Più presìdi, meno prèsidi (o meno soldi)

Ho idea che su molte cose non circoli sufficientemente l’informazione, e, in tal modo, molti sono  propensi ad accettare una sorta di “status quo”. Noi, che siamo tra coloro che non accettiamo discorsi contenenti la parola “oramai”, siamo il “braccio operativo” di associazioni, movimenti, partiti che non accettano tagli, che non accettano la cig, la mobilità, che non accettano la distribuzione di aiuti a chi davvero non avrebbe bisogno. Noi siamo e ci mobilitiamo con la speranza che gli aiuti arrivino là dove effettivamente vi è il bisogno.
Noi siamo “Barbara” che non accetta e soffre quando in ogni discorso “ormai” ha sostituito altre parole. Ma noi abbiamo bisogno di essere sostenuti dall’informazione, dai giornali, dai politici che più ci sono vicini.

Cara Liberazione, capisco che in tempi di risorse scarse, anche voi dobbiate fare i conti con i vincoli di bilancio, ma onestamente avrei preferito un titolo diverso da quello odierno: “Fumo negli occhi”, che campeggiava in prima pagina. Più volte ho scritto e vi ho scritto (mai pubblicato!) che a Torino “una nuova disoccupazione era alle porte”. Oggi vi dico che a Torino, da giorni nuovi disperati “sono stati accompagnati fuori dalla porta della scuola”.

Cara Liberazione, cari politici di sinistra, di Rifondazione Comunista, noi siamo i vostri alfieri: ci danniamo per portare voti al nostro partito, non al singolo; al partito a cui vogliamo bene, da morire, ma farsi “superare” anche da La Stampa con un titolo, che è si locale, ma di con un certo impatto nazionale, non va bene. Non va bene! “Tagli, la rivolta della scuola. Così si chiude”. I sindacati: situazione grave, sciopero nell’aria. “Senza bidelli qualche istituto non ce la farà”.

Ma sapete, cara Liberazione e cari politici, cosa affermava La Stampa oggi, dando voce ad uno dei tanti presenti al presidio di Torino?

“Se la scuola torinese fosse un’azienda in crisi con 847 lavoratori disoccupati si sarebbe già mobilitato mezzo mondo”. Dobbiamo salire anche noi su qualche tetto di qualche scuola? del provveditorato? cosa dobbiamo fare? Potete dedicare, nella vostra magrezza, una pagina che è una, ai precari della scuola? Oggi, subito! Ma qualcuno ha scritto due righe sulle chiamate effettuata a Torino riguardanti il personale A.T.A.? Alcuni, sostengono che “saranno alla fine 300-350 i precari che non avranno il posto” (tratto da La Stampa di oggi, cronaca di Torino, pagina 48, articolo di Maria Teresa Martinengo). Qualcuno era presente il giorno 31 agosto 2009 presso l’I.T.C. “Russel Moro” in Corso Molise 58 a Torino? Le chiamate, per i collaboratori scolastici terminavano con il numero 4700. Qualcuno si è chiesto quanti quel giorno sono rimasti senza lavoro? Quanti sono tornati a casa disperati? Quanti altri iscritti erano presenti quel giorno, con un punteggio superiore e quanti negli anni scorsi hanno ottenuto un posto di lavoro pur avendo un punteggio superiore al 4700?
Negli anni scorsi, si arrivava anche a chiamare il numero 8000. Possibile che non ci sia stata un’azione forte, incisiva, una dichiarazione tesa a dire:”per quest’anno niente tagli alla scuola, lasciamo i lavoratori nelle stesse scuole”. Possibile che si è pensato ad aiutare altri soggetti?
I lavoratori e ora disoccupati non hanno voce. Non hanno avuto voce, cara Liberazione: nessuno ha colto le lacrime di tutta quella gente che ci sperava in quel posto di lavoro. E penso a quanti, a torto, hanno in passato e continuano, ora, a “concertare” sulla pelle dei lavoratori.
Sono stati dei rulli compressori.
Davvero non ci vogliono bene. Si concerta in situazioni del genere? In situazioni così drammatiche?
Anche la Repubblica dedicava un articolo alla complessa situazione che insiste sul territorio torinese: “Guerra di cifre sui tagli ai prof. Presidio sotto gli uffici del Miur”. I sindacati chiedono di recuperare 250 posti. (cronaca di Torino, pagina 3, mercoledì 2 settembre 2009).
Noi continueremo ad essere sempre gli alfieri del nostro partito, io, mi sento un “funzionario” della mia area, e sono fortunato che il gruppo regionale di rifondazione comunista è sempre attento e sensibile a tutto ciò che capita nel nostro mondo regionale.
Juri Bossuto, Sergio Dalmasso, e altri sono sempre in prima fila e ricordo che già nel mese di dicembre avevano presentato un’interrogazione su questo tema. Ma, cara Liberazione, non basta essere magri, bisogna essere anche agili e correre là dove il bisogno e i bisogni chiamano. Non è dimagrendo che si aggiustano i conti, invertite rotta!!

