Buon Primo maggio a tutti noi “che ci eravamo mancati tanto”

elezioni-rsu-fiom-skf-airascaTorino 30 aprile 2009. In anticipo di qualche ora mi vedo una Torino, come da migliore tradizione, colorata di rosso, con tanta gente, donne, uomini, bambini, uniti, sotto un unico colore: il rosso, della passione, di un ideale; ideale di giustizia sociale, volta ad una redistribuzione più equa delle risorse. Il mio grazie va a tutte le persone che ho conosciuto fin da bambino e che mi hanno trasmesso il senso di un’idea di giustizia. Una di queste, la partigiana Enrica Dellavalle, che mi ha trasmesso “storia”, di solidarietà e di lotta. Dei suoi parenti, che lavoravano nelle fabbriche di Torino, dei suoi numerosi scioperi, che oggi, quando vengono indetti, non sono più partecipati. Un ricordo ed un grazie a tutti i racconti di Gianni Alasia, che con i suoi racconti nel giorno della liberazione di Torino, e delle sue manifestazioni al primo maggio, fanno ancora venire la pelle d’oca. Un grazie ai compagni della Fiom, che questa sera, dopo tantissimo tempo, rivedrò: compagni della Fiom Denso, che si propongono come candidati a Poirino. Candidati in una lista civica ma che portano in essa la propria “storia” e la propria appartenenza a Rifondazione Comunista. Palazzo Claudio, Cardamone Michelina e tantissimi altri, che continuamente si battono ogni giorno per “l’affermazione dei diritti sul luogo di lavoro”. Insieme a loro rivedrò tantissima altra “bella gente”, che vuole ringraziarmi per il bellissimo lavoro svolto con il blog e portato alla conoscenza di molti grazie anche all’articolo di giornale “Classe operaia va sul web”, anche se io, vorrei portarla “in paradiso”, senza più lotte né “conflitti”, perché finalmente “hanno ottenuto tutto quanto di cui hanno bisogno”. Compagni di fabbrica, come quelli che rivedrò domani, come quelli conosciuti nelle manifestazioni: Barbara e gli  amici Fiom della SKF impegnati di qui a poco in una campagna sindacale che li vedrà impegnati in una tornata “elettorale”- sindacale. Il Blog li sostiene. I miei migliori auguri e la mia preferenza è ormai nota: “Barbara delegata”. Insieme ad altri  della Bertone, Indesit, Magneti Marelli, Iveco e tutti, ma proprio tutti, che insieme abbiamo “invaso” più volte le strade e le piazze di Roma e Torino. Auguro a tutti un buon primo maggio, e prendo a prestito delle parole dedicatemi da una persona particolare: “ci eravamo mancati tanto”.

Buon primo maggio 2009.

Presentazione della Lista unitaria Comunista e Anticapitalista

Roma, 28 Aprile 2009. PdCITv ha trasmesso in diretta la presentazione dei candidati della lista unitaria anticapitalista e comunista. Compagni/e si parte!

Liste dei candidati alle Europee 2009

CIRCOSCRIZIONE NORD-OVEST  19

1    VITTORIO AGNOLETTO – Europarlamentare uscente
2    GIOVANNI PAGLIARINI – Lombardia (MI) – Responsabile Lavoro PdCI
3    HAIDI GAGGIO GIULIANI – Liguria (GE) – Insegnante in pensione
4    MARGHERITA HACK – Astrofisica
5    CIRO ARGENTINO – Piemonte (TO) – Operaio ThyssenKrupp
6    ALESSANDRO BORTOT – Valle d’Aosta – Figura storica sinistra valdostana, ex- cons regionale, cooperativa “lo pan ner”, Espace Populaire, commercio equo solidale
7    PATRIZIA COLOSIO – Lombardia (BS) – tra le fondatrici dell’ass. Pianeta Viola , lunga esperienza nella formaz. su tematiche inerenti al genere e all’orientamento sessuale
8    MARINA FIORE – Piemonte (NO) – Protagonista movimento contro produzione caccia f35
9    OMBRETTA FORTUNATI – Lombardia (MI) – Consigliera provinciale
10    RITA LAVAGGI – Liguria (GE) – Insegnante, Sinistra europea, comitati ambientalisti
11    ALEANDRO LONGHI – Liguria (GE) – Ex parl DS e poi PdCI, pensionato FF.SS
12    ENRICO MORICONI – Piemonte – Consigliere regionale Uniti a Sinistra
13    ANTONELLO MULAS – Piemonte (TO) – Delegato Fiom Mirafiori
14    PAOLA NICOLI – Lombardia (MI) – Ricercatrice Cti
15    ESAHAQ SUAD OMAR SHEIK – Piemonte (TO) – Comunità somala, intermediatrice culturale
16    DIJANA PAVLOVIC – Lombardia – Attrice Rom
17    ROSANGELA PESENTI – Insegnante di Storia e Letterature nella scuola Superiore, Analista Transazionale e formatrice, dirigente nazionale dell’Udi fino al 2003, autrice di saggi e narrativa
18    DANIELA POLENGHI – Lombardia (CR) – Assessore comunale
19    ERMANNO TESTA – CIDI nazionale

