La Fiom dice no. I Cobas pure. “Il re è nudo”.

La Fiom dice no. “Il re è nudo”. Grazie alla Fiom si è alzato il velo su una questione che sembrerebbe sindacale ma è politica. Derogare dal contratto nazionale, saltare la Costituzione e ,con un colpo solo, aggirare lo Statuto dei Lavoratori e avviarsi verso lo Statuto dei lavori.(tanto auspicato dalla destra e da Confindustria). La Fiom ha avuto il merito di “illuminare” una situazione davvero “sotto ricatto”. Pause ridotte, pausa mensa al termine del turno di lavoro, malattia, assenze, scioperi, settimane di lavoro alternate, una da quattro giorni, una da sei. Queste le “imposizioni” per restare a Pomigliano. Prendere o lasciare. Davvero una richiesta incredibile a chi vive ormai da tempo con 700 euro, essendo in cassaintegrazione. Naturalmente, come ormai da molto tempo, gli altri sindacati “hanno preso” senza neanche alzare il velo e mostrare “i costi” di una tale operazione. Incredibile che un ministro abbia subito mostrato da quale parte stare. Un tempo almeno, un Ministro del Lavoro, avrebbero cercato di mediare, avrebbe convocato le parti. Oggi….Oggi tutti hanno fretta nel fare carta straccia le leggi, lo Statuto, la Costituzione. Grazie alla Fiom, in questi giorni, molti si sono soffermati, a pensare, riflettere. Sul presente e sul futuro. A quelle condizioni, poco manca che i posti di lavoro siano campi attorniati da filo spinato. E’ proponibile un investimento a quelle condizioni? No. Ma quel tipo di modello, quelle richieste, una volta avviate, potrebbero essere sperimentate in altri siti produttivi? Un referendum che viola diritti non ha senso. Pensare, riflettere. Per prima cosa i tesserati delle altre sigle sindacali dovrebbero riflettere se rinnovare ancora l’adesione ad un sindacato dalla penna facile. Secondariamente, con quella assurda pretesa, molti avranno compreso come nella stessa lista, politica, rappresentanti del capitale e del lavoro non possono “avere cittadinanza”. Il capitale non puo’ e non potrà mai essere buono. Finalmente qualcuno capirà quanti e quali guasti ha causato “il voto utile” di veltroniana memoria. Per la Fiom non è certamente la prima volta a trovarsi in solitudine nella difesa dei lavoratori e nella tutela dei loro diritti. Ricordo altri scioperi, in solitaria. E molti soldi persi grazie alle firme facili di altri sindacati.
Ma non soltanto la Fiom ci ha aiutato a fermarci e riflettere. Nel mondo della scuola i Cobas hanno proclamato il blocco degli scrutini. Iniziativa ben riuscita che ha smosso, finalmente, tantissimi. Speriamo si possa creare una sinergia tra il mondo del lavoro e quello della scuola al fine di dare una spallata definitiva a quanti vorrebbero riportarci indietro di quaranta anni. Al tempo delle ferriere.
Per quanto riguarda il blocco degli scatti nel pubblico impiego, ricordo che il mondo della scuola vede un numero elevatissimo di precari, per dieci, quindici anni, con contratti, di diritto o di fatto, annuali, dove l’anzianità, è davvero un sogno. Ogni anno che passa, sei e resterai sempre nuovo. Senza scatti. Ora speriamo arrivino quelli d’orgoglio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...