8 pensieri riguardo “Più presìdi, meno prèsidi (o meno soldi)”

  1. Caro Romano, purtroppo hai ragione come molti compagni annunciavano mesi fa: la macelleria scuola apre i battenti.
    Putroppo i nostri politici sono lontani pensano ad altro, per esempio il segratario regionale di Rif. Com mi sembra più interessato alle alleanze per le prossime regionali che ai problemi dei precari della scuola.
    Non è un caso che il partito si trova in queste condizioni lontano dalla gente dai reali problemi.
    I lavoratori muoiono sui posti di lavoro come se fossimo in guerra ma di cosa si parla di scandali di gossip l’altro giorno quattro in 24 ore “Liberazione” dedica un trafiletto.
    Il cambiamento che speravo non è questo ma la gente ormai ha capito cosa siamo e ci ricambia con il non voto.
    Ciao

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    1. Caro Francesco, anche grazie all’avvio della federazione della sinistra il nostro povero malandato partito sta trovando forze ed energie per tornare fra i lavoratori e nelle lotte. Cerchiamo di fare molto, e in ciascun territorio a seconda delle esigenze e delle specificità. Venerdì a Torino eravamo a mirafiori, ieri e oggi per esempio vicino ad asti, a vinchio, si sta svolgendo una bellissima festa di liberazione con molta partecipazione (e molti compagni giovani e discussioni appassionanti). Ad agosto eravamo nelle carceri. Da domani saremo impegnati con i precari della scuola nella loro battaglia. Venerdì prossimo saremo a Paesana a contestare bossi. Lascia perdere le polemiche, non dare tu una importanza eccessiva alle prossime elezioni regionali: ci pensano già i giornali a farlo, riportando le nostre dichiarazioni solo quando parliamo di quello. Un abbraccio fraterno, armando

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  2. Caro Romano, ho visto le dodici paginette di Liberazione.
    E’ una delusione! Loro potrebbero replicare che sia dovuto al calo di lettori ed io potrei replicare: “inserite notizie che siano di interesse per noi e dopo avervi studiato che non sia demagogia vi comprerò!”
    Certo la demagogia è divenuta di moda anche su Rai Tre, in particolare sul programma di approfondimento del TG3 Linea Notte che si sta proponendo di rappresentare le istanze dei lavoratori, operai e dei disoccupati al fine di dirottare consensi verso un Pd che non sa che pesci prendere! Ma, con la disoccupazione al 9,5% dovuta in gran parte alla chiusura di aziende è divenuto appetibile il “mar operaio”.
    La svolta, su Linea Notte, ha inizio con la vicenda degli operai della Innse appena saliti sulla piattaforma di una gru; e, i 14 mesi di mobilitazione precedente dove era Linea notte? dove era il Pd?
    Se non è palese demagogia questa, tendente a strappare consensi alla sinistra vera, che orribilmente viene definita radicale anche da costoro, allora quale?
    Chiamiamola, chiamatela sinistra comunista, oppure “comunisti” se volete fare un servizio pubblico di verità.

    Quando lo si capirà che si perdono un sacco di consensi facendosi chiamare Sinistra Radicale, fuorviando ad hoc gli ascoltatori e gli elettori?

    Questo Blog con Romano è da mesi che ha fatto una svolta in direzione delle lotte operaie e dei lavoratori in generale e della scuola in particolare, e Rifondazione Comunista ne fa una una bandiera delle sue non più visibili lotte.
    Quello che manca è, dunque, la capacità di comunicarlo.
    Gli ostacoli sono fra i tant’altri gli “apprendisti stregoni” di Linea notte che stanno facendo un lavoro tendente a trasmettere al telespettatore che: gli unici ad occuparsi dei lavoratori sono loro (braccio mediatico del Pd!).
    E poi dovrei pagare il canone rai, oppure lottare al loro fianco per difendere Repubblica?
    Lotta giusta, se nei loro programmi TV scompare la demagogia e quell’esagerato americanismo che fa tanto scic e compaiono i rappresentanti politici (i comunisti) delle istanze dei lavoratori, cosa che per adesso non avviene!

