Paghiamo la crisi quando i managers guadagnano 500 volte più dei lavoratori comuni

Subito dopo il lavoro, ho contattato alcuni sindacalisti della Fiom per avere ragguagli sulla situazione attuale. Purtroppo, tutto è opaco; effettivamente, come avevo sentito dire in una conferenza, anche per gli economisti è una situazione davvero difficile, oltre che di scarsa comprensione. capitalismprotectstheenvironmentIeri, anche, sul quotidiano torinese La stampa i commenti non mancavano; veniva descritta una “Torino svuotata” se effettivamente i posti di lavoro a rischio dovessero essere quelli ipotizzati in questi ultimi giorni. Ha senso sosteneva una signora, rimanere a qui Torino, quando con lo stipendio talmente ridotto non si riesce più a fare nulla? Non si starebbe meglio al Sud? Quindi, ritornare? Peccato che, proprio in un periodo in cui la Sinistra avrebbe avuto da dire, e molto, non è presente nell’arco costituzionale. Questo sarebbe stato un periodo in cui avremmo potuto dire qualcosa, progettare, parlare e fare di pubblico; prospettare un intervento dello stato, invece….dobbiamo leggere ulteriormente la parola “sbarramento“, a mio dire, anche questo passaggio, poco democratico. Penso che il problema sia a monte; come mai esistono manager che guadagnano “500 volte più dei comuni lavoratori”? La notizia apparsa mercoledì 28 gennaio su Liberazione, a pag. 10 fa riferimento ad un libro, “La paga dei padroni” e come sottotitolo, Banchieri, manager, imprenditori. Come e quanto guadagnano i protagonisti del capitalismo all’italiana” (Chiarelettere, pag. 268 , Euro 14,60).
Una società, dunque, sempre più polarizzata. Intanto, contiamo i licenziamenti, i disoccupati, i contratti scaduti….ecc. ecc.

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