CIRCOSCRIZIONE NORD-EST  13

1    LIDIA MENAPACE – Pacifista
2    OLIVIERO DILIBERTO – Segretario nazionale PdCI
3    ALBERTO BURGIO – Docente Storia della filosofia contemporanea presso l’Università di Bologna, autore di numerose pubblicazioni
4    FRANCESCA ANDREOSE – Veneto (PD) – Insegnante
5    ANNAMARIA BURONI – Veneto (VE) – Pres. Ass. Contromobbing (2000 aderenti)  con sportello pubblico in collaboraz con la Prov di VE e in collaboraz con i Comuni di VE, RO, TV, VR
6    CINZIA COLAPRICO – Emilia Romagna (FC) – Operaia Zanussi di Forlì, cassintegrata, RSU, componente del direttivo regionale della FIOM
7    PIA COVRE – Friuli Venezia Giulia – Attivista impegnata per i diritti civili, ambientalista e pacifista. Fondatrice del comitato per i diritti civili delle prostitute
8    VALERIO EVANGELISTI – Emilia Romagna – Scrittore
9    EMILIO FRANZINA – Veneto (VI) – Prof Storia Contemporanea Verona,Cons provinciale Vicenza PRC PDCI e  movimento No Dal Molin
10    IGOR KOCIJANCIC – Friuli Venezia Giulia (TS) – Consigliere regionale
11    SERGIO MINUTILLO – Friuli Venezia Giulia (TS) – Primario cardiologo Ospedale Trieste
12    SARA SBIZZERA – Veneto (VR) – Traduttrice
13     LOREDANA VISCIGLIA – Emilia Romagna (RE) – Insegnante

CIRCOSCRIZIONE CENTRO 14

1    OLIVIERO DILIBERTO – Segretario nazionale PdCI
2    FABIO AMATO – Responsabile Esteri PRC
3    MARIA ROSARIA MARELLA – Umbria (PG) – Docente Universita’ Perugia
4    RANIERO LA VALLE – Sinistra cristiana
5    ANDREA CAVOLA – Lazio – Rappresentante sindacale SDL, cassintegrato Alitalia
6    ROSA (ROSI) RINALDI – Lazio (RM) – Direzione nazionale PRC
7    PAULA BEATRIZ AMADIO – Segretaria provinciale PRC Ascoli Piceno
8    NICOLETTA BRACCI – Toscana – Bracciante agricola
9    ORFEO GORACCI – Umbria (PG) – Sindaco di Gubbio
10    GIUSEPPE MASCIO – Umbria (TR) – Assessore regionale Lavoro
11    MARIO MICHELANGELI – Lazio (FR) – Segretario regionale PdCI, ex assessore regionale
12    BASSAM SALEH – Lazio (RM) – Comunità palestinese
13    VINCENZO SIMONI – Toscana (FI) – Presidente Unione Inquilini
14    LUIGI TAMBORRINO – Lazio (RM) – Centro sociale Rialto

CIRCOSCRIZIONE SUD  18

1    VITTORIO AGNOLETTO – Europarlamentare uscente
2    MASSIMO VILLONE – Professore universitario, costituzionalista
3    GIUSTO CATANIA – Europarlamentare uscente
4    LAURA MARCHETTI – Puglia (BA) – Ambientalista, docente Università Foggia
5    CICCIO BRIGATI – Puglia (TA) – Operaio Ilva
6    NICOLA CATALDO – Basilicata (MT) – Avvocato
7    PELLEGRINO DEL REGNO – Campania (AV)
8    SANDRO FUCITO – Campania (NA) – Consigliere comunale al Comune di Napoli
9    LUCIO LIBONATI – Sinistra europea
10    DOMENICO LOFFREDO – Campania (NA) – Operaio del circolo FIAT di Pomigliano, attivo nelle proteste delle ultime settimane
11    ANTONIO MACERA – Abruzzo (TE) – Segretario regionale PdCI
12    CARMELA MAGLIONE – Campania (NA) – Insegnante
13    GIUSEPPE MERICO – Puglia (LE) – Segretario regionale PdCI
14    GIOVANNI PISTOIA – Calabria (CS) – Autore di pubblicazioni, Presid Fondazione C. De Luca (onlus che si occupa di Letteratura per l´infanzia )
15    AMEDEO ROSSI (detto LOREDANA) – Campania (NA) – Transessuale, Cantieri Sociali, operatrice Cooperativa Dedalus di Napoli, attiva nelle battaglie contro le logiche securitarie
16    MICHELANGELO TRIPODI – Calabria (RC) – Assessore regionale
17    BERNARDO TUCCILLO – Campania (NA) – Ass. prov. al Lavoro a Napoli
18    DANIELE VALLETTA – Puglia (BR) – Consigliere comunale Brindisi