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  3. Caro Romano,
    tutta la mia solidarietà alla tua causa, la vostra lotta è la mia lotta. Non solo tagli, ma anche nessuna estensione di ammortizzatori sociali ai precari della scuola, Ata allo sbando, proteste non sentite e non divulgate. Non chiediamoci più dove vuole arrivare questo governo, non affidiamoci all’informazione, anche quella più vicina alla gente, il presente è già nel baratro…mi auguro non solo per noi, finalmente tra genitori responsabili e anche in fabbrica, l’opinione comune è che è tardi anche per loro. Lo so che questo non darà da mangiare agli esclusi dalle chiamate dei giorni passati, ma qualcosa sta cambiando. Non facciamo la guerra alla sinistra o alle testate giornalistiche, commettiamo gli stessi sbagli di questo governo. Continuiamo ad impegnarci con tutti noi stessi per trasmettere agli altri, a quelli che fanno i finti tonti, che senza darci etichette o farci la guerra, lo facciamo perrchè la scuola è il nostro futuro, è ciò che getta le basi per avere una società sana e invece avremo una scuola tagliata nei contenuti e nelle collaborazioni.
    Noi non pensiamo in chiave “ormai”, pensiamo che il bene degli altri e il lavoro dignitoso non vede “ormai”, pensiamo che scuola e sanità sono lo specchio reale di un paese e da ora, per il bene di tutti, iniziamo a parlare e a coinvolgere.
    Qualcuno prima o poi ci userà, ma andiamo oltre.
    Buona fatica Amico di battaglie, dobbiamo agire con intelligenza e perseveranza.

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  4. Romano, come al solito hai perfettamente ragione… alla fine ai politici al governo la prima parola che viene in mente in periodi di crisi è taglio… facendo di tutta un’ erba un fascio… ma, tagliare a caso non risolve le cose… e tanto meno le stabilizza, ma le peggiora… bisogna farsi sentire, soprattutto in questi momenti dove tutti hanno o cercano di avere i paraocchi… per fortuna che c’è ancora qualcuno che lotta! continua così!
    ciao!

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  5. Ciao Romano, sono vicina a tutti i precari della scuola che hanno perso il lavoro, tutta la mia solidarietà alla tua causa e alla vostra lotta. A tutti i lavoratori della scuola che sono vergognosamente precari da venti anni e che come ringraziamento hanno ricevuto un calcio nel culo. Ormai possiamo dire che siamo in pieno regime, tutto il resto d’Europa dice che è tornato Mussolini è una manipolazione totale e noi stupidi che ci siamo dentro. Una delle caratteristiche della manipolazione è far credere ai manipolati che sono liberi di pensare, e che hanno criterio proprio. Dopo la risposta di Silvio Berlusconi al portavoce Ue di stare zitto, avvenuta in seguito alla richiesta di spiegazioni sui respingimenti dei barconi di migranti attuati dall’Italia e da Malta, segue la minaccia di bloccare il Consiglio europeo. Il nostro arrogante presidente del consiglio vorrebbe imporre un bavaglio, “secondo una modalità che in Italia conosciamo bene”. Ormai i cittadini Italiani dovrebbero iniziare a chiedersi come mai Berlusconi vada d’accordo solo con i dittatori come Gheddafi, mentre litiga con istituzioni democratiche quali quelle europee. E’ quanto si può leggere sulle pagine dell’Algemeen Dagblad, quotidiano olandese. Groenlinks Judith Sargentini, capolista del Groenlinks, ha dichiarato che Il Trattato europeo obbliga ogni Paese europeo a garantire la libertà di stampa. In qualità di frazione dei Verdi all’Europarlamento stiamo quindi considerando una procedura contro l’Italia. Se procediamo contro Bulgaria e Romania per le loro irregolarità, allora dobbiamo osare fare lo stesso con l’Italia». Se la maggioranza dell’Europarlamento dovesse appoggiare questa causa legale, e quindi ritenere fondate le forti critiche espresse da diverse fonti autorevoli in merito al ddl intercettazioni, la procedura giungerebbe nelle mani della Corte Europea di Giustizia. Laddove l’Italia sembra incapace di riflettere seriamente su nuove norme che introducono delle forti restrizioni in materia, forse serve l’intervento di una commissione più autorevole che possa ricordare agli italiani, in particolare a quelli più smemorati, il vero scopo dell’informazione e la reale utilità delle intercettazioni nelle indagini delle forze dell’ordine.

    Viva la libertà di stampa.

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