“Dimissioni, dimissioni”

Si è conclusa poche ore fa, a Torino, come in tantssime altre città d’Italia, la manifestazione “Se non ora quando”, in difesa della dignità femminile, contro “il drago style”. Alle 14.30 piaza San Carlo era gremita. Anni che non la si vedeva così. Una giornata che pareva essere il primo maggio. Centomila persone? Puo’ essere. Lo è, sicuramente.  Forse piu’. Piazza San Carlo, via Roma, Piazza Castello, via Po, la Rai…quasi un percorso al contrario del corteo del primo maggio.

Non una manifestazione di genere, sia chiaro e non è un anticipo di un 8 marzo. Una manifestaione che ha coinvolto moltissimi uomini. “Fiero di mia moglie” era uno dei tanti cartelli che venivano esibiti durante il percorso.

“Se non ora quando” ( e non è una profonazione del libro di Primo Levi) ha portato in giro per le piazze italiane circa un milione di partecipanti: 100.000  a Torino, 100.000 a MIlano, 100.000 a Napoli, 500.000 a Roma, 20.000 a Bologna, 20.000 a Palermo….un fiume, di donne che ci dicono “che niente sarà piu’ come prima”. Un minuto di silenzio, e poi un urlo liberatorio. Per tutte, per tutti. Un urlo che si collega anche a Times Square: “Resignation”, dimissioni.

A chi le ha definite “radical-chic”, Francesca Izzo docente di Storia delle Dottrine Politiche all’ Università di Napoli e “stratega di questa piazza” risponde: “Definire così noi che siamo scese in piazza è il segno di un distacco abissale che ormai c’è tra questo governo rispetto al Paese”.

Una marea di gente che mi ha ricordato una delle tante manifestazioni a cui ho partecipato, e, fra quelle, Roma 2003, quasi una data coincidente: 15 febbraio 2003. La ricordo ancora. Chi parlo’ di tre milioni, chi piu’…sicuramente, tanti, tantissimi, a chiedere pace. Pace.

Molti i visi conosciuti, tantissimi. Marco Revelli fra i tanti, che è parte integrante di questa città, voce ascoltata, voce che si leva a difesa degli ultimi, della Costituzione, della legalità…. Poi Fassino, Damiano…tantissimi docenti universitari…

Una piazza contrassegnata dalla presenza di numerosi ombrelli, utili per ripararsi dal fango, e tantissimi gomitoli per “tessere una rete per tutte le donne”. Una manifestazione bellissima, partecipata. Tantissimi cori, tante voci fuse in un’unica richiesta: “Dimissioni, dimissioni”. Erano le 16.15 e la fine del corteo era ancora in via Roma. Il messaggio è partito. Speriamo venga recepito. Presto.

Auguriamoci che ne fioriscano tante, tantissime altre manifestazioni come questa. Con tanta, tantissima partecipazione. Vivace, colorata.

Presidente, si faccia da parte.

Un ricordo alle 64 vittime anni fa, del cinema Statuto, a Torino. Era il tredici febbraio 1983.