CIRCOSCRIZIONE ISOLE  8

1    MARGHERITA HACK – Astrofisica
2    GIUSTO CATANIA – Europarlamentare uscente
3    ANNA BUNETTO – Scrittrice, pedagogista
4    ALESSANDRO CORONA – Sardegna (NU) – Sindaco di Atzara
5    RENATA GOVERNALI – Sicilia (CT) – Pedagogista, scrittrice
6    PIERPAOLO MONTALTO – Sicilia (CT) – Segretario Federazione PRC Catania
7    LINA RUSSO – Sicilia (SR) – Operatirice sanitaria
8    LAURA STOCHINO – Sardegna (CA) – Ricercatrice, insegnante precaria

Gramsci, il carcere fascista e le fabbriche

Monumento ad Antonio Gramsci. Rimini. Bigazzi
Monumento ad Antonio Gramsci. Rimini. Bigazzi

Oggi ricorre l’anniversario della morte di Antonio Gramsci, avvenuta il 27 aprile del 1937, grande intellettuale e capo del partito comunista italiano tenuto per decenni dentro le carceri dal fascismo, fino a sfinirlo.

Nessuna parola nelle reti televisive italiane, neanche nel Tg3 telegiornale pubblico in quota Pd.

Il 25 aprile scorso, per la prima volta, mi sono recato – come già scritto, – insieme ad alcuni compagni di Rifondazione Comunista presso la casa di Antonio Gramsci, a Torino. Un palazzo, la cui facciata è coperta, da una ristrutturazione ormai programmata da un po’ di tempo. Ma a noi, le facciate, non interessano. Interessa la sostanza. Abbiamo, insieme ad altri compagni dei comunisti italiani, posizionato le bandiere e posato dei fiori. L’emozione è stata tanta. Un discorso del segretario di Rifondazione Comunista, un ricordo ad Antonio Gramsci. L’invito a recarci presso i cancelli di Mirafiori, dove, alcuni lavoravano. “L’invito” per me è stato come gettare un sasso in una cristalleria: dirompente. Rabbia. In una giornata di festa, in una giornata in cui, “piaccia o non piaccia l’esperienza partigiana fu determinante per restituire la libertà e la dignità al nostro Paese”, e dove finalmente a gran voce si afferma che “la costituzione non è un residuato bellico …. come da qualche parte si vorrebbe far intendere”.

Una Repubblica, fondata sul lavoro, che c’è solo per alcuni, in una giornata come questa, di festa, dove altri invece, non oggi, ma da lunedì, magari, non lavoreranno. E chissà per quanto tempo! Non entro nel merito, se era un accordo sindacale o chissà. Rifletto. Apprezzo, il sindacato a cui ho sempre dato la mia adesione, la Fiom, che, nei periodi in cui lavoravo (in una grande fabbrica), se “i colletti bianchi” erano in cassa o mobilità, indiceva, in officina, lo sciopero degli straordinari: “per solidarietà”. Solidarietà e recupero dei valori del movimento operaio, a questo bisognerà e si deve puntare. Certo, in un periodo in cui “degli impegni”, e “delle parole”, spesso se ne fanno coriandoli, buoni non soltanto a Carnevale, ma validi in qualsiasi periodo dell’anno, (anche quando non vuoi giocare, anche in tempi in cui le “feste sono finite”, ma ti fanno giocare, solo che a divertirsi ed arricchirsi sono altri) è difficile pensare che la suddivisione del lavoro, quella che non riesce a Mirafiori, Italia, possa riuscire tra Italia ed estero (vedi Indesit). E, non deve giustificare la giornata lavorativa il fatto che  negli ultimi 15 anni a pagare pegno sono stati gli operai che hanno visto aumentare il proprio reddito disponibile in misura decisamente inferiore  (più 0,6%) rispetto agli autonomi (più 2,6%), e che la percentuale dei poveri della stessa classe operaia sia passata da 27% al 31% (“poveri” coloro che percepiscono un reddito inferiore al 60% di quello medio).

