13 pensieri riguardo “Troppo facile osservare le luci, impariamo a guardare le ombre”

  1. Caro Romano,

    come ti ho detto, da secoli si guarda solo la luce…cercando di nascondere tutto il resto sotto il tappeto…in modo che non si veda…che non dia fastidio alla gente per “bene”!!!

    L’ombra interessa a pochi, è molto più comodo non vedere chi sta nell’ombra, anche perchè a volte è veramente invisibile!!!

    Un passaggio di un libro che sto leggendo è rappresentativo (da Marina, di Carlos Ruiz Zafon)

    “Il fatto è che noi non crediamo troppo nelle moderne scoperte scientifiche. Del resto che razza di scienza è quella che porta l’uomo sulla luna ma non è in grado di garantire un pezzo di pane a tutti gli esseri umani?”

    Questo libro è un romanzo, ma questo passaggio rappresenta al 100 % il mio pensiero.
    Se si volesse tutti gli esseri umani avrebbero un pezzo di pane e un tetto sopra la testa….ma non si vuole!!
    Non dico che non lo vogliamo noi, ma i politici non fanno niente per poter lenire questa piaga che logora la nostra povera terra!!!!

    Ciao Romano!! :-))

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    1. Grazie Claudia. Stabilizzare subito, immediatamente i precari. Della pubblica amministrazione. Inutile rinnovare il contratto di lavoro, annualmente. Per anni. Forse per decenni. Cominciamo da qui. Diamo “pane” per la vita, non per un anno. Sono precario. Per le banche, io, sono un’ombra: nessun prestito. Contratto annuale. Il lavoro? Ma non è una contraddizione che la costituzione tuteli il lavoro e poi lo Stato stesso non mi garantisce la continuità? Cosa vi è di differenti rispetto agli anni ’70? Perchè in quegli anni si riusciva a fare fronte comune per ottenere concretamente un diritto ed ora no? Perchè la canzone preferita della maggior parte degli italiani, oggi, è “Lascia che sia”? Perchè io, che sono PRECARIO, con una laurea e qualche “cents” non posso avere possibilità di avanzamento in graduatoria, a parte il servizio, perchè esiste “patria denaro” che permette a molti di comprare CORSI ON LINE? Ovvero chi ha famiglia che garantisce o direttamente, o, con una firma, in banca. Questa è parità garantita? Perchè non si riesce a fare fronte comune, e inculcare nelle teste di tantissimi italiani che finito il ciclo di studi, STOP: NESSUNO DEVE COMPRARE, perchè non è giusto. Possibile che non si riesce a comprendere che è una corsa falsata tra un bambino ed un adulto? Vorrei continuare, ma non voglio annoiare la tua serata.
      Ti ringrazio per la tua lettura e il tuo commento.
      romano

