A-mobilità sociale

Silenzio. Doveroso. Per Haiti. Paese povero, distrutto. Paese ricco, culturalmente, musicalmente, artisticamente. Pochi lo sapevano. Anche il sottoscritto. Silenzio, ancora per un attimo.

Per l’ennesima volta, proprio nella giornata in cui a Torino, i No Tav hanno in programma una “passeggiata” da Piazza Massaua fino a Corso Marche (luoghi dedicati ai “sondaggi”), il treno delle 7.35 da Torino Porta Susa, diretto ad Aosta, subisce e fa subire l’ennesimo ritardo. La mia, di passeggiata, purtroppo, non è per nulla festosa. Non è una gita. Anzi. Nei pressi di Settimo Torinese il convoglio subisce uno stop. Il capotreno, con voce flautata ci annuncia che “causa guasto scambi nei pressi di Chivasso, il treno subirà un ritardo imprecisato”. A Chivasso, una voce metallica annuncia che “i treni diretti a Milano subiranno ritardo”. Quanto ritardo non è dato sapere. Complessivamente il ritardo effettivo maturato dal treno Torino Aosta, sul posto di lavoro ad Ivrea è di 40 minuti. Come sempre, il ritardo o si recupera, o si monetizza. Prima di apprestarmi a “bollare” il badge osservo il tetto della scuola. Il pensiero va a Roma, dove proprio su un tetto analogo, da 54 giorni, resistono i ricercatori dell’Ispra.
Penso agli operai Fiat, a quelli dell’Eutelia Agile e delle mille realtà sparse per quello che era il “Bel Paese”, ma che oggi non lo è più. Ben prima delle arance di Rosarno. Penso ai disoccupati, giovani e immigrati i più colpiti. Penso ai trucchi, alla magia, di un “Bel Paese” che, “vedete, ha retto meglio degli altri Paesi alla crisi economica”, tranne sapere poi che nel conteggio non si era seguita una certa conformità con gli altri Paesi: la cassa integrazione entra o non entra nel conteggio?
Alla mancanza di mobilità sociale. Passato faticoso e futuro fosco. Presente “paludoso”. Per molti. Un’immagine che stride con quella del turbo capitalismo. Transazioni finanziarie veloci, immediate, da un capo all’altro della terra. Bonus, benefit, denaro evaso che ritorna. Ma nel quadretto, anche persone. Persone ferme. In attesa, Di qualcosa, di qualcuno che ci illustri una redistribuzione delle risorse migliore, giusta. Ma tutto, per un disegno politico congegnato ad arte, pare fermo, guasto, volutamente, come la scala mobile di Porta Susa, come il dispositivo che dovrebbe indicare il passaggio dei bus, spesso mal funzionante; fermo come un semplice “tappeto” su cui correre. Come il treno, che senza neve, senza ghiaccio, si ferma. Mentre si ipotizza l’alta velocità e il sindaco del Partito democratico di Torino Chiamparino, ahimè, chiama a raduno i sindaci a favore della Tav. Tutto sembra congegnato per “correre dietro palle perse”. “Vorrei ma non posso”, sembra dire questo Governo. Guardo il tetto, oggi. Immagino il tetto, ieri. Sotto, vi era una triplice unità: di contratto; di condizione di lavoro, come ci comunica Luciano Gallino; e di unità contro il padrone, un tempo davvero unico. Oggi non più. Una triplice unità, andata in frantumi.  Occorre ripristinare al più presto l’unità. Mandando, per iniziare, in frantumi questo governo italiano “incantatore di serpenti”.

3 pensieri riguardo “A-mobilità sociale”

  1. Articolo pubblicato come lettera su Liberazione di oggi (19 gennaio 2010).

    Bravo Romano, questo tuo articolo mi era piaciuto particolarmente.

    Compriamo e Sosteniamo Liberazione.
    Un giornale veramente di Sinistra.

