Il 4 aprile non deve “evaporare”

Questa mattina ho deciso di andare a trovare amici e colleghi, ritrovati nella grandiosa manifestazione di Roma, e non più rivisti o sentiti, anche per via del tragico evento accaduto in Abruzzo (nel più totale rispetto del lutto che ha colpito la popolazione abruzzese). Una foto dei giorni scorsi, apparsa sui quotidiani mi ha colpito immensamente: un signore sorridente, al centro della fotografia, con “due signori, grandi e potenti”: un signore americano ed uno russo. Pollice alzato, e ok, tutto a posto. “Ho messo a posto tutto io”. Tutti a guardare, la grandezza di quel signore, capace di dispensare carezze e consigli. “Cose mirabolanti”. Come dice un mio amico, la potenza dell’immagine, ha sortito un grande effetto. Un’immagine studiata? Però di colpo ho pensato ad altre immagini, questa volta televisive: ascoltatori, pubblicità da mandare in onda, e “risponda subito”, quasi a pregare e a dire, “prego, riponga il dolore o il suo lavoro per un momento”; è il mercato bellezza! E così, di pensiero in pensiero, da immagine a immagine, stavo pensando, sempre nel rispetto del dolore, del lutto di quanti hanno perso parenti, cari, amici, che una grande fetta del “patrimonio di tanti lavoratori che hanno partecipato sabato 4 aprile stesse evaporando”.
giornalino-borrelli-in-bacheca-cgilChe fine hanno fatto i compagni di viaggio?
E così sono andato , a trovarli, oggi, presso le loro abitazioni. Poirino, Chieri, Riva di Chieri, Villar Perosa. A Riva, dove c’è una grande azienda ho incontrato un paio di amici, che questa settimana hanno lavorato. (le altre erano in cig). Mi hanno raccontato delle difficoltà ad andare avanti con pochi soldi a fine mese. Insieme abbiamo deciso di acquistare una copia del Corriere di Chieri, e lì mi hanno indicato l’articolo che li riguardava. “Embraco: accordo sui tagli d’orario. Contratti di solidarietà per tutti gli operai fino al novembre 2010”. Mi dicevano che i contratti di solidarietà avranno una durata di un anno e e mezzo, circa 463 i dipendenti che li utilizzeranno, con una riduzione d’orario lavorativo inferiore al 40%. Entrambi mi chiedono: “E poi, che ne sarà di noi”? Uno paga 450 euro di affitto abita con il fratello e spesso si fa aiutare dai genitori. “Datevi da fare”, avrebbe sicuramente risposto qualcuno. Dopo Riva mi sposto a Poirino:qui incontro altri due vecchi colleghi. Uno di questi, A. (nome puntato in quanto non vuole farsi riconoscere) con tante settimane di cassa integrazione, mi chiede di informarmi su un fatto che lo riversa in condizioni disperate: “Spesso sono in cassa integrazione, da settembre”, puntualizza. Nei scorsi mesi, pur essendo in cassa integrazione “ho coperto la cig con permessi vari e ferie: è possibile?”.
Poi, mi racconta:”in questo periodo, pur essendo in cassa integrazione, in seguito ad una causa persa, mi viene decurtato quanto prendo, direttamente dalla busta paga”. Mi chiede ancora.”E’ possibile”?.  Questo punto interviene anche l’altro amico, e con molta vergogna mi dice “Anche a me, non per una identica situazione, capita che mi venga decurtato lo stipendio”. Anche loro, all’incontro sono venuti con una copia del giornale e mi indicano l’articolo che riguarda la loro azienda:”Poirino, scontro alla Denso sulla “cassa. La Fiom annuncia i ricorsi, l’azienda risponde con la mobilità per 90 dipendenti”. (articolo di Federico Gottardo, venerdì 10 aprile 2009). I sindacati si incontreranno in settimana per discutere del problema. Un’azienda, continua il giornale “che a Poirino conta 1354 dipendenti”. L’altro ragazzo mi racconta situazioni incredibili, con paura e ansia, che spesso toglie il sonno. Paura che la mobilità potrebbe toccare a loro. “Differenze inventariali della quarta settimana”: forse, quasi un anno fa, questo termine poteva tenere banco nelle discussioni. Ora non più. Siamo fermi, forse alla seconda settimana. Parliamo insieme dei problemi dei pensionati, che spesso, anche loro, “stanno peggio di noi”, oppure  degli impiegati Fiat che “intravedono ancora la cassa integrazione”. Questi due compagni, sono i più disperati: entrambi avevano fatto progetti: chi una casa, chi un progetto di vita, una compagna, magari un bimbo. Approfittando di un periodo in cui l’azienda andava.
Non so cosa dire, solo ascoltare. Ci salutiamo.
Uno di questi mi ringrazia per la mia presenza, anche in suo nome, a Roma. Colgo l’occasione per fargli vedere le fotografie. Lui che a Roma, non ci è mai stato, e forse, per ancora chissà quanto, non ci andrà. Cambio zona e vado a trovare altri lavoratori, quelli della Indesit. Mi raccontano di uno stabilimento forse salvo, ma, mi dicono “con quanti lavoratori, non lo sappiamo”. Raccontano di alcuni appuntamenti, il primo a Roma per il 17, il secondo a Torino per il 24.  Anche qui, disperazione. Si parla soltanto di come alcuni si siano arricchiti dei più poveri, “dei manager assediati”, delle storture del capitalismo.