Ho ripensato spesso agli esempi forniti dalla Fiom, che in tutti i modi cerca di riportare dignità sul posto di lavoro. Davanti ai cancelli di Mirafiori ho pensato a tanti personaggi del movimento operaio, che hanno sacrificato tutto, per amore della classe operaia. Ho pensato ad un grande personaggio come Paride Batini, scomparso solo pochi giorni fa.

Ho pensato alle elezioni sindacali che in alcune aziende sono imminenti, come alla SKF. Personaggi tenaci, che esistono e resistono, mettendo solo e soltanto del proprio, solo ed esclusivamente le proprie energie al servizio di un ideale concreto: quello di avere più giustizia. A questo riguardo, una compagna mi scrive sul blog: “Per cambiare questo sistema di cose, per vincere le paure e i ricatti, un appello a tutti i lavoratori SKF di Airasca, cercate di portare la democrazia dentro l’officina, è per fare ciò votate FIOM, l’unico sindacato che sta dalla parte dei lavoratori, votate Barbara, perché è una persona onesta e impegnata, se volete contribuire a togliere tutte le telecamere dentro lo stabilimento, comprese quelle dentro la mensa”. “Ormai lì sembra di vivere come in un reality, grande fratello” solo che è terribile come il libro di George Orwell”.

Ricordatevi Operai che solo voi, con il vostro voto potete farlo: portare la DEMOCRAZIA nelle fabbriche.

Ritengo, inoltre, che la Fiom, la Lista Comunista e Anticapitalista che si presenta unita alle prossime elezioni europee, debbano valorizzare maggiormente queste persone, per continuare a dare un senso attuale, ai valori della Resistenza e, per continuare ad onorare le grandi idee per cui Antonio Gramsci ha dato la vita.

IRIDE ENIA “Servizi per azioni”

Riceviamo e Pubblichiamo:

Torino 24 aprile 2009

IRIDE ENIA “Servizi per azioni”

Il Gruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio comunale a Torino ha votato contro la liberazione per l’aula della delibera di fusione Iride Enia, la cui trattazione è prevista nel Consiglio di lunedì 27 aprile.

Il lungo elenco di attività previste dall’articolo 4 del nuovo Statuto ci consegnerebbe una realtà in cui i Consigli comunali non sarebbero più chiamati a decidere sui servizi pubblici erogati, scelte che verrebbero operate da una società quotata in Borsa il cui scopo prioritario è quello di distribuire utili e dividendi ai propri azionisti.

Oltre agli aspetti tecnico-finanziari di non facile comprensione per i non addetti ai lavori, stupisce la sottovalutazione delle implicazioni dirette per i servizi pubblici locali che questa votazione avrà, a cominciare dalla possibilità per la new.co di occuparsi dell’imbottigliamento e vendita al dettaglio o all’ingrosso di acqua potabile sia direttamente che indirettamente.

È l’inizio della fine per i servizi pubblici locali e un’ulteriore mina all’autorità e all’autonomia delle assemblee elettive; stupisce la retorica di quanti, ancora oggi nel mezzo di una crisi che riscrive le leggi dell’economia, continuano a lodare termini quali la concorrenza, la competizione e il mercato.

Confermata anche dalle risposte dei vertici Iride la possibilità di entrare nella gestione o progettazione di impianti nucleari, scenario tutt’altro che lontano, anche grazie alle scelte dissennate del Governo.
Avvertiamo un senso di responsabilità nei confronti dei cittadini torinesi e siamo da sempre impegnati nella battaglia per i beni comuni e a tutela dei servizi pubblici locali. Anche per questo condurremo nelle sedi istituzionali e pubbliche la battaglia per la loro difesa, senza ambiguità alcuna.

Renato Patrito
Segretario Provinciale Rifondazione Comunista

Luca Cassano
Capo Gruppo PRC Comune di Torino

L’attualità di Antonio Gramsci.

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Casa Gramsci

Oggi, 25 aprile 2009, ore 11.30. Sono stato ad una commemorazione, quella di Antonio Gramsci, in “piazza Carlina”, a Torino. Siamo stati  sotto la sua casa, a ripensare ai suoi scritti, ai suoi ideali, all’attualità del suo pensiero, oggi. Dopo che il segretario di Rifondazione Comunista della federazione di Torino, Renato Patrito, ha pronunciato il suo discorso, alcuni compagni hanno deciso di andare presso lo stabilimento di Mirafiori, dove, non si sa, se per un accordo sindacale, una “comandata” o altro, alcuni operai, oggi, giorno di festa, stavano lavorando. Quanto sei attuale, Gramsci!


