Un nuovo farewell alle porte

Pochissime ore e si consumerà anche l’ultima “strisciata” di badge. Un rito che si ripete. Ogni anno. “Gli addi non vanno mai pronunciati. Solo attesi e poi ricordati. Il momento in sé è nulla” (D. Leavitt). E mai come quest’anno la voglia di cambiare è tanta, anche se, cioè che è stato fatto, e bene, resta.  Ma siamo “l’Italia peggiore”, secondo qualcuno e quindi… Pazienza. Il vento sta cambiando. L’aria comincia ad essere diversa. L’esito referendario lo ha confermato. Così come dai discorsi con la gente, che non ne puo’ piu. Di chi afferma quello e degli altri bla, bla, bla.

Gli ultimi giorni di pendolarismo,  ho voluto sperimentare la nuova novità su alcune corse di bus gtt nel torinese, che hanno visto il  ritorno del controllore a bordo unito all’eventuale pagamento del biglietto maggiorato a bordo per chi ne fosse sprovvisto. Un paio di volte il controllo del possesso del biglietto era affidato all’autista, e mi domando se fosse necessario caricare ulteriormente di lavoro l’autista. Erano state prese intese con i sindacati? E’ stata prevista una maggiorazione di compenso per questa mansione aggiuntiva?   Mi ricorda alcuni lavoratori della scuola, che taglia e taglia, hanno visto aumentare le proprie mansioni, con lo stipendio inchiodato ai  tempi che furono. Mansioni maggiorate, zero formazione. La scuola è cambiata e quindi anche le mansioni. Solo la retribuzione è rimasta invariata.  Come quei due milioni di nè-nè, non inseriti in un percorso formativo e senza lavoro.

E’ stato un anno davvero intenso, faticoso a tratti, ma con la speranza di essere andati alla radice delle cose, affondando lo sguardo in profondità, nei meccanismi costitutivi dei processi materiali, compiendo un disvelamento dei fatti sociali occultati dalle idee ricevute, dal conformismo. Bisogno di sinistra,  radicale, cioè andare proprio a quella radice. Già, questo bisogna avere il coraggio e la forza di fare. Ancora questa mattina, notavo in una discussione quanto in questa epoca siano così fondamentali per molti, per fortuna non per tutti, la visibilità, la notorietà, il divismo e la spettacolarizzazione. Non conta piu infatti quel che si dice ma quanto e dove si parla e si appare. I rapporti di lavoro e le condizioni di lavoro invece devono essere accettati e subiti al ribasso, “perchè così è”. E non dovrebbe e non deve. Ma già quest’inverno abbiamo ricevuto un assaggio di una riedizione  di un motto pubblicitario in voga in passato: “o così o …”Non si deve continuamente “andare al ribasso”e accettarlo,  ma avere il coraggio di tornare “alla radice”. E mentre molti parlano di riforma costituzionale, di trasferimenti di ministeri al Nord, io penso che la nostra sia la Costituzione piu’ bella al mondo, che andrebbe solo attuata e amata. E attuarla in tutto, a partire dal lavoro. Con una retribuzione digintosa. I precari, un esercito di due milioni: perchè non rendere effettivo il diritto al lavoro? Possiamo avere una forza incredibile: basta andare alla radice.

Poche ore dalle ultime due “strisciate”, e poi, un nuovo farewell mi attende.

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