In risposta a Gibi: “quando ad aggirare un morto siamo noi”.

Le notizie di questi ultimi giorni, certamente, non sono state delle migliori. Discussione in Senato del ddl che prevede la riforma dei processi e la reintroduzione dello staff leasing (cancellata dal Governo Prodi). Mancanza di democrazia nella rappresentanza dei diritti ed interessi dei lavoratori nella contrattazione collettiva. Forte volontà del “più forte” da voler tornare ad un contratto individuale. Fondi tagliati alle regioni per comprare libri; scuola “sotto attacco”, luogo chiave ed ultimo presidio di democrazia. Luogo di tagli alle risorse ed al personale. Personale che manca in seguito alla sforbiciata di insegnanti, insegnanti di sostegno, ATA, ridotti nell’organico; ATA come i tecnici, che quando ci sono, magari non possono operare come potrebbero e, o, vorrebbero, perché “aziende esterne”, si occupano e “invadono campi” appartenenti allo Stato, non ad aziende “esternalizzate”. Quindi, figure professionali validissime, stipendiati dallo stato, ma che si trovano nelle condizioni di non poter operare “liberamente” e poco valorizzate. Scuola come casa, dove insegnare, collaborare, sarà per una generazione “a lavoro zero”. Una classe di età fra i 16 ed i 34 anni è la più penalizzata dalla recessione, ci ricordava un giornale lunedì. Disoccupati: più giovani che vecchi. Per coloro che non avessero avuto la possibilità di un ripasso, dal terzo trimestre del 2008 ad oggi sono andati in fumo piu’ di 560 mila posti di lavoro. Qui nel nostro spazio web, dove sono giunte tante domande sulla richiesta di disoccupazione, è utile ricordare che nei primi nove mesi dell’anno sono state formulate, all’ente preposto, oltre un milione e mezzo di domande per accedere all’indennità di disoccupazione. Per fortuna che la “federazione”, e Rifondazione comunista, hanno messo al centro il lavoro. Il lavoro è un tema importante, ma, insieme ad esso, anche la moralità della politica.
Abbiamo tutte le informazioni, l’esperienza, il passato, e ancora, sovente, ci si chiede il perché di una determinata situazione. Perché, un collaboratore di un assessorato in Piemonte deve prendere cifre stratosferiche in un periodo in cui molti non hanno lavoro, lo hanno perso, o hanno smesso, delusi, di cercarlo? E allo stesso tempo, perché un ingegnere valido e competente da “mille euro” al mese non è messo nelle condizioni di poterlo fare, perché le stesse competenze vengono chieste “all’esterno”? E’ giusto concedere contratti con cifre astronomiche? E’ giusto pagare un’azienda quando ho un ingegnere “in casa” all’altezza di svolgere il compito richiesto? Questo è il periodo dei diritti: dei diritti sul lavoro, del lavoro. Ma spesso, quando ci vengono poste domande, sui concorsi pubblici, della provincia, (concorso come premessa per un futuro lavoro) del perché ci sono “corsie preferenziali”, e perché continuano a sussistere (nonostante grandi battaglie), ci comportiamo aggirando “la domanda” come se fosse quel morto fuori dal bar in una città italiana. La domanda la evitiamo. Perché? Non sappiamo dare una risposta? Non vogliamo darla? E’ il caso di Gibi, che continua a porre domande alla politica; è il caso di molti che si domandano come mai “alti compensi”, anche se io direi, spropositati compensi. Compagni, diamo una risposta ai tanti Gibi: altrimenti anche in questo modo, si perdono le elezioni. Caro Gibi, non pensare che con un articoletto si possa dare una soluzione ad una domanda, quella da te posta. Sicuramente però hai sollevato una richiesta di rappresentanza: hai aggregato intorno a te centinaia di persone con i tuoi identici interrogativi. Se qualcuno vuol capire….

9 pensieri su “In risposta a Gibi: “quando ad aggirare un morto siamo noi”.”

  1. “Caro Gibi, non pensare che con un articoletto si possa dare una soluzione ad una domanda, quella da te posta”

    no, certo che no, la risposta e la soluzione la deve dare (e se la deve dare) la politica, è ora di finirla con questo andazzo che si propaga a tutti i livelli, in tutti gli enti, in tutte le istituzioni.