Buon 25 aprile a tutti.

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Tutti gli Interventi della apertura della campagna elettorale della lista Comunista e Anticapitalista

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Libri a richiesta stampati in cinque minuti

nuova invenzione

Libri a richiesta stampati in cinque minuti

Presentata a Londra la «Espresso book machine», la macchina che può stampare più di 400.000 titoli a scelta

MILANO – Sembra una grossa fotocopiatrice, questa nuova invenzione presentata alla libreria Blackwell di Londra. La «Espresso book machine» può stampare e rilegare un libro in circa cinque minuti. Con un catalogo di più di 400.000 titoli (che dovrebbero arrivare a un milione entro l’estate), promette di rendere subito disponibili libri ormai fuori stampa o di evitare ai clienti il fastidio di sentirsi dire che un libro è esaurito.

UN LIBRO IN CINQUE MINUTI – Il lettore può scegliere tra i titoli del catalogo accanto alla macchina, quindi premere il tasto «make book» e guardare mentre il libro scelto viene stampato. In cinque minuti circa, le pagine in formato A4 vengono incollate ad una copertina a colori ed il libro esce da un’apertura laterale «caldo come un toast», come riferiscono i giornalisti inglesi che l’hanno provata. Secondo gli inventori, la «Espresso book machine» permetterà alle librerie di far fronte alla concorrenza di siti web come Amazon, offrendo ai lettori un vasto catalogo di titoli difficilmente reperibili altrove (tra gli altri, il manoscritto originale di «Alice nel paese delle meraviglie» di Lewis Carroll o i romanzi di autori come Muriel Spark o Penelope Lively): una manna per accademici, semplici lettori o aspiranti scrittori che possono entrare in libreria con la loro opera su CD e uscire con il libro fresco di stampa.

«INVENZIONE DELL’ANNO» – La «Espresso Book machine» è un invenzione dell’editore americano Jason Epstein ed è stata scelta come «Invenzione dell’anno» dalla rivista americana «Times». Descritta dal suo inventore come una sorta di «bancomat del libro», la macchina ha attratto grande curiosità alla Fiera del libro di Londra ed è stata distribuita negli Usa, Canada, Australia e si trova anche alla Biblioteca d’Alessandria d’Egitto. La «Espresso book machine» presentata alla Libreria Blackwell è la prima in Inghilterra e verrà distribuita nei prossimi mesi in tutte le librerie della catena. I proprietari affermano che la «Espresso» è il futuro, definendola come il più grande cambiamento nell’editoria «dai tempi di Gutenberg». Ancora da definire però rimane il prezzo: i libri ancora in stampa hanno lo stesso costo di quelli sugli scaffali, mentre i libri fuori catalogo costano 10 pence (circa 11 centesimi) per ogni pagina, un libro di 300 pagine costerebbe al cliente circa 33 euro.

24 Aprile 2009

Fonte: Corriere della Sera

Gramsci e tre chiese

treno-lecce-torino-super-ritardo1In una sera d’inizio aprile, durante un colloquio finalizzato al rilascio di un’intervista, volta a descrivere l’impegno sociale e politico, descrivevo le “tre Chiese”, di gramsciana memoria a cui, in gran parte dovevo l’emergere di una visibilità non voluta: “i protagonisti”, asserivo,  (altre volte, durante l’intervista, li contemplavo prendendoli in considerazione), dovevano essere gli appartenenti ad una classe emarginata, forse con un calo di coscienza sociale, ma sempre protagonista: la classe operaia “allargata”, includendo in allargata cassintegrati, in mobilità, “nuovi operai” dei call center, disoccupati, precari.

Le tre chiese: la Fiom, Rifondazione Comunista, l’Istituto Storico della Resistenza di Torino. In ognuno di questi soggetti, vi sono stati o vi sono personaggi che hanno contribuito a forgiare le mie scelte.  Nella “formazione Fiom” non posso che metterci i “soliti noti”: Claudio Palazzo, Michelina Cardamone, Pietro Passarino, e altri ancora. In Rifondazione, “duri e puri”, ma anche altri “dalle “animie fragili”: il segretario, Armando Petrini, Juri Bossuto, Sergio Dalmasso, Luigi Saragnese, e i coniugi Roberto e Carla Perasso, che “hanno fornito un tetto alla casa Rifondazione”. E poi, “l’operaio per una vita”: Mario Contu. L’ultima, è la più bella e dolce, accogliente, sempre, la casa, così preziosa dell’Istituto storico di Resistenza con tutte le persone che a vario titolo lavorano “per la memoria”.