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  2. Non ti ho mai raccontato cosa mi ha spinto a diventare una rappresentante dei lavoratori. Era appena successo il fatto della Thyssen e c’era una manifestazione a Torino. Alle 6 e 15 del mattino ho finito il mio turno di notte, tornata a casa ho svegliato i bambini. Esausta e ancora sconvolta per quei morti e quasi morti che lavoravano come me per due soldi in più e che come me avevano stravolto il loro ritmo naturale (per quanto possa essere naturale lavorare in fabbrica, o meglio, “in cattività estrema”)…sapessi quante volte la stanchezza mi faceva arrivare dei pensieri tremendi, immaginavo di morire sul posto di lavoro e vedevo tutto, da come sarebbero vissuti nel dolore i miei figli, mio marito, mia madre, mio fratello… a come quegli altri avrebbero nascosto tutto, come se io fossi un’ombra.Ho chiamato mia madre e le ho chiesto se una volta accompagnati i bambini all’asilo potevo passare a prenderla per andare ad un’ennesimo funerale della classe operaia. “Sì Barbara, ma non hai bisogno di dormire?”, “Alle 8 e 45 sono da te, prendiamo un pullman, se non sbaglio c’è alle 9 dai portici”.
    Un film in bianco e nero. Un film dell’orrore. L’orrore stava negli occhi fissi e rassegnati di tutti. Gli operai di norma hanno una pupilla che schizza per la paura. Ci prendono con il ricatto e la paura. Se non sei dei loro, ti sorvegliano e ti fanno gli agguati, glielo insegnano a quei corsi per somari.
    Le pupille di tutti si erano fermate. Se un neonato avesse letto quello sguardo negli occhi di sua madre si sarebbe suicidato.
    Mia madre non mi diceva niente, ogni tanto mi chiedeva se avevo fame. Se avevo sonno. Io non le dicevo niente, ma ero l’imbarazzata figlia che stava da una vita nell’ombra per vivere un’esistenza tranquilla. La natura per la quale sei al mondo continua a girarti attorno e se la cogli ti senti libero, altrimenti muori imbarazzato davanti a tua madre.
    Eccomi Romano.
    Ogni giorno come una pianta che non si spezza e non si piega, ogni giorno come la cavia che non muore nel laboratorio- antisindacale. Ora lo voglio definire “il teatrino”.
    Quanti giochi di parole Romano, quante falsità.
    “Speriamo che continui la politica degli incentivi…”, “Non abbiamo visibilità sulle vendite se non per i prossimi due mesi…”, “Come facciamo a giustificare assunzioni vere e proprie al gruppo, se il gruppo chiude stabilimenti anche qui vicino, a Torino con la Bss o in Francia?…”
    E sulla salute e sicurezza? Un intestino malato, in putrefazione, mascherato da sorrisi e pacche sulle spalle, tutto come in Italia, dove un ex operaio muore assiderato in una casetta di legno in esposizione davanti ad un fai da te e viene riconosciuto dalla sua tessera della Cisl.
    Nulla è per caso.
    Voglio che sia chiaro che nel loro teatrino, dove forse loro sanno già le mie risposte e le mie domande (perchè mi inducono a formularle), io sono libera e dignitosa, non sono “mercificabile” e vado avanti inseguendo la mia natura, che ancora sente un contatto con gli altri lavoratori, io non mi mangio i diritti degli altri, del futuro dei nostri figli, della storia del mio paese e del mio territorio, per poche briciole.Loro sì.
    L’ombra è la disgregazione, la luce artificiale è ciò che siamo diventati:uomini che hanno perso il contatto con l’etica e la fratellanza nel nome di un consumismo sfrenato.
    Prendiamo esempio da quello che è successo alla Bertone, la solidarietà che ha portato quasi un migliaio di lavoratori di 7 comuni diversi a spingersi verso la fabbrica (in cui non stavano neanche più lavorando da tempo) per votare i loro rsu. Non è per parlare di un’insolita vittoria della Fiom, ma è per ringraziare chi questa soliderietà è stato capace di trasmetterla al punto tale da salvare la Bertone e infondere unione, impegno e fratellanza tra i colleghi di lavoro.
    Uno tra i tanti è il compagno Viola, una volta mi ha detto di rimanere sempre tra i lavoratori, di non sperare in una carriera da funzionario o cose simili.
    Ogni giorno starò con i lavoratori, per i compagni della Thyssen, per tutti coloro che continuano a morire sul lavoro, per i disoccupati caricati dalla polizia, per le ingiustizie quotidiane, per quelle ombre che subiscono la stupidità umana, per gli invisibili.
    Grazie Romano.
    Un abbraccio.
    Barbara