    La risposta però la dobbiamo chiedere noi, alzando la testa e gridando, anche!

    saluti

    gibi

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  2. Ho incontrato un amico, Claudio, mi ha chiesto:”sei ancora precario?“. Si, ho risposto.
    “Come è possibile che il partito non tenga conto, in federazione, nel gruppo regionale, di un militante, laureato”?
    Rispondo:”il partito, non fa questioni clientelari; non dovrebbe. Così mi ha insegnato il compianto Mario Contu. Mi piacerebbe lavorare in Regione o per il partito, ma senza scorciatoie. Ho provato partendo dalla circoscrizione. ti candidi, e la gente ti vota. In lista, con il bilancino, per compensare le mozioni. Purtroppo per me, ma sono contento per lui, il primo è risultato un funzionario del partito”. Non ero in nessun direttivo di nessuna associazione. Rimangono i concorsi, e spero, come te, che siano aperti a tutti.
    Continua Claudio: ma, ci sono persone che sono entrate ultimamente senza concorso, forse, sponsorizzati da qualche gruppo politico, messi in qualche amministrazione. Quindi, qualcuno è assunto senza concorso. Forse, la sanità? non ricordo…”
    Risopondo: “Bhè, in questo caso, dovrò chiedere ad un funzionario, pagato profumatamente per “arginare” certi disastri. Però, sarebbe bene dare un’occhiata a queste corsi e preferenziali. No? Perché, secondo molti della destra, e di molti “beceri”, la maturità di una persona passa attraverso la possibilità di comprare una casa, con un mutuo. E il mutuo, te lo concedono solo se hai un contratto a tempo indeterminato. Da notare che, “le cose”, per la destra ti portano verso la maturità e non le relazioni. E così, oggi, mi è stato dato dell'”immaturo” perchè sono precario, perché non “sorpasso”, perché non utilizzo una corsia preferenziale. Come altri. Dimenticando che nel frattempo, le lauree me le sono sudate, lavorando,…libri, libri, libri…Con i miei soldi, con i miei sforzi, con le mie rinunce, mentre altri passavano tempo a “maturare” guardando Amici, il Grande Fratello e altri intrattenimenti altamente educativi. Chi usa le corsie Prefererenziali deve ancora sostenere esami, e a chissà quando…..Penso che il tempo delle Rivoluzioni sia terminato, ma, FARE BENE IL PROPRIO DOVERE, QUESTO SI’, CHE È UN ATTO DAVVERO RIVOLUZIONARIO.
    Per la cronaca, a Roma, ci andrò con i miei mezzi.
    Per la cronaca, “Marilde ho ricevuto il tuo messaggio per un volantinaggio davanti Mirafiori….magari ci sarò, ma tu a suo tempo, ti sei ricordata di ritirare i fogli per l’interrogazione? riguardava un operaio “pedinato dall’azienda”…..

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  3. Questo blog è davvero uno specchio dove si riflette una società sbilenca. Giovani che sperano ancora nel partito, nella federazione. Nel sindacato che faccia valere a i loro diritti calpestati.
    Treni che non arrivano mai alla loro stazione, e che se arrivano trasportano miseria, senza più stupirci senza più lasciarci sgomenti.
    Poi ci sono quelli che si sistemano misteriosamente, che si accaparrano i posti migliori. E qundo te li presentano, scopri che i loro nomi non li hai mai letti, in nessuna graduatoria. Gente che parte e che arriva senza recarsi a una stazione di pendolari. Che forse non ha mai preso il treno delle 5,05 che porta e scarica anime “in ritardo”.

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  4. condivido e sottoscrivo parola per parola le considerazioni di Adele.

    a costo di apparire monomaniacale, di un fulgido esempio, a questo link http://tinyurl.com/ycf24qx cito, nell’ultimo post, un luminoso esempio dello scempio generale (a conferma di quanto da me scritto sopra).

    Ma mi chiedo? Cosa possiamo fare per costruire, o meglio ricostruire cio’ che sta andando in malora? Come possiamo andar oltre la denuncia e la recriminazione?

    saluti
    Giby

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  5. “Come possiamo andar oltre la denuncia e la recriminazione?”

    quoto quanto ha scritto Giby, per dire che, a mio avviso, si può andare oltre, quanto sopra scritto, iniziando a non mettere tutti nello stesso calderone “fare di un’erba” un FASCIO poiché si commetterebbe un grosso errore, oltre che fare un grave torto a tutti coloro che della Dignità, dell’Impegno e della Coerenza sui luoghi di lavoro e nell’agire quotidiano ne hanno sempre fatto una battaglia nella propria vita.
    Non siamo tutti uguali dal punto di vista etico sicuramente e le forze politiche neanche esse lo sono.
    Non mi sta bene che Rifondazione sia messa nel calderone da Giby;
    non esiste solo Romano, per quanto lo stimi, od il compianto Mario Contu.
    Se si afferma questo si fa populismo e come fedele visitatore di questo blog, non ci sto.

