La rabbia dei precari e la “maturità” di indignarsi.

Tutto come prima. Laggiu’, in lontananza, il prato di Pontida, un po’ piu’ ristretto, per la verità, non ha sancito nulla di particolare. Intenzioni e realtà, sempre in contrasto. Ministeri che devono rimane dove sono, così come sancisce la Carta costituzionale.

A proposito di carta costituzionale. Sarebbe utile che alcuni governanti facessero una bella ripassata fra ordine del giorno ed emendamenti. Ricordando loro che i primi non entrano a far parte della Gazzetta Ufficiale e possono contenere tutto e il contrario di tutto. Solo i secondi, apportano modifiche a norme e rientrano nella Gazzetta Ufficiale.

Questione di “maturità”. Forse non sono abbastanza grandi e meritano un’ulteriore bocciatura. Bocciatura, “sinonimo” di sberla politica.

In “tema” di maturità, l’elaborato è scivolato via, con la speranza che i maturandi, sappiano interpretare l’utilizzo della chiocciolina abbinandola ad un andamento slow, capace di cogliere problemi sapendone dare anche soluzioni. Soluzioni solidali, capaci di include e non escludere, capaci di eliminare la forbice che vede i ricchi sempre piu’ ricchi e i poveri sempre piu’ poveri. Acoltare. In maniera empatica. Soluzioni non precarie, ma definitivie. A proposito di precari. Mentre tantissimi, circa 400 mila, e di questi, 200 mila, del settore scuola, si accingono a lasciare il badge e le chiavi di qualche cassetto, “altre chiavi” vengono fornite per i Presidenti di commissione all’esame di maturità.

E vengo, dalla protesta alla proposta. In questo periodo si è parlato spesso di riforma del fisco, magari ritoccando la fascia Irpef, che, guarda caso, servirebbe davvero a poco, in senso positivo, come nelle intenzioni, per chi lavora temporaneamente, aumentando viceversa le aliquote iva, queste, invece si, che farebbero del male, a tutti. Precari compresi. Un differenziale, fra le due voci davvero risibile. Perchè, un conto è lavorare alcuni mesi, e toccare l’asticella Irpef servirebbe davvero poco. Altro conto è toccare l’aliquota quando si spende. Sempre. Tutti.

Ora, in tema di precariato, vorrei sottolineare due temi. Oltre che essere stati etichettati come “la peggior Italia”, e subire, a volte, “le carezze”, di qualche manganello, ecco le mie riflessioni. La prima. E’ proprio necessario che vengano affidate nomine a Presidi, anzi, dirigenti scolastici, al fine di ricoprire l’incarico di Presidente di commissione sede di maturità? Per una questione di equità, fra chi già percepisce uno stipendio piuttosto corposo, “perchè ha delle responsabilità” anche penali nella scuola dove dovrebbe esseere, e chi invece percepisce uno stipendio da 1300 euro (esclusi gli ata che stanno sotto i mille!!!) non si potrebbe, e qui, pongo la proposta, porre un tetto, oltre il quale è preclusa loro tale possibilità, ovvero quella di espletare la funzione di Presidente di commissione? E’ possibile prendere come criterio di riferimento quello riguardante l’assegnazione di case popolari? Dal momento che stiamo parlando di risorse pubbliche, mia pare sia utile come proposta. Non voglio polemizzare, ma davanti al fatto che, se io partecipo a tutti gli scioperi, e il mio stipendio si riduce nettamente, e se, nella scuola, si ottengono benefici, perchè tali benefici dovrebbero andare anche a coloro che corrono, rincorrono e concorrono anche a quelle nomine? Io vorrei porre un tetto. Una sorta di incompatibilità. A mio modo di vedere, il sindacato dovrebbe anche risolvere il problema dell’iscrizione dei dirigenti scolastici. Perchè dovrebbero avere in tasca la mia stessa tessera, dal momento che io, contribuisco a dare forza al sindacato aderendo agli scioperi, mentre, loro, contribuiscono ad incrementare, nel caso di assegnazione di nomine quale Presidente di commissione, il loro conto corrente. L’ascensore sociale  è possibile vederlo solo all’inerno di una nota pubblicità, guarda caso, di una banca?

Seconda questione, legata alla prima. Perchè, per diventare Presidente di commissione, che dovrebbe adoperarsi anche alla correzione degli elaborati, è sufficiente un semplice “diplomino” piccolo piccolo, e per potere insegnare invece è richiesta, almeno, almeno, una laurea, titolo non piu’ sufficiente?

Io ne possiedo una (piu’ appendici varie): perchè a me deve essere precluso e ad altri no?

Ora capite perchè 50 mila laureati, ogni anno, fuggono dall’Italia? Io non vorrei fuggire, ma vorrei proporre. La scelta è tra exit e voice. In questo momento, esercito la voice.

Protesto, propongo.

Sono convinto che la scuola dovrebbe dare il buon esempio: piu’ inclusione, favorendo i lavoratori precari e meno egoismo da parte di chi ha già molto.

Non sarebbe il caso? Sono indignato. Indignato, si, perchè mentre si sciupano denari pubblici per far volare un f 14 a 13 mila dollari l’ora, e tenendo conto che  un F 14 vola in coppia, e che il volo di entrambi dura un’ora e mezza ciascuno, sciupando così migliaia di soldi, l’indignazione è davvero ai massimi livelli. Non ci si vuole proprio accorgere di altri problemi che continuano a fare “scuola”? Indignamoci.

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