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    1. Ciao Barbara, grazie per la tua bellissima lettera. Piena di vita, come sono le nostre. Di fatica. Di sudore. Di sacrifici. Di voglia. Di lotta, per noi, per gli altri, per le generazioni future. Anche io, ogni giorno, cammino volutamente per Corso Valdocco, a Torino, e osservo il murales in ricordo dei caduti sul lavoro, alla Thyssen. Molto forte, significativo, profondo, quello che riesci a pensare. A sentire, con il cuore. “L’essenziale è invisibile agli occhi, è il cuore che vede”. Sentire e vedere con il cuore. Siamo in un periodo particolare: lottiamo, Barbara. Dobbiamo lottare. Resistere per esistere. In un periodo in cui i nuovi poveri sono famiglie giovani, con bambini; in un periodo in cui nonostante gli ottimisti col portafogli pieno continuino a dire che tutto va bene, forse, a livello finanziario, per alcuni: “per il lavoro e gli ordini, la ripresa non c’è”. (La Stampa, 22 dicembre). Un periodo in cui la metà delle famiglie non riesce a risparmiare; in un periodo in cui per tantissimi cassintegrati la tredicesima è stata inferiore di trecento euro; che il potere d’acquisto di tutti i dipendenti è sceso in nove anni di circa tremila euro; che l’anno prossimo ci sarà un esborso di circa seicento euro; un periodo in cui, i posti di lavoro non si recuperano…. noi, Barbara, non vogliamo, e non possiamo chinare il capo e dire si o piegarci a compromessi. Per quanto mi riguarda continuero’ tutti i giorni a passare da corso Valdocco. Continuero’ a tenere mani tese per gli esclusi e pugni chiusi contro una modello che vuole solo usare le persone, spremerle, relegarle ai margini e scansarle. Affinchè restino per sempre ombre.
      Grazie Barbara per la tua lettera, che è TESTIMONIANZA.

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    2. Ciao Barbara,
      finalmente dopo tanto tempo ti fai viva sul blog. Con uno scritto alla grande, come è tuo solito.
      Mi raccomando non farci aspettare così tanto il tuo prossimo post.
      Il banner in alto, nella home page del “Blog di Romano Borrelli” ha come scritta Barbara, non certo Bar.
      Ti sono virtualmente vicino e Buone Feste di fine anno, anche alla Rosina.

      Daniele.

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  3. Complimenti Romano, stamattina ho letto l’articolo, con un titolo leggermente diverso a pagina 32 del quotidiano La Repubblica.
    Mi ha incuriosito che sotto il tuo articolo, un ministro di questa Repubblica, Ignazio La Russa si preoccupi d’essere stato frainteso adducendo che la X Mas di cui ha parlato non è quella di Borghese.
    Sono lontano mille miglia dai problemi reali questi “nostri” rappresentanti in parlamento, questi rappresentanti del “Mercato bellezza”!!!.
    🙂

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  4. Grazie Daniele. Purtroppo, per un mio passaggio, ho dimenticato di inserire “Moretti dimettiti”. Abbiamo subito tantissimo non solo nell’ultima settimana di lavoro, causa treni, non penso causa gelo. Mi è molto piaciuta la lettera scritta dai lavoratori delle ferrovie, che conservo con cura. Sono lavoratori. In quel momento mi sono tornati in mente quando alcuni anni fa vi erano gli scandali delle lenzuola d’oro e tanta pubblicità strapagata. Il titolo, come affermi, e grazie per l’attenzione che mostri sempre nella lettura, con molta umiltà, penso sia al fatto che in un giorno come Natale, scrivere luci e ombre….In ogni caso, ho ascoltato molto le parole che, nello stesso giorno e il giorno prima, sono arrivate dal Vescovo: attenzione ai 50 mila in cig, ai 20 mila in mobilità, ai disoccupati, precari….Insomma, alle ombre. Spero che la gente riesca a fermarsi e riflettere. Con molta umiltà ammetto che nello scrivere ci va molto esercizio: dovrò esercitarmi ancora molto. Gli occhi già lo fanno. Il cuore, ha già imparato. Grazie Daniele.
    “MORETTI, DIMETTITI”.

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  5. Un grazie particolare a chi di professione è giornalista che ha valutato positivamente la riflessione e la descrizione, definita, anche, non demagogica. Un grazie a Juri Bossuto che mi ha appena telefonato descrivendomi quanto appena passato in Consiglio Regionale. Un aiuto ai lavoratori di Caselle, e un aiuto per le famiglie svantaggiate con bimbi, per quanto riguarda le condizioni abitative. Una strada già tentata dal grande amico Mario Contu.

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  6. Romano, credimi. Ella non ti merita.

    Sa solo fare male a se stessa e agli altri.

    Non essere uno degli altri in queste occasioni.