Ancora qualche giro e nel tardo pomeriggio mi reco presso la Cgil, quasi a concludere un giro iniziato esattamente una settimana fa. Trovo gli amici con cui avrei dovuto fare il viaggio verso Roma, ma che non ho fatto con loro per via del treno. Saluto Stefano e i suoi tre colleghi, che come sempre mi hanno ospitato con grande entusiasmo. Dono a loro, da tenere in quell’ufficio la maglietta della ricorrenza “Io c’ero” acquistata in treno durante “la trasferta”. Parliamo di ciò che è stata la manifestazione e di ciò che ci attende. Ricompattiamoci. Ritroviamoci. Riappriopriamoci della politica e non facciamola più essere lo zerbino dell’economia.

In Cgil ho colto l’occasione, ancora una volta per ringraziare Roberta a nome di tutti coloro che hanno scritto (anche per quelli che hanno utilizzato questo blog come fosse un erogatore di servizi: prendere, e non tornare più) problematiche inerenti la disoccupazione: quesiti spesso non facili, anche perché non è il mio lavoro. Colgo l’occasione per ribadire a tutti di informarsi sempre presso l’Inca Cgil. Avrete sempre informazioni utili.

3 pensieri riguardo “Il 4 aprile non deve “evaporare””

  1. Caro Romano, Rosina e voi tutti che seguite il Blog.
    Si legge che nelle altre nazioni, Francia, Gran Bretagna si vive un clima pre-rivoluzione dovuto alla crisi che morde tutte le piccole certezze del proprio viver quotidiano di tante persone. In Italia, siamo distratti dai media che offuscano la realtà, o dalla non opposizione presente in parlamento. La personalizzazione della politica, porta a dar voce nei media soltanto ai leader di questa classe politica italiana non adeguata al proprio compito. Alcuni, tanti politici parlano e non sanno neanche quel che dicono. Casini si riempie la bocca da anni parlando sempre di famiglia e aiuti ad essa nel senso tradizionale di intenderla. Le famiglie vanno aiutate sicuramente, ma intanto questi esclude ciò che i dati reali dicono essere; ad esempio i single, a Torino, hanno superato numericamente le famiglie.
    Sempre a Torino sento di persone, comuni, che vanno a raccattare per terra frutta ed ortaggi nel mercato di via Nizza; altri signori li vedo tutti i giorni, e non soltanto io, frugare nei cassonetti della spazzatura in cerca di un qualcosa da mangiare o riciclare. Nei bar si sentono le notizie sui pensionati che “rubano” nei supermercati qualcosa con cui sfamarsi e del relativo arresto “dovuto” pare, in quanto ripreso dalle telecamere.
    La lista comunista, deve pensare ai lavoratori sicuramente: al primo posto; subito dopo deve essere posto, secondo me,
    il problema dei pensionati, abbandonati, da questi governi di destra o di centro-“sinistra”, a misere pensioni, che li costringono a deviare da un percorso dignitoso, proprio nella fase della loro esistenza più fragile, che dovrebbe essere riservata alla serenità, dopo una vita di lavoro.