    Vi è un modo concreto che è l’impegno e l’esempio!

    Un comunista non china la testa per avere tornaconti personali, se la china non è tale.

    Questo concetto è importante e serve oggi più di ieri, sia ai giovani che ai meno giovani.

    Nulla è gratis oggi!

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  6. Quando è lo stile che DENOTA L’APPARTENENZA POLITICA.
    Condivido quanto affermato da Daniela. Ovvio, gli sono grato per la stima. Mi è stato insegnato da chi ha partecipato alla costruzione del movimento operaio, da chi ha sacrificato se stesso per un ideale piu’ grande di lui, che il partito è tutto. Le battaglie, le grandi conquiste, continuamente attaccate, anche da chi agisce per proprio tornaconto, devono essere continuamente, quotidianamente DIFESE. Con il nostro agire, con il NOSTRO STILE. Ho partecipato a tutti gli scioperi, tutti, leggendo nel merito le motivazioni. Della Cgil e dei Cobas. Non partecipero’ a quello della Uil che, parrebbe indetto per dicembre in altra data rispetto a quello della Cgil. NON PARTECIPO CON CHI ESCLUDE, DISCRIMINA, NON RISPETTA I DIRITTI FONDAMENTALI come successo sul contratto. NON SOLO I MIEI. diritti. STARE DALLA PARTE DEI LAVORATORI. SEMPRE. AD OGNI COSTO. Mi ha sempre urtato chi cambia alleanze. Mi ha sempre urtato la mancanza di fedeltà nella politica. Certo, il “cambio di casacca” è lecito, legittimo, soprattutto se dimostrato, con un ragionamento politico. Esistonono certamente cose che non piacciono, ma le idee son altro da alcune persone: “un’erba che non fa un fascio”, in ogni partito, in ogni gruppo. Certo, mi piacerebbe vedere militanti iscritti, politici, con tessera Fiom, (alla Passarino, alla Zanirato, alla Palazzo, alla Bonavita, alla Barbara, alla Rosina, ecc) e magari non Fim, e possibilmente vederli, magari, “dividere il pane” a Bussoleno, o perchè no, avrei preferito vederli dalle parti di Cuneo, magari a Boves.
    Hai ragione Daniele, Rifondazione è un bene prezioso.

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  7. Rifondazione è un bene prezioso, scrive Romano.

    benissimo, lungi da me generalizzare, ma mi domando: perche’ Rifondazione nella precedente Giunta Saitta non ha manifestato un esplicito e radicale dissenso rispetto all’inverecondo regolamento dei concorsi della Provincia di Torino?

    Perche’ D’Elia (e altri del partito), prima e dopo aver perso le elezioni con Rifondazione (candidandosi a Presidente) non ha avvertito l’esigenza di segnalare le discriminazioni tra precari nell’ente, per cui quelli amici della Giunta han saltato una preselezione micidiale, mentre gli altri se la son dovuta fare?

    Perche’ D’Elia continua a non rispondere al mio messaggio sul suo Blog “D’Elia Presidente”? Forse perche’ non è diventato Presidente?

    Forse non sa che ci sono precari, oggi, che sono stati dichiarati idonei a un concorso bandito dalla stessa provincia di torino 5 anni fa, da cui sono risultato idoneo.

    Ebbene, la Provincia, che ha fatto? Ha fatto scorrere la graduatoria? No, ha bandito un altro concorso per piazzare amici e parenti.

    E purtroppo i comunisti, in provincia, la testa l’hanno abbassata.

    E non è una generalizzazione la mia, è un caso specifico.

    Di generale c’è in questo caso specifico l’indifferenza totale verso l’eguaglianza e la parità di diritti tra lavoratori, di cui i sindacati (TUTTI i Sindacati, duole dirlo, ma è così! In Provincia non c’è Rappresentante Sindacale che non sia capo di un ufficio…chissa’ come mai!!!) e i partiti (non solo Rifondazione, certo, ma TUTTI, e ribadisco TUTTI) in Provincia san solo riempirsi la bocca.