Inoltre, così, come i “campetti di calcio da oratorio salesiano” hanno sicuramente contribuito “al gioco leale”. Oggi, giocare lealmente è davvero difficile. In ogni gara c’è sempre qualcuno che parte prima. Parrebbe che in ogni competizione qualcuno bluffa i possibili esiti. Penso a chi mi scrive asserendo che anche nelle elezioni sindacali c’è sempre qualcuno che fa di più di altri, ma ad essere eletti sono sempre altri: “politically scorrect”? Oltre alle tre chiese ribadisco che la notorietà in un contesto, attualmente locale, è un merito da condividere, con l’amico Domenico Capano: sempre disponibile, anche quando per altri “è sabato”. Ogni tanto è lecito essere spigolosi. Grazie Domenico. (siamo persone normali, quindi, ci rapportiamo “senza titoli”).

In ogni caso, vorrei chiarire che gli scopi, originanti il Blog, possono sintetizzarsi nel rilancio di un dibattito utile a sensibilizzare una certa coscienza sociale, e l’appoggio al partito d’appartenenza, un partito che crede fortemente nelle uguaglianze; quindi, nessuna intenzione, “di formare un movimento” o “di essere scelto” per le candidature imminenti. Solo ed esclusivamente un “mettersi al servizio”.  Perché gli operai? Perché contrariamente a quanto si affermava, non è una parola impronunciabile. Esistono, e non solo negli articoli di giornale. “Giù gli operai, su gli autonomi” titolava “La Stampa” a pagina 5 mercoledì 22 aprile (Stefano Lepri). Nel pezzo si citava che: “Il potere d’acquisto di salari e stipendi, al netto delle tasse, è restato pressoché fermo negli ultimi 15 anni (+0,2% annuo). Nel frattempo crescevano i profitti e anche i guadagni dei lavoratori autonomi”. Oppure, “il Manifesto”, Cgil:”La crisi non è finita. Bankitalia: operai più poveri”, a pagina 8 di mercoledì 22 aprile (Sara Farolfi). Ancora sempre sullo stesso giornale: “In 15 anni si è allargata la forbice tra autonomi e salariati”. Ancora, “la Repubblica” “Redditi, radiografia Bankitalia. Più poveri operai e impiegati”, a pagina 8 di mercoledì 22 aprile. Interessante a questo proposito il box proposto dallo stesso quotidiano:”+0,6%: le retribuzioni lorde sono cresciute solo dello 0,6% in 15 anni”. La classe operaia non è scomparsa: a sparire sono i suoi portafogli e i suoi conto corrente! L’altro giorno ho ascoltato alcune lamentele di operai che mi riferivano come “non abbiano tenuto i loro investimenti, piccoli, in polizze-pensioni”. “Fine della storia”, raccontava qualcuno alcuni anni fa. Si, della storia dei personaggi con la s minuscola, di quelli che sono “eroi” perché riescono a sfamare una famiglia per un mese intero “campando” con 1000 euro. Sempre “la Repubblica” titolava giovedì 23 aprile che “Due milioni e mezzo di italiani vivono in povertà assoluta” (Luisa Grion). “La Stampa”, giovedì 23 aprile: “Italia, quasi 2,5 milioni di poveri assoluti”(Fabio Pozzo). Ancora, “Liberazione” di giovedì 23 aprile : “Crisi, previsioni nere per l’Italia. L’Istat conferma la povertà dei lavoratori” (Sara Picaro). Stipendi e salari che ristagnano, mercato del lavoro flessibile e per coloro che entrano al lavoro ora, gli stipendi non sono così come dovrebbero essere. Stima e autostima  a giorni alterni che si posizionano “una volta sull’on una volta sull’off”. Potrei continuare a ribadire dati e concetti, ma come dice l’amico Domenico, “il lettore potrebbe stufarsi dinanzi ad una riflessione lunga”. Ciò di cui non dobbiamo stufarci è la voglia di lottare, per modificare il nostro circostante e portare avanti le nostre istanze, le nostre richieste, che poi son anche le istanze di quelli “che non hanno voce”, ora. Per un mondo più giusto, perché un altro mondo è possibile! Perché là, dove c’è una Barbara “delegata Fiom uscente” e “ricandidata ad esserlo” è giusto perché il suo è “mettersi a disposizione di”, la sua è passione, il suo è “un credo”, la sua “è libertà” da condizionamenti. Barbara e molti altri hanno voglia di gareggiare, ma ad armi pari.

classe-operaia-webCorriere di Chieri. Venerdì 24 Aprile 2009. Classe Operaia va sul web di Federica Costamagna

Potrei continuare, ma la mia voleva essere solo e soltanto un’anticipazione ad un bell’articolo di giornale, a firma Federica Costamagna, che “non aveva l’intenzione di fuorviare”, perché oggi, bisogna leggere attentamente, tutto. Oggi, il divieto “è fuorviare”. Proprio oggi, Italia Oggi titolava “Ne azzeccassero mai una. Gli economisti? Un bluff. Un libro svela tutte le loro previsioni fallite” (Franco Bechis).

