Elvira Tonelli e Veronica Tomassini

Come “Ogni promessa” che si mantenga e di Bajani scrittura, ecco un un mio piccolo contributo su due libri appena letti. “In fondo si puo’ sempre essere felici”, di Elvira Tonelli, Statale 11 Editrice (in vendita presso Belgravia Librerie di Torino) e “Sangue di cane” di Veronica Tomassini, Laurana Editore.

Nella lettura del libro di Elvira Tonelli, “In fondo si puo’ sempre essere felici”  ho riscontrato, piacevolmente, il trionfo dei valori. Nella società odierna, “decomposta”, frammentata, spesso, quei valori, (nel testo presenti invece presenti), soccombono.  I protagonisti, o meglio, la protagonista, sono, è, così distanti da quelli  che una società globalizzata ci propone e forse ci impone. I due personaggi feminili “volano” alto, idealisti e concreti. La protagonista principale, Rebecca è davvero una figura femminile d’altri tempi: fedele, leale, sognatrice. Fabio, il fidanzato di Rebecca, invece, ci gioca, con i sentimenti, con i valori. E’ il maschio di sempre. Di un tempo e di oggi, capace di parlare, molto, nei primi approcci con Rebecca, incapace di ascoltare, sempre, nei successivi incontri.  Ruoli che si invertono con il “passare delle pagine”: chi pareva sicuro di sè inizialmente,  non lo sarà piu’ nel corso della storia,  e forse perchè inghiottito dal suo presente, dal suo egoismo, dalle occasioni che “l’apparire” concede. L’essere è tutta un’altra cosa. E l’essere coincide con Rebecca. Tutto corre, velocemente, e per Fabio, anche i sentimenti di dilatano. Chi era privo di sicurezza la maturerà, grazie ad altri valori, come l’amicizia. Gli amici, quelli veri, sempre pronti ad esserci e presenti nel consegnare consigli ed esempi di vita. Il libo di Elvira è uno spaccato di due società: quella di ieri e quella di oggi. In quella di oggi si puo’ agevolemente inserire la  “fotografia  del lavoro”. Precario.  Bene Rebecca, cher rappresenta “il tempo indeterminato”, un po’ meno Fabio, così precario anche nei sentimenti. Molto bene anche la figura della donna “mangiatrice di uomini”, pur di fare carriera in ambito lavorativo. Così  da sembrare sempre in procinto di un “rinnovo di contratto”. In quest’ultimo caso, l’esperienza attiverà domande sul proprio passato, generdando, fortunatamente, nella mangiatrice di uomini, una forte presa di coscienza. La richiesta di perdono a coloro che ha generato dolore è una delle pagine piu’ belle. Il riscatto. Anche in questo caso, quanto era schiacciato sul presente, presto svanirà per lasciare posto ad una prospettiva nuova.  Quasi incredibile ai giorni nostri. Un lieto fine per una bella storia che al fondo e in fondo  ti rende comunque  felice.

La lettura di “In fondo si puo’ sempre essere felici” si salda con un’altra lettura, quella di Veronica Tomassini, “Sangue di cane” (Laurana Editore).

Il filo che  mette in connessione i due libri, a mio modo di vedere è la centralità della figura femminile. Donne le autrici, donne i personaggi femminili.  Entrambe danno voce a quante donne vorrebbero ma non possono, per mille motivi, narrare condizioni simili. Idealiste ma pragmatiche. Narrano le difficoltà ma cercano con forza spiragli di luce, prospettive, futuro. Entrambe non restano schiacciate dal peso degli eventi, tristi, pesanti, difficili da gestire e da risolvere. Volano alto e nutrono con tenacia i propri valori. Hanno una forza dirompente, resistono alle occasioni, prendendosi cura, non di sè, ma dell’altro. Schiacciati dal presente, mai. Veronica rappresenta la protagonista con una forza incredibile. Si mette in discussione, si gioca continuamente tutto. Concede e si concede, senza se e senza ma, all’amore. Un amore coniugato al futuro. “Il passato è passato”. Lascia, per amore, le comodità che una le avrebbe concesso. “Macchina nuova ma pagata a rate”. Lavoro a termine. Licenziata, scaduta, Eppure  una grande fede, una grande fiducia la trascina a credere in un futuro diverso, migliore, normale, ordinario. L’io è spesso orientato al Noi, quello che spesso manca, nella società odierna. Valori presenti, come l’amicizia: il dottore nel libro di Elvira,  una “creaturina”, con le sue parole ed il suo esempio, nel libro di Veronica.

Un noi “rassicurante”, “romantico”, “rimettersi insieme ogni volta”, per dare nutrimento ad un futuro senza per forza “resettare il presente”. Un “noi come auspicio”. Noi. così accarezzato nella presentazione dell’ ultimo libro, oggi, a Torino, di Andrea Bajani, “Ogni promessa”.

Ad Elvira e Veronica i miei migliori auguri. A me, buona lettura di “Ogni promessa”.