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  2. Ho visto la notizia su Liberazione in serata: la perdita del padre del giornalista di Liberazione Fabio Sebastiani. Condoglianze da parte mia.
    Daniele

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  3. Interessante articolo estratto dal blog di Sergio Dalmasso che spiega il morgando-pensiero (Partito democratico) e il vietti-pensiero (UDC):

    “Su Sinistra, ecologia, libertà, il PD, noi…

    Invito tutti/e a cercare l’intervista al segretario regionale del PD, Morgando, e la dichiarazione di Vietti (UDC) sulla “Stampa” di martedì 29 dicembre. Se fosse sulla pagina torinese, potremmo cercare di spedirla agli/alle interessati/e.
    Vietti Sì a Bresso, ma senza sinistra compare anche su “Repubblica”.
    Il quadro si complica. Gli incontri e sottoincontri si moltiplicano.

    Quali sono, però, le colpe di Rifondazione e della Federazione della sinistra, secondo il PD?

    1. trasporti, infrastrutture, TAV: la TAV è un punto fondamentale per lo sviluppo del Piemonte e crea lavoro, quindi no a chi non la pensa così. Non entriamo nel merito, ma: – questa è una dichiarazione per tranquillizzare le grandi forze economiche? Che cosa ne pensa e che cosa farà Sinistra, ecologia e libertà? Cavallo, ti ricordi quante iniziative sulla TAV abbiamo organizzato insieme?

    2. Nucleare: Siamo, ovviamente conservatori e quindi contrari al nucleare di nuova generazione e alla ricerca scientifica sul tema. Dovremmo cancellare tutto quanto detto, pensato, fatto per oltre 30 anni? Dovremmo cancellare il risultato del referendum del 1987, quando, per noi, il no al nucleare si accompagnava al forte sviluppo delle energie alternative, dolci…?

    3. Lavoro, eravamo fieri/e di due nostre proposte di legge: quella sulla delocalizzazione e quella per il reddito minimo garantito. Per Morgando, la prima è una bizzarra fantasia, la seconda è questione nazionale e non regionale, oltre che, anch’essa, una bizzarria. Se la seconda osservazione può avere una motivazione, la prima è molto preoccupante. Ricordo che la proposta sulla delocalizzazione è firmata anche da Sinistra e libertà.

    4. Sanità, con mille problemi e sofferenze, pensavamo che il lavoro dei nostri assessori (Valpreda, poi Artesio) fosse stato positivo. Invece, Morgando sostiene che per noi, oltre alla piccola questione sanità privata/pubblica, il giudizio sul sistema sanitario deve essere dato non in base alla sua efficienza, ma in base alla dimensione organizzativa e finanziaria delle strutture. Più soldi e più personale sono per Rifondazione e PdCI la soluzione di tutti i problemi. Potremmo ricordare il Piano sanitario regionale, le nostre posizioni sulle nomine e sulla costruzione di mega strutture spesso clientelari. Il giudizio del PD, che sa bene queste cose, è però sconcertante e preoccupante.

    A questa intervista si aggiunge la dichiarazione di Vietti. Tenetevi forte:
    “Politica di sostegno alle famiglie e una coraggiosa politica sulle infrastrutture a cominciare dalla TAV, senza se e senza ma. E poi una politica della sussidiarietà che significa rispettare la libertà di cittadini e associazioni sul fronte scolastico, della sanità, dell’assistenza e della formazione professionale.”

    Spero ognuno/a si renda conto della gravità di questa situazione e di queste posizioni.
    Quello che più preoccupa è che questo non susciti reazione nella società: consigli di fabbrica, sindacati, associazioni, intellettuali, pacifisti, ambientalisti… Non chiedo che questi appoggino Rifondazione e la Federazione di sinistra, ma che almeno qualcuno si domandi dove sono finiti ideali, progetti, prospettive, iniziative predicati e praticati per tanti anni.
    La stessa cosa vale per Sinistra, ecologia e libertà. Il segretario provinciale torinese Trombotto ha rilasciato una dichiarazione apprezzabile, ma, alla fine della fiera:
    si accetterà la discriminazione contro di noi? L’on. Esposito (sinistra DS) ha addirittura proposto di darci un posto in listino, in cambio della nostra non presentazione.
    Come si pensa di difendere alcuni principi e alcune pratiche (ambiente, lavoro, democrazia sindacale, temi sociali, migrazione, diritti…) in una alleanza politica che parte da queste basi? E la laicità è ancora un valore?

    Sono questioni che non riguardano solamente noi e le vicende dei nostri partiti. Ognuno/a dovrebbe tornare a scandalizzarsi e a pensare, organizzarsi, agire di conseguenza.”

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