    Poi, il problema dei single; siano essi persone divorziate, separate, o persone che vorrebbero costruirsi un percorso per creare una famiglia e non possono per via della mancanza di lavoro, o nella maggior parte dei casi: per via del reddito derivante dal lavoro insufficiente che non permette di realizzare; tradotto significa Furto del Futuro, che se dovesse essere sanzionato con del carcere dovrebbe prevedere l’ergastolo per i politici responsabili!

    Questi devono essere i temi politici di una piattaforma programmatica della lista comunista e anticapitalista.

    Gli altri in parlamento non hanno saputo e non sanno e ove sanno non possono dare, per via degli interessi che debbono difendere, risposte in merito.

    Tocca a noi darle!

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    1. Grazie Daniele: anche per te, per la tua presenza costante, a volte riesco a superare momenti “di delusione”. A volte piacerebbe ottenere di più, e, da questo “piccolo laboratorio”, (perchè è anche questo),mi rendo conto di quanto sia in salita l’operato di chi ha voglia ancora di continuare a credere in certi valori e portare nella politica le istanze e i bisogni dei lavoratori, dei pensionati, dei single. Hai ragione: finchè qualcuno ha il coraggio e la forza di portare avanti certi valori, facciamolo. Dobbiamo scontrarci contro 25 anni di sfrenato liberismo: carte di credito, finanziamenti, fidi, cessione del quinto stipendio. Tutto era alla portata di tutti, apparentemente. Una firma, e i soldi erano sul conto corrente. Soldi da ridare, e quanti in più, da ridare. Poi, ti si chiedeva un piccolo gesto di solidarietà, nei confronti di un collega licenziato, di un miglioramento possibile attraverso il nostro unico strumento di pressione, lo sciopero, e ti rispondevano che il solo loro amico era il portafoglio, gonfio, si, ma “di cambiali”. (soldi da restituire). Caro Daniele, la mentalità è dura da modificare. Ci si lamenta del partito, del sindacato: “fanno nulla”, ti senti rispondere…ma loro, per i colleghi di lavoro quando versano in stato di necessità, cosa fanno? Io ho aderito a tutti gli scioperi, eppure, i possibili benefici che potrebbero derivare da questo andranno a tutti: anche a quelli che il giorno dello sciopero erano presenti. Crumiri ed egoisti, rispondo!Ciao, Daniele, e grazie. Vedi, non hai posto domande, quesiti sulla disoccupazione, eppure….ci sei. Grazie ancora

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  2. Ciao Romano, siamo a Pasqua, anche per i compagni e gli amici del Blog: è normale che vi sia stato un piccolo rallentamento di visite.
    Il lavoro che svolgi, secondo me, è prezioso, oltre che essere di elevata qualità.
    Unire virtuale a reale come fai te mi pare essere una “mossa” vincente ed i numeri del Blog, da quel che ho letto, lo hanno confermato.

    Quanto sopra ho scritto “Tocca a noi darle!” intendo dire: noi della lista comunista e anticapitalista.
    Sto vedendo che si stanno muovendo molto bene; io sono fiducioso; e, penso che tante persone stanno iniziando a coglierlo.
    Alla prossima e Buona Pasqua a te e a tutti.

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