“IO FIOM”

Prima di tutto, un pensiero, doveroso, ad una persona, ed un augurio: buon compleanno!!!!
Oggi ho sentito un po’ di ex colleghi, e quasi tutti erano molto preoccupati per il rientro, domani, in fabbrica. E, non è stato sufficiente sapere che oggi, per novanta minuti, avrebbero teso l’orecchio alla radiolina, o per altri, una passeggiata in centro: no, il pensiero correva a domani. Per fortuna, pensavo, la solidarietà e la voglia di andare incontro alle necessità, con atti concreti, con proposte vi è. Sia da parte di chi sente di lanciare forte il richiamo alla “sobrietà” sia da parte della Fiom che propone, ai prossimi cassaintegrati impiegatizi, di suddividere le 76 mila ore richieste di cassa integrazione ai 4712 impiegati: se questa proposta dovesse essere accettata, basterebbe rimanere a casa solo due venerdi, al posto delle due settimane continuative. Assieme ai colleghi con cui ho parlato, provo a passare il messaggio: qualcuno che solidarizza con noi c’è sempre.
(Come dicevo prima, anche il messaggio di Tettamanzi non mi è dispiaciuto).
Per quanto riguarda il fronte “politico” mi ha fatto piacere leggere, questa mattina, una lettera di Juri Bossuto su Repubblica, insieme ad una del segretario piemontese di Rifondazione Comunista Armando Petrini. Bossuto, come ha già detto nel blog, non lascerà il partito, come invece alcuni gli attribuiscono. Così come molti altri con cui ho avuto modo di parlare non lasceranno il partito. A volte bisognerebbe approfondire un po’ di più.

Unità per fermare la guerra

Quelle di oggi (ndr 17 gennaio 2009) sono state ciò che dovevano essere: grandi, pacifiche manifestazioni di massa. Una folla straripante, composita, ha percorso le vie di Roma e di Assisi, unita da un’intensa emozione, atterrita dallo sdegno per la strage continuata che ci propone quotidianamente le immagini strazianti di corpi dilaniati, la disperazione inconsolabile di persone di ogni età in lotta disperata per la sopravvivenza.
Una folla unita anche nell’obiettivo condiviso di porre fine, qui e subito, ad un dramma che si rovescia su tutta la comunità internazionale e rischia di scavare un solco incolmabile, una vera e propria regressione della civiltà.

Manifestazione 17 Gennaio 2009
Manifestazione 17 Gennaio 2009

Il popolo della pace, da troppo tempo inerte, ha ritrovato la parola e la forza per rientrare in campo, con spirito unitario, con l’istinto politico che avevamo auspicato, superando contrasti e divisioni che ne avrebbero fatalmente indebolito la richiesta – perentoriamente salita, da Assisi a Roma – di fermare l’aggressione israeliana, di mettere fine all’ecatombe umanitaria che sta infliggendo al popolo palestinese inaudite sofferenze. La barra deve ora essere tenuta ben ferma, senza tentennamenti. Sarebbe imperdonabile offrire al governo israeliano pretesti per continuare l’escalation militare. Vanno isolati atteggiamenti – fortunatamente marginali – che inneggiano allo scontro frontale. Si sa che di questo si nutrono – in una perfetta specularità – fondamentalismi di opposta natura, irriducibili nemici del dialogo e di qualsiasi prospettiva di pace. E’ di vitale importanza trasformare l’indignazione in una efficace azione politica, nella costruzione di un consenso talmente ampio da non poter più essere ignorato. E, nello stesso tempo, promuovere il più ampio confronto fra le diverse posizioni, bandendo anatemi e pregiudizi. E’ questo un impegno al quale questo giornale non verrà meno.
Bisogna allora intensificare la mobilitazione per imporre ai tessitori della politica mondiale di uscire dalla vergognosa latitanza che si traduce in un implicito lasciapassare all’aggressione. Che tacciano tutti i cannoni, che si ritiri da Gaza l’esercito di Tel Aviv. Non per tornare semplicemente all’insopportabile status quo ante , fatto di segregazione, privazioni, umiliazioni del popolo di Palestina. Ma per intraprendere la fatica di un vero negoziato, quale Israele non ha mai voluto intraprendere, per la costruzione di un libero stato palestinese, capace di convivere a fianco dello stato di Israele. Tra breve, archiviata l’era Bush, vedremo il nuovo presidente americano alla prova su questo nodo cruciale.
Anche l’Europa, sino ad oggi tristemente impotente, deve battere un colpo.

Dino Greco

18/01/2009
Fonte: Liberazione

AnnoZero: L’Annunziata sta acquisendo dei meriti?

E’ davvero strano, e penso dovrebbe farci riflettere su quale sia lo stato dell’informazione in Italia, come della puntata di AnnoZero del 15 Gennaio 2009, il messaggio che è passato, nei media generalisti italiani, sia stato soltanto: la polemica fra Lucia Annunziata e Michele Santoro.

“Tutto il resto è Noia?” Cantava Franco Califano. Oppure, dovrebbe essere, “Tutto il resto”, il messaggio a cui dare attenzione? Purtroppo, cancellato dall’uscita di scena di una “anziana” signora.