Torino-Ivrea, un treno soppresso, un altro, ennesimo, ritardo.

Una mattina con qualche fiocco di neve. Piccolissimi. Non erano una novità. Come non era una novità subire l’ennesima umiliazione, a Torino Porta Susa, sotterrannea. Arrivo, come i giorni precedenti, qualche minuto prima delle 7.30, per dirigermi verso il lavoro utilizzando, o pensando di utilizzare, il treno delle 7.35. Osservando attentamente il tabellone noto con stupore che, quello precedente, riportava un ritardo di 60 minuti, partenza da Torino Porta Nuova. Caspita!!! Per effettuare dieci minuti di percorso, aveva 60 minuti di ritardo. Il treno che avrei dovuto prendere ne aveva 15. Di ritardo.  Nello stesso istante, il tabellone, indicava il treno delle 6.35 soppresso. Per un attimo mi è sembrato di non vedere neppure l’indicazione di quello delle 7.35. In molti ci precipitiamo lungo le scale della favolosa stazione Porta Susa, sotterranea, pensando di usufruire del treno proveniente da Pinerolo e diretto a Milano al fine di scendere a Chivasso e utilizzare la coincidenza il luogo di destinazione. Giunti sul binario, una voce metallica annuncia che il treno diretto per Aosta è in arrivo sul “suo binario”. Tutti a correre e riprendere le proprie posizioni. Saliamo, con i 15 minuti di ritardo, e, per magia, viene istituita una fermata aggiuntiva: quella che avrebbe effettuato il treno precedente. A Chivasso, vedo il tabellone luminoso indicare che, fino a destinazione, avremmo effettuato tutte le fermate previste dal treno precedente.  Un ferroviere, vagone per vagone, annunciava a gran voce, le fermate istituite. Ci ritroviamo in molti, colleghi di lavoro, a telefonare e annunciare il nostro ritardo ai colleghi dei rispettivi luoghi di lavoro. Precari sul lavoro, che utilizzano treni precari in condizioni precarie.

L’arrivo previsto, in stazione, stimato intorno ai venti minuti. Tempo perso, tempo da recuperare. Per altri, tempo non retribuito.

Un’ultima notazione: è tutta la settimana che i treni sono delle “celle frigorifere”. Mi domando: ma il problema è che il treno viene posizionato sui binari della stazione troppo tardi? E questo perchè i binari di Porta Nuova sono occupati? Ma non sono stati effettuati tagli ai treni? Personalmente, mi rendo conto di come le ferrovie utilizzino il parametro del mercato: “se hai soldi, ti diamo tutto, se non ne hai a sufficienza, arrangiati”. “E’ il mercato bellezza”. Io, questo modello, lo rifiuto in quanto indegno.

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