Studiare, mettere a disposizione il sapere, informarsi e informare: posso leggere, verso le ore 16,00 di un 24 aprile 2009, su di un tabellone ferroviario, un ritardo di un treno, “360” minuti e pensare tantissime cose, ma forse sarebbe meglio “stare dentro la notizia e vedere chi e cosa c’è dietro”.

Un’ultima considerazione: il Blog con me, con Rosina, Lucia, Daniele, Sebastiano, Massy e tutti gli Altri ti sostiene; coraggio Barbara, vincerai le elezioni.

Domani vi aspetto numerosissimi alle 11.30 davanti la casa di Gramsci.

Provincia di Torino. CONCORSI PUBBLICI: REGOLE UGUALI PER TUTTI

tommaso-deliaPochi mesi fa la Provincia di Torino ha stabilito “nuove regole” per lo svolgimento dei concorsi.

Come conseguenza di queste “nuove regole”, allorché si terranno i 22 concorsi indetti il 3 aprile 2009 per l’assunzione di 80 lavoratrici e lavoratori, un certo numero di dipendenti assunti a tempo determinato con contratto di tipo privatistico e fiduciario (c.d. Bassanini) non verrà sottoposto alla preselezione.

Tale preselezione è prevista invece da quelle medesime “nuove regole” per tutti gli altri candidati, siano essi disoccupati, lavoratori precari o dipendenti di ruolo che intendono partecipare ai concorsi per il livello superiore. Ma le regole non dovrebbero essere uguali per tutti? Se la risposta è ovvia, la conseguenza è che l’Amministrazione provinciale, violando i principi di imparzialità, trasparenza ed efficienza, mette in atto una grave discriminazione a danno di precari e disoccupati perché crea una ingiustificata condizione di privilegio a favore di pochi altri.

Tale condizione è inaccettabile.

Chiediamo pertanto che le modalità con cui sono stati banditi i concorsi dalla Provincia di Torino siano modificate affinché le regole siano uguali per tutti.

D’Elia Tommaso

Capogruppo PRC al Consiglio provinciale

“Gig” lancia i componenti: a meno di mille euro.

