“Uno scoiattolo” a Torino

 …”Si strinse nel mantello di lana. Aveva le mani ghiacciate, il freddo trasudava dalle spessa mura della torre…”

Così era cominciata la domenica, immerso nella lettura di un bellissimo libro “568 D.C.. I Longobardi, La Grande Marcia” (Sabina Colloredo, Fanucci Editore), quando, ad un certo punto, stimolato dai castelli in quello narrati, decido di recarmi presso un altro castello, qullo del Valentino, di Torino. Una camminata tra le bellissime vie di Torino,  incontrando così i bellissimi cortili de La Cavallerizza,  piazze storiche quali, Piazza Vittorio, i Murazzi, il Valentino (luogo stupendo per gli innamorati), dove il battello, navigava tranquillamente, ma privo del “tutto esaurto”. In lontananza, una musica spande nell’aria note di Luca Carboni, “Ma l’amore che cos’è”….e già, “bravo chi lo sa capire”……mentre il grande fiume, con le sue onde artificiali provocate da “Valentina” (presumibilmente, o, al piu’, Valentino) propaga ulteriormente cosa fa l’amore, “una onda che viene e va e invade anche l’anima, che fa nascere o morire …

Un bus,  nei pressi di Piazza Vittorio, sponsorizzava baci perugina, in occasione del San Valentino.  Ottimi cioccolatini con pensierini incorporati.  Nell’involucro del cioccolatino, il classico bigliettino mi diceva: “Una sorpresa è esattamente quello che vuoi, proprio quando non te lo aspetti”. Anonimo. Già, quando non te lo aspetti. Tra piazza Vittorio e la Gran Madre, un ponte, un fiume, il fiume, tanto, tantissimo freddo e ghiaccio. I gradini della Gran Madre sono bainchi: neve, gelo e sale. Le bandiere del 150 Unità d’Italia, ormai consunte e sporhe sventolano, nonostante il gelo irrigidisca tutto e tutti. Lungo i Murazzi, alcuni sono impegnati nella corsa domenicale. Armati di molto coraggio.  Lungo il percorso, un po’ di tutto, compreso un igloo, (rifugio con blocchi di neve dei giorni scorsi) con bimbi festosi pronti in posa fotografica posizionati, in ogni dove  da mamme festanti. Una lapide ricorda Mario Soldati. Coppie che anticipano San Valentino. Insomma, un percorso, questo, che ricorda quello del 17 marzo, quando Torino era invasa per l’apertura delle cerimonie relative al 150.  E così, girando e rigirando la “catina” baci perugina, ripenso alle soprese, dolci, e, tra queste,  nei pressi della panchina,  (quella di Sonja, quella nostra, di una moltitudine), un grazioso scoiattolo “sgaiattolava” tra le vie, tra i residui di neve torinese, alla ricerca di cibo. E così, se nel centro Italia sono i cinghiali a farsi vedere e bloccare le strade, a Torino, sono graziosi scoiattoli che..destano sorprese….”Lo scoiattolo scivolo’ dal tronco della quercia e si ferrmo’ accanto alle radici, muovendo la testolin a destra e a sinistra per guardarsi intorno. Ma in quelle prime luci dell’alba il bosco era immerso nel silenzio e l’animale scosse soddisfatto le gocce di rugiada dalla grande coda fulva. Doveva mettersi al lavoro: sotto di lui c’era un tappeto di nocciole che si perdeva fino allo stagno. Bastava sollevare col muso le foglioline verdi dei mirtilli o le prime, tenere felci, per trovare qualche deliziosa sorpresa” (Sabina Colloredo,  I Longobardi. La Grande Marcia). Già, anche se lo scoiattolo è di quelli tipo “grigio”, non possiamo non salutarlo con le parole di Ignatia (personaggio del libro): “Ciao! Bellacoda bellissima”.

3 pensieri su ““Uno scoiattolo” a Torino”

  1. Troppo dolce lo scoiattolo!!!! Qui a Pesaro è uscito il sole, ma la neve non si scioglie per le temperature ancora basse..ieri mattina sono andata a piedi all’ambulatorio della mia dottoressa e devo dire che, nonostante la neve non mi sia molto simpatica, qualcosa di positivo c’è. Era pieno di gente in paese (vivo in provincia di Pesaro), tutti a piedi, non una macchina. Alcuni spalavano per liberare le macchine sommerse, i bambini giocavano (anche il figlio di mio cugino si divertiva)..insomma sembrava di essere tornati indietro nel tempo, quando, stando ai racconti dei nonni, tutti uscivano a piedi e la vita era più semplice..meno frenetica. E c’erano diversi vecchi amici miei che spalavano volontariamente alcune vie. Animali non ne ho visti, purtroppo…bè, se è per i cinghiali faccio volentieri a meno 🙂 Un saluto a Torino da parte mia!!!

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  2. Che bello questo articolo, legato a quel giorno….bella domenica, mi pare….solo pochi giorni ancora di gelo e poi si sarebbe definitivamente rotto il ghiaccio lasciando il posto alla primavera…21 marzo, il mare…ricordo ancora lo studio, la biblioteca e tutto il resto che doveva arrivare e non veniva…ricordo come immaginavo il tutto…

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  3. Quanta dolcezza racchiusa in una fotografia riprodotta sull’inserto, ripiegata per farla “viaggiare” e portarla in dono al pari della mirra. Una pagina di un giornale con la foto di uno scoiattolo per Torino. Una carta, al suo interno una caramella di una dolcezza indescrivibile, a lunga conservazione, lunga mesi e piu’…prima del distacco, prima dei distacchi, prima di quelli che sono disagi…domani e’ primavera e non si va a scuola. Ed e’anche sabato. Domani e’ una canzone.

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