“Io siamo, 10 e lodo”

I metalmeccanici non abbassano la testa“, questo era il grido di un operaio, venerdì. “Fermiamoli” era lo striscione indicativo di una volontà di ripresa. Del proprio destino. Del proprio futuro. Insieme ai metalmeccanici, altri, lavoratori del pubblico impiego e scuola. Fra questi, noi, io e l’amico Daniele. Un giorno in più, di lavoro, per poter pagare il biglietto del treno, che non contempla i ritardi, quasi quotidiani. Non saranno certo i soldi di una giornata di sciopero a modificare il nostro destino. Ma almeno le idee, quelle, non le vendiamo e in un mondo dove tutto è in vendita non è cosa da poco. “In 250 mila per il lavoro: stop ai licenziamenti”, titolava Liberazione di venerdì, a pagina 2 (articolo di Federico Gamberini). “Fabbriche vuote, piazze piene: 250 mila metalmeccanici manifestano da Milano a Palermo. Riesce lo sciopero proclamato dalla Fiom contro il “contratto dimezzato”, per il blocco dei licenziamenti e la democrazia in fabbrica. “Vogliamo votare piattaforme e accordi”. A Roma operai e studenti protestano davanti alla Rai contro il silenzio dei media”, titolava il Manifesto della stessa giornata. (articolo di Antonio Sciotto). Sì, non solo tute blu, ma anche ragazzi, studenti, lavoratori della scuola. E tra questi, noi. Quotidianamente cerchiamo di ricordarci a vicende le nostre radici, la nostra provenienza. Quotidianamente siamo vicini, come possiamo, agli operai, a chi è in cig, a chi è in mobilità, a chi il lavoro lo ha perso. Stiamo un pochino meglio, forse, anche se non troppo. Con le nostre nomine annuali, con uno stipendio che non vede mai i “mille”, e a questi dobbiamo decurtare il prezzo del treno, “per la nostra gita quotidiana”. Senza mensa, senza nessun tipo di rimborso. Con gli occhi assonnati, come voi, che avete scioperato venerdì, e per questo, ci siamo uniti a voi, anche se, eravamo davvero pochi. “Perché aderisci allo sciopero?” era la domanda ossessiva che ci veniva posta. Perché fino a quando qualcuno continua a crederci davvero, in una prospettiva, in un cambiamento per tutti, bhe, allora un altro mondo è possibile. Sono belle giornate, queste, di solidarietà, dove noi, abbiamo cercato di lasciare la nostra “tranquillità” dei “mai mille euro” per essere più vicini a voi, per non farci inglobare dall’individualismo. Sono giorni in cui anche i grandi sono finalmente più vicini a noi. Una costituzione sempre da difendere, da tutelare, da ricordare, da studiare e da ripassare. A tutti i partecipanti delle manifestazioni di venerdì, un bel dieci e lodo.

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