    Chiedete a chi ci lavora, non solo ai vostri amici e parenti, andate in corso Inghilterra, in Via Maria Vittoria, fermate qualche lavoratore, domandategli quali sono le condizioni di lavoro, cosa pensano del sindacato, dei concorsi. Ma fatelo, non permettete che tutto vada a scatafascio, che il familismo e il nepotismo imperversino qui e altrove.

    Facciamolo insieme. Voi mi dite: dare il buon esempio. Ma non da solo. Perche’ la società è malata, e il lupo solitario è destinato PER forza a soccombere, e ad esser fatto fuori da altri “lupi”, aggressivi, perfidi e soprattutto coesi nei confronti dell’unico che provasse ad alzare la testa…

    Datemi del qualunquista, ma le cose stanno oggettivamente così…Per riprendere l’esempio di Romano, come mai a Napoli come mai nessuno ha battuto ciglio davanti al “morto ammazzato”? Perche’ se uno solo avesse osato farlo avrebbe fatto una brutta fine.
    Se MOLTI avessero reagito INSIEME le cose non sarebbero andate allo stesso modo.

    Ma la nostra – scusate la banalità – è una societa’ sempre piu’ individualista, in cui ognuno si macera nelle sue angosce private, che soltanto un blog puo’ e vuole raccogliere…

    E per concludere: “Nulla è gratis oggi”, scrive Daniele…mi permetto di controbattere che, tuttavia, per certuni, delle generazioni precedenti, tutto (o quasi tutto) è stato gratis, grazie a connivenze e sotterfugi (ANCHE a sinistra: un vero comunista sa fare autocritica, o sbaglio?) e il conto lo paghiamo noi oggi per loro. E io non ci sto. Anche perche’ il conto lo paghiamo per loro, ma anche per i “figli” che costoro hanno “adottato” ed educato alla connivenza e al sotterfugio.

    Facciamo qualcosa, insieme, ma davvero…e INSIEME…per noi e per i figli che non vogliamo educare ai disvalori nepotistici e oserei dire “mafiosi” da me citati sopra!

    saluti
    Giby

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  8. Ciao e come sempre grazie per la lettura e attenzione. Si è ormai concluso un grande appuntamento,a Roma: un no a chi ci governa. In piazza c’era tanta saggezza, così come c’era una nuova generazione, che non ha conosciuto il ’68. Una manifestazione, come dicono in tanti partita dal basso, dalla rete, da facebook, dai blog. Altri, dicono che ci sarebbe stata ugualmente. Promossa dai partiti tradizionali. Alcuni avevano bandiere di partito altri no. Nessuno era intenzionato a “porre il cappello” su questo movimento. Per molti versi, nuovo. Un pochino sono tornato indietro alle giornate di Genova. Proprio nella stessa giornata, a Torino, iun treno ad alta velocità veniva inaugurato dal Presidente del Consiglio. Inaugurato per il tempo ridotto da Torino a Milano. Per i pendolari, mi pare la situazione sia identica a prima. Nonostante la rete. Un sindaco si augurava che il “treno super veloce” potesse, di qui a poco, andare “oltre le montagne”, perchè altrimenti Torino rimmarrebbe isolata. Mi pare che lo sia ugualmente senza sventrare una montagna. Mi pare che una volta i TGV per Parigi erano tre, ora mi pare sia soltanto uno. Legittimamente e lecitamente, un gruppo di No Tav diventati anche No Cav, manifestava al grido: “Piu’ carote meno carotaggi”. Molti, al calar della sera, si auguravano che “quel vasto movimento” possa diventare prima o poi un soggetto collettivo. Qui, insieme, abbiamo fatto una parte, piccola, ma, nostra: segnalato, evidenziato, recriminato, analizzato, ci siamo arrabbiati per le corsie preferenziali. Ho sollecitato, da militante, da attivista, da iscritto che segue le strade normali, telefonato al nostro ex capo-gruppo in Provincia. Abbiamo scritto sul suo blog. Ora, caro lettore, ti consiglio, di uscire dall’anonimato,iscriverti ad un partito, quello che tu ritieni piu’ affine alle tue idee, e dare e fare battaglia politica. Portando dentro le tue istanze, le tue battaglie.
    Un saluto e un grazie ancora per i tuoi contributi.

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  9. Concordo con la risposta di Romano data a Giby,
    Porta dentro un gruppo organizzato, magari dentro la federazione della sinistra, le tue istanze, le tue battaglie e se valide farle diventare maggioritarie e idem-sentite dal gruppo.

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