    La tua sensibilità è costruttiva e proiettata verso il positivo, e questo non appartiene a codesta signora “luce” offuscata che vaga fra tenebre contagiose.

    Con stima e amicizia Daniele

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  7. Ciao Romano…….
    eccomi, in ritardo,come sempre,ma pronta a lasciare qualche parola scritta sul tuo blog.
    Da quando ti ho conosciuto,ho iniziato a vedere il mondo con altri occhi.I miei erano più eterei,i tuoi concreti.Non che non mi rendessi conto del disastro che ci circonda,io l’ho toccato ben bene con mano,ma ero come assopita, intorpidita…….Il mondo si può cambiare,possiamo e dobbiamo farlo noi che siamo giovani, nel modo più semplice:nella quotidianità! Bisogna smettere di girarci ogni volta che vediamo qualcosa che non và,dobbiamo smettere di chinar la testa per paura di essere tagliati fuori dal lavoro(e altro), ma dobbiamo anche imparare ad affrontare le giornate in modo diverso. Certo, se sei in cassa o mobilità o disoccupato, non hai voglia di sorridere,ma quelli come me e te,che comunque hanno certe fortune,hanno un lavoro,la salute, be’ quelli come noi devono imparare a portare un po’ di luce nella propria vita e in quella degli altri.Il più bel regalo di Natale che posso ricevere è sapere di esserti stata di aiuto in un frammento della tua vita, di essere riuscita a trasmetterti un qualcosa di buono,che altri hanno dato a me…….Questo per me è Natale.Quindi il mio augurio ormai non per Natale, bensì per il 2010, è che si riesca a portare nuova luce per risolvere alcune ombre!!
    Ciao Romano, a presto!

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  8. …Grazie di cuore e cercherò di essere più presente. Auguri di Buon Anno Nuovo a Romano, Daniele, Rosina e tutti quelli che abitualmente leggono e scrivono qui. Auguri di un mondo migliore e…ferrovie più efficienti!
    Bacioni!
    Barbara

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  9. Visto che brava? Mantengo i miei propositi!
    Volevo parlarvi d’auguri, tutti questi baci, ma si è mai avverato niente?
    Come fa un anno ad avere 365 giorni sulla cresta dell’onda? Anche il migliore tra gli amori subisce variazioni negative, onde…una canzone bellissima dei 24 Grana, “Loop”, dice:”Secondo me, l’anima cammina veloce quanto il ritmo in un messaggio molto lento, mi sublima pensare al moto circolare delle onde…” e a proposito di onde, studenti e universitari che vomitavano rabbia, ricercatori tagliati, personale delle scuole improvvisamente decimato. ISTRUZIONE IMPOVERITA, ci vogliono asini obbedienti. Operai sui tetti per cercare visibilità, l’informazione non guarda ai contenuti, solo allo spettacolo. Quanti brinderanno con la bottiglia della migliore disperazione della migliore annata? Sindacato massacrato, per poche briciole ha accettato non solo la spaccatura, ma anche l’idea di non fare il sindacato. Precari a casa. Famiglie in crisi totale.Crisi dei mutui.Costi alle stelle. Impoverimento. Sistema sanitario tagliato, trasporti mai in questo stato pietoso.
    Mi auguro per tutti voi uno tsunami cerebrale, perchè la colpa è di tutti noi (che siamo in tanti), a non dare il giro alle cose. Va bene la scusa dell’ignoranza, ma state vivendo la vostra vita!!
    Rendetevi partecipi.
    Buon anno, vissuto tanto da solcare una via tra le onde.
    Barbara

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  10. “Imparare a guardare le ombre” , mi piace… mi dà l’idea di una ricerca al plurale … ricerca degli uomini . Cercare gli ultimi nascosti dietro le ombre è l’esatto contrario del mito della caverna di Platone. Hai ragione Romano, è facile osservare le luce. Ed è anche più facile ritrovare l’uomo “alla luce del sole “, se si ha la fortuna di uscir fuori dalla caverna. Più difficile però è tornarvi dentro, per scoprire, dietro le ombre, l’anima di ogni uomo… al plurale.

    Questa è per te, compagno:

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