In questi giorni ho pensato spesso ad alcuni personaggi “resistenti”: al capitale, alle avversità, alle delocalizzazioni. Uno di questi  personaggi è Rosanna Nardi, lavoratrice presso la Stabilus di Villar Perosa, una azienda metalmeccanica distante circa 20 kilometri da un’altra azienda in difficotà, la Indesit di None, e in prossimità di un’altra azienda, la Skf di Airasca.  Rosanna è una donna che sta lottando, per non “farsi portare via la fabbrica”, come si poteva leggere su Liberazione. Portare dove? Verso altri “lidi”, magari dove il costo del lavoro è più basso, magari dove si possono percepire 350 euro al mese, senza tutele. Già, perchè a quanto pare, le tutele si apprestano a diventare degli optional. Ma gli optinonal un tempo non erano riservati ai soli manager, quelli che ora si vorrebbero “salvare”, magari come oggi affermava Sergio Bonetto, avvocato di Torino, con una norma anticostituzionale”? (Liberazione, Fabio Sebastiani). Gianni Rinaldini accosta a questo tema una similitudine già usata in altri frangenti: “Un’altra porcata”. Cosa? “L’articolo salvamanager” il 10-bis, contenuto nelle modifiche al Testo unico, oggetto in questi giorni del confronto alla Conferenza Stato-Regioni. A detta degli esperti si manomette l’istituto dell’obbligo di impedimento”. ‘E’ interessante la lettura dell’articolo che paragona questo “salvamanager” al “Lodo Alfano”. “Con questa sorta di lodo Alfano introdotto da Sacconi, come si legge nel testo, – il non impedire l’evento equivale a cagionarlo,- ma solo alle seguenti condizioni”: che l’evento non sia imputabile ai soggetti di cui agli articoli dal 56 al 60 compreso del presente decreto legislativo per la violazione delle disposizioni ivi richiamate. I soggetti sono: preposti, medico competente, progettisti, fornitori e lavoratori’. Da queste righe si può interpretare come sostiene Cremaschi “una sorta di bonifica dei processi“. A partire da quello Thyssen. Ma in questa giungla “metropolitana globale” parrebbe che il mondo stia andando davvero alla rovescia. Mentre lungo le periferie del torinese, e non solo, molte bandiere rosse  nei pressi dei cancelli delle fabbriche indicano “stato di agitazione ” o delocalizzazione in atto, molti si stanno affannando a parlare di “sglobalizzazione”. Possibile? Certo non possibile seguendo le parole lanciate come slogan da alcuni: protezionismo, o addirittura autarchia. I segnali degli ultimi tempi ci indicano di navi container mezze vuote, aerei nelle identiche condizioni; addirittura una notizia di alcuni giorni fa indicava, in un posto lontanissimo da noi, dei ragazzini che smontavano pezzo per pezzo per pochi centesimi di compenso i container non più utilizzati. Con gravi rischi e conseguenze per la propria salute. Tutto questo mentre nel nostro Paese, di rimbalzo dall’Inghilterra, sempre più persone, donne e uomini, si protendono a vivere in prima persona da “gig”. No, non è in atto una “ri-proiezione” del famoso cartone animato.  Gig,  che significa “estemporanea”, e da qui, forse dopo aver lanciato “un paio di componenti, quando va bene, perchè a volte ne servono tre”, si arriva al “giganomo”, un neologismo inglese che indica il precario a vita. Quindi, in sintesi, i “componenti lanciati” dovrebbero fare “una unità”. Tre per uno? Si direbbe di si. Disponibilità, sempre e garantita e flessibilità, come al self service: “24 ore aperto”.  Ma questa realtà fa assaporare i suoi frutti anche nel nostro Paese. E non è un fenomeno dei soli professionisti, ma di gente comune. Magari non sotto i riflettori, ma in carne ed ossa comunque. Fortunatamente, una volta tanto “siamo stati scippati di un primato”: i mammoni sono domiciliati in Inghilterra, terra dove incide maggiormente la loro presenza.  Un primato “perso” a cui fa da controaltare il gran numero di “master-card” da ottanta euro ogni bimestre” che gli anziani riescono a sfoggiare. Ma, per tornare ai personaggi che riescono a resistere ed essere da stimolo ed esempio per molti compagni di lavoro e di lotta, non posso non pensare ai commenti arrivati sul blog, e in via riservata nella mia e-mail, riguardanti le elezioni sindacali imminenti alla SKF. Si è parlato di filosofia, e Barbara devo dire che è stata molto chiara nell’esprirmere un concetto di un filosofo. “Sbagliano quelli che pensano che la vita si spiega con la filosofia. Per quanti sforzi il pensiero faccia, il risultato è sempre lo stesso: la filosofia arranca dietro la vita che ride” (Volpi). Pur non facendo parte di “conventicole” particolari, di “non avere santi in paradiso”, di non avere “sponsor di quelli che contano” e che quando ci sono soffiano “sulla vela che per altri migliore” ma solo in apparenza, credo che Barbara meriti questo piccolo riflettore, un blog, (ma che ormai non  solo più questo) che dica a tutti, in modo chiaro e forte, che la sua candidatura è solo e soltanto di “servizio al compagno di lavoro”. Un servizio e non uno strumento di potere o “trampolino” di quelli che si costruiscono sovente, ma che molto spesso non hanno nessuna utilità. Coraggio Barbara.

Referendum, Franceschini vuole regalare l’Italia a Berlusconi per i prossimi 30 anni

REFERENDUM, FRANCESCHINI VUOLE REGALARE L’ITALIA A BERLUSCONI PER I PROSSIMI 30 ANNI.

21 Aprile 2009

La scelta di Franceschini e del Pd di votare sì a un referendum elettorale come quello proposto dai referendari Segni e Guzzetta che introdurrebbe in Italia un bipartitismo coatto e ridurrebbe la legge elettorale italiana a una legge peggiore della legge truffa del ‘53 e molto simile alla legge fascista e liberticida Acerbo del ‘24 indica semplicemente che la connivenza del Pd con Berlusconi è totale. Ma indica anche il masochismo dell’attuale centrosinistra. Con una legge elettorale come quella proposta dai referendari, infatti, Berlusconi e il centrodestra vincerebbero le elezioni per i prossimi trent’anni. Risulta sempre più evidente, quindi, che l’unico obiettivo di Franceschini e del Pd non è battere Berlusconi e strappare il Paese al governo delle destre ma cercare di distruggere tutto quello che si muove a sinistra, imponendo agli italiani un bipartitismo coatto, illogico e contrario allo spirito della Costituzione. Contro il referendum ci batteremo in ogni sede, a prescindere da quando verrà deciso che la consultazione debba svolgersi.

Fonte: Paolo Ferrero