di acqua pubblica lungo i binari della stazione centrale di Milano. Come mai? Un saluto ancora a chi lotta al binario 21 della stazione centrale di Milano. Un saluto al presidio con tende dei ferrovieri alla stazione di Torino Porta Nuova. Ci affacciamo fuori dalla stazione e la pioggia è lì ad accoglierci. Insieme ad un gelo pungente.

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