Dalla parte di Saragnese

prof. Luigi Saragnese
prof. Luigi Saragnese

Esprimo la massima  solidarietà nei confronti del prof. Luigi Saragnese, assessore, di Rifondazione Comunista, alle Risorse educative al Comune di Torino, oggetto di richieste di autoritiro della delega da parte del sindaco Sergio Chiamparino. Ho avuto modo di conoscerlo, di ascoltarlo durante le riunioni di partito o di avere la sua presenza fra il pubblico alla discussione della mia tesi di laurea, e so di certo che ha operato sempre per il bene della nostra città. Il suo stile lo ha connotato,  sempre,  come un politico “dalla parte delle fasce sociali più deboli”.  Persona colta e sensibile.  Sono allibito di come spesso le persone subiscono un trattamento che non meritano. Persone che si vorrebbe mettere nell’angolo, perché a molti fa comodo che i rapporti non siano duraturi. Persone, anche comuni cittadini, che “si preferirebbe non vedere”, magari come qualcuno ha ventilato, trasmesso nei tg, costituire vagoni della metropolitana riservati ai cittadini italiani, milanesi “doc”, e altri, al resto del mondo. Persone che non si vorrebbe vedere, e per questo, qualcuno propone anche di concedere loro “solo un’ora per l’elemosina”. Tutto ruota, persone comprese, come fossero monete: oggi qua, domani chissà.

Forza Luigi, respingiamo uniti al mittente!!!

La vendetta dei fatti, porta anche Barbara eletta

fiom-airascaLa vendetta dei fatti realizza al meglio la grande vittoria dell’amica Barbara alle elezioni Skf di Airasca. Complimenti Barbara. Complimenti alla Fiom. Complimenti agli elettori e un grazie anche da parte mia per la loro scelta. L’elettore è sempre sovrano. Si realizza così una vittoria voluta, cercata, frutto di impegno, come persona e come sindacalista. Una determinazione, quella di Barbara dettata “per amore”, verso dei compagni e colleghi di lavoro. Verso una idea, di giustizia e di equità. “La cultura della fretta” o “la cultura dell’adesso”, cioè il modo in cui si vive oggi, parrebbe divaricare il nostro tempo in due aree contrapposte: quella in cui si collocano gli affezionati ai soldi, e quelli ancorati alla forza delle idee. La rivista Internazionale, 1-7 maggio 2009, a pagina 52, presenta un articolo che suscita più di una riflessione: “Per amore dei soldi”. In un passo afferma: “Il semplice fatto di pensare ai soldi ci fa sentire più sicuri e meno inclini ad aiutare gli altri. Non solo: avere in mano dei contanti elimina il senso di emarginazione sociale”. (Consiglio in ogni caso la lettura del bellissimo articolo, in maniera che la lettura completa possa dare più contributi che un passo estrapolato e riportato qui). Nei giorni precedenti la votazione per le Rsu, (ieri, 7 maggio 2009) nella realtà in cui Barbara lavora, spesso, insieme a lei, ed altre colleghe, colleghi di lavoro, abbiamo provato a ragionare tra le opzioni che gli elettori avrebbero avuto. A volte anche in fabbrica si ha la sensazione “di inadeguatezza”, o, come molti sostengono, “di essere fuori tempo”, o “fuori dalla storia”. “Tanto non serve a nulla”, è il coro, la sinfonia più ascoltata degli ultimi tempi. La determinazione della candidata, con le sue idee, e la vicinanza dei suoi compagni hanno avuto il sopravvento sopra ogni cosa, anche quando la stanchezza pareva lasciare posto alla sfiducia. Conquistando giorno dopo giorno, con la sola forza delle idee, e ripeto, della passione, dell’impegno e della militanza sindacale, anche coloro che avevano girato le spalle alla Fiom. Barbara, da oggi è nuovamente un piccolo tassello nella sua realtà. Ha avuto il consenso e la fiducia di persone che le chiedono, prima ancora di tutelarle “la creazione di una relazione buona e durevole”, direbbe Zygmunt Bauman (come afferma ne “L’arte della vita”). 59 persone che hanno avuto la forza di dire quale è il loro modello relazionale e che tipo di “contrattazione”, o “non contrattazione” auspicano, e che con il loro voto hanno voluto essere, tramite Barbara “artisti della propria vita”. Personalmente sono convinto che la forza delle idee, la partecipazione, l’informazione possano aiutare ad avere un atteggiamento culturale diverso, fermo restando il rispetto per la persona. Ho provato a leggere, mosso dalla curiosità, l’articolo della rivista, Internazionale, “La sinistra invertebrata”, pagina 32 dello stesso numero sopra citato. Mi aveva colpito la copertina: Marx con una pistola puntata alla tempia. “C’era una volta la sinistra”. La sinistra esiste. Resiste. Tuttora. Forse l’errore è quello di “aver voluto migliorare il capitalismo”. Ritengo sia utile ripartire da quei pochi che con il loro stile ed il loro impegno abbiano voglia di mettersi a disposizione dei più svantaggiati. Possibile mi chiedo che la realtà “per essere reale” ed interessante debba aver bisogno di telecamere pronte ad osservare il tutto? Se il resto non viene osservato da una telecamera non interessa? Bisogna preoccuparci di questo? E i bisogni, se non li vediamo filtrati da una telecamera non esistono? Vogliamo non vederli? Ho provato a pensare all’atteggiamento culturale, di indifferenza, di ostentazione del marchio: chi si ricorda i “paninari” degli anni ’80? Ma la responsabilità è di un solo soggetto che detiene il monopolio dell’informazione o forse anche di chi assume un atteggiamento culturale poco critico? Possibile che pochi si rendano conto che le discussioni non sono “nazionalizzare le banche”, ma che invece si sta parlando di “nazionalizzare i debiti”? Possibile che molti siano così distanti dal pensare che: un licenziamento che tocca il mio vicino di casa possa toccare domani anche a me, e non alzare “la testa” e dire “no ai licenziamenti”? Possibile che l’egoismo e “l’amore dei soldi” ci rendano così “sani ed indifferenti” ? Possibile che un portafoglio pieno possa essere il surrogato di una relazione sociale?

Concludo rinnovando i miei migliori auguri a Barbara e per il rinnovo al suo impegno, e colgo l’occasione per ribadire che questo strumento, da virtuale che era, ha permesso e sta permettendo di entrare in relazione sempre più con i veri protagonisti: dai colleghi di Barbara ad altri operai che mi ringraziano e ci ringraziano per questo lavoro svolto. Anche ieri, sulle pagine de La Stampa,un articolo riportava “Un operaio al giorno in mano ai cravattai. Allarme Fiom: il nostro sportello è preso d’assalto”. Molti di questi operai mi hanno ringraziato e hanno voluto conoscermi per l’informazione che avevo contribuito a posizionare su questo blog.

La Fiom ha due delegati, il Fali 3, di cui un impiegato; la Fim 3, di cui un impiegato; la Uilm 1.

Alle passate elezioni il Fali ne aveva ottenuti 5, la Fim 2, la Fiom 1, la Uilm 1.

Tra gli operai la Fiom è il secondo sindacato con 124 voti (22,63%).

Il Fali 218.

La Fim 122 voti.

La Uilm 84 voti.

Barbara, se vuoi e puoi scrivere e descrivere ti aspettiamo e ti aspettano i tuoi numerosi elettori, ma anche chi non ti ha eletto.