5 pensieri su “Elvira Tonelli e Veronica Tomassini”

  1. Ciao Romano
    Dopo aver letto ciò che hai scritto, viene voglia di correre a comprare entrambi i libri… Purtroppo è vero, nella società di oggi molti valori sono andati persi…
    Ma adesso cambio discorso, scrivi che sia le autrici come anche le protagoniste dei libri sono donne. Io so che tu scrivi benissimo, descrivi le cose in un modo tale che sembra di viverle di persona… Hai mai pensato di scrivere un libro? Sei una persona sensibile e molto attenta, grande lottatore… Personalmente penso che tu abbia tutte le qualità per poterlo fare… Pensaci…
    Buona giornata e un abbraccio
    Saby

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  2. Grazie Romano per questa bellissima “rilettura” del mio libro.
    Mi ha fatto un immenso piacere leggere il tuo commento e sapere che lo hai apprezzato.
    E, soprattutto che, forse anche grazie al tuo animo sensibile, sei riuscito ad emozionarti.
    E sapere di essere riuscita a trasmetterti delle emozioni…beh per me, alla mia prima (e spero non ultima) esperienza da scrittrice, è davvero una grandissima soddisfazione!
    Quindi mille volte grazie a te e a chi, come te, mi darà fiducia!

    Elvira

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  3. Conosco Veronica Tomassini, perchè siciliana, oltre ad essere giornalista e un’eccellente autrice. Qualche anno fa mi è capitato fra le mani il suo romanzo d’esordio, “Outsider”, e devo dire che mi è piaciuto parecchio. La sua scrittura mi affascina. Sono curioso di leggere “Sangue di cane”. Per quanto riguarda Elvira Tonelli, ho apprezzato la presentazione del suo libro, ” In fondo si può sempre essere felici”, fatta da Romano, e anche in questo caso mi evince l’obbligo di immergermi nella lettura. Complimenti a entrambi.

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  4. Cara Elvira, come “Ogni promessa” ecco mantenere la mia sul tuo libro. Innanzitutto, non riesco a librarmi e considerare il libro facendo finta di non conoscerti. Ci provo, mi sforzo. In ogni caso, sappi che l’amore e la passione per la lettura certamente non attribuiscono la patente per poter giudicare le opere altrui. Il tuo libro racchiude un enorme sacrificio, tempo “rubato” agli amici, alle feste e soprattutto la fatidica domanda: lo pubblicheranno o non lo pubblicheranno? Ora eccolo, e fa piacere vederlo sugli scaffali della libreria, accarezzare il tuo come gli altri. La libreria dove è venduto mi piace, è bella, la gente è sempre pronta a consigliare. E anche questo è un punto a tuo favore. Mi chiedevi cosa ne penso. Innanzitutto il riferimento è “la felicità”. Oggi dove la troviamo, la felicità, veniva chiesto alcuni giorni fa ad una nota scrittrice, quale Silvia Avallone (“Acciaio). Passato, presente o futuro? Nel passato, no di sicuro. Rebecca, la protagonista del tuo libro, è fiduciosa, nel futuro, e se qualche screzio è avvenuto nel passato è pronta a rilanciare. Rebecca sa quello che vuole, anche se ha bisogno di una spalla, di qualcuno in cui credere. Possiede dei valori, solidi, certi e anche quando vengono messi in discussione, traditi dal suo fidanzato, esita, si, ma non li cancella con un colpo di spugna. Si confronta, con gli amici, quelli veri, sempre presenti. E’ un libro in cui trionfa l’amore e ve ne era tanto bisogno, di un libro così, in cui tutto viene consumato, velocemente. La felicità per Rebecca è tutto quello che non è per il suo fidanzato. Un libro che consiglierei ai ragazzi, oggi. Un libro che toglie l’ansia, che da prospettive. Un libro che mi è piaciuto, pero’….pero’ non lo sento mio, come invece ho sentito quello di Lia Tirabeni. Nel libro di Lia si combatte, si lotta, per la fatica di trovare un lavoro, come capita a tutti noi; la paura del tradimento, letti fatti, disfatti, il mondo reale come quello virtuale (un paio di capitoli al blog, come questo), la m alattia, la fatica di uscirne, gli amici che si incontrano nella sofferenza, quanti ci rimangono e quanti prendono altre strade, il coraggio di tornare, ritornare e andare…Un libro in cui si racchiude molto di noi. Ha avuto coraggio, Lia.
    Il suo libro è uno specchio.
    In ogni caso entrambi mi hanno arricchito, molto.
    Il tuo, Elvira, mi ha fatto “volare” quello di Lia mi ha fatto riflettere. Ma entrambi hanno conferito completezza.
    Quello vi Veronica Tomassini, poi, dato che il post è riferito a Elvira e Veronica, mi ha portato a rileggere alcuni passi dei Demoni e Delitto e Castigo.
    ciao Elvira, da parte mia consiglio a chiunque incontro di comprare tutti e tre i libri.
    Elvira, Veronica e Lia meritate davvero molto.
    Ciao a tutte e tre e grazie ancora per